Massimo Giletti ed il rinnovo con la Rai, per farlo occorre essere in due
A Massimo Giletti proprio non è andato giù che il suo programma non sia stato allungato fino a giugno. Ma come vi abbiamo già spiegato da queste colonne, la durata della trasmissione, compreso il giorno di messa in onda, era stato già concordata con la Rai dall’inizio di questa stagione televisiva, i cui ascolti sono oggettivamente migliorati rispetto alla prima serie.
Anzi, sempre come vi abbiamo informato, il programma è stato allungato fino a dopo la Pasqua, inglobando degli Speciali che Giletti, secondo il contratto che ha firmato con la Rai due anni fa, avrebbe dovuto confezionare a fine stagione. Giusto due anni fa l’AD Rai di allora Roberto Sergio insieme all’allora direttore generale Giampaolo Rossi salutarono cosi il ritorno di Giletti: “Siamo molto soddisfatti di riaccogliere uno dei volti più influenti della televisione italiana. Bentornato, Massimo, in quella che è stata per tanti anni la tua casa”.
A proposito del contratto in scadenza con la Rai, ciò che prima era praticamente automatico, cioè un rinnovo con la tv pubblica, ora non lo è più. Le battutine e le frecciatine lanciate alla Rai dallo stesso Giletti usando proprio le frequenze della tv di Stato, ultima in ordine di tempo quella dell’ultima puntata dello Stato delle cose: “Noi non ci saremo in onda perché, si sa, i programmi che funzionano sapete che fine fanno”, non è stata – ovviamente – gradita dalla Rai che ha subito risposto con il direttore approfondimenti Paolo Corsini.
“Spiace che Massimo Giletti utilizzi spazi del programma Lo Stato delle cose per esprimere rimostranze, più o meno velate, nei confronti dell’Azienda per cui ora lavora. Come da prassi, giorno di messa in onda, durata e numero di puntate sono stati definiti di comune accordo all’inizio della stagione e condivisi anche in sede di conferenza stampa”.
La volontà della Rai è da sempre quella di rinnovare, ma occorre essere in due per farlo, se Giletti si sente vessato da questa Rai, allora forse è lui a non volerlo il rinnovo. Questo il pensiero attuale dentro la tv pubblica. Di certo il programma sta andando bene, con ascolti ormai che si sono stabilizzati attorno all’8% di share.
Sarebbe un peccato che il percorso di Giletti in Rai, ottimo ed indubbio grande professionista, si debba interrompere dopo la, per cosi dire, sfortunata (per come è finita) avventura su La7. Mi viene in mente una vecchia frase che diceva spesso il grande Maurizio Costanzo: se non avessimo la tv, noi conduttori dovremmo andare per citofoni.

