Con la pubblicazione della seconda edizione degli Italian Television Awards – Prime Time: Programmi Italiani, si consolida un osservatorio che misura non soltanto gli ascolti, ma il gradimento qualitativo dei telespettatori italiani maggiorenni. L’indagine demoscopica, realizzata nel febbraio 2026 con metodologia mista CATI–CAMI–CAWI, ha coinvolto 1.079 intervistati su un campione rappresentativo della popolazione adulta che negli ultimi sei mesi ha seguito almeno una volta i programmi testati. Sono stati analizzati 52 programmi di produzione italiana andati in onda tra settembre 2025 e gennaio 2026 in prima serata, 41 conduttori e 18 conduttrici.
Il programma più avvincente
Vince Belve (21,4%) perché costruisce la tensione attraverso un dispositivo narrativo semplice ma estremamente efficace: l’intervista come duello psicologico. La drammaturgia è concentrata nella relazione tra conduttrice e ospite, con un crescendo fatto di domande secche, pause, silenzi e rovesciamenti. Il ritmo è serrato, la messa in scena essenziale amplifica il conflitto e ogni puntata si struttura come un confronto ad alta intensità emotiva. La tensione narrativa nasce dalla imprevedibilità della risposta e dalla percezione di autenticità.
Segue Freedom – Oltre il Confine (17,8%), che utilizza un’altra leva narrativa: il mistero e l’esplorazione. Qui la tensione narrativa non deriva dal conflitto personale ma dall’enigma. Il racconto si sviluppa come un’indagine progressiva, costruita per tappe, con anticipazioni e sospensioni che mantengono alta l’attenzione. L’uso del viaggio, delle ricostruzioni e della dimensione scenografica rafforza la componente immersiva. La tensione è legata alla scoperta.
Terzo Pechino Express (11,3%), che costruisce la tensione drammaturgica sul format competitivo. Il racconto è seriale, basato su prove, imprevisti e dinamiche tra concorrenti. Il montaggio alterna adrenalina e momenti relazionali, creando un equilibrio tra azione e narrazione umana. La tensione è strutturale: ogni tappa ha un obiettivo chiaro e un rischio concreto di eliminazione.
Nel complesso, la categoria premia format che lavorano sul ritmo, sulla costruzione del climax e sulla capacità di mantenere una promessa narrativa fino all’ultimo segmento della puntata.
Il programma più divertente
Primo posto per Zelig (18,7%), che si conferma come modello di comicità strutturata. La forza sta nell’alternanza di monologhi, personaggi e tempi comici codificati. Il format è costruito come una sequenza modulare di sketch, con un ritmo riconoscibile e una chiara identità stilistica. Il pubblico percepisce stabilità e qualità nella scrittura.
Secondo Tale e Quale Show (16,9%), che unisce competizione e intrattenimento leggero. La componente divertente nasce dalla trasformazione, dall’imitazione e dall’effetto sorpresa. Il varietà qui si basa su performance che generano ironia, ma anche partecipazione emotiva. È una comicità meno aggressiva, più familiare, costruita su riconoscibilità e gioco.
Terzo Affari Tuoi (15,4%), che pur non essendo un programma comico in senso stretto, viene percepito come leggero e piacevole. L’elemento ludico, la suspense. Il divertimento è situazionale, legata alle reazioni dei concorrenti e al ritmo della partita.
Questa categoria segnala il ritorno centrale del varietà classico e della comicità televisiva strutturata, percepita come rassicurante, accessibile e adatta a un pubblico trasversale.
Le immagini più belle
Freedom – Oltre il Confine (27,2%) domina grazie a una costruzione visiva cinematografica. La regia privilegia profondità di campo, ambientazioni suggestive, luci teatrali e movimenti di macchina immersivi. L’immagine non è solo supporto, ma parte integrante della narrazione. La meraviglia è costruita visivamente prima ancora che verbalmente.
Sapiens – Un solo pianeta (13,1%) valorizza il paesaggio come dispositivo narrativo. Riprese naturalistiche, uso calibrato della grafica e centralità dell’ambiente come protagonista. L’estetica è sobria ma potente, con una forte coerenza stilistica.
Eden (11,8%) conferma la forza del documentario ambientale televisivo. Le immagini hanno funzione emozionale e pedagogica insieme. Il racconto tecnico è accompagnato da una fotografia che punta alla contemplazione, rendendo l’esperienza visiva un elemento distintivo.
La categoria segnala come la qualità fotografica e la dimensione documentaristica siano percepite come sinonimo di valore estetico e autorevolezza.
Il programma di qualità
Che tempo che fa (16,2%) vince per autorevolezza editoriale e struttura narrativa. L’intervista lunga, il ritmo misurato e la selezione degli ospiti costruiscono un prodotto percepito come alto di gamma. La qualità è associata alla profondità e alla continuità stilistica.
Chi l’ha visto? (12,8%) si posiziona grazie alla funzione di servizio pubblico e alla coerenza identitaria. Il racconto civile, la gestione rigorosa dei casi e la centralità della testimonianza consolidano la reputazione.
Freedom (12,6%) conferma che divulgazione e qualità possono coesistere. L’impianto narrativo è spettacolare ma sostenuto da contenuto storico e scientifico. L’elemento documentaristico rafforza la percezione di solidità.
Qui emergono tre driver reputazionali chiari: approfondimento, continuità editoriale, autorevolezza del conduttore.
Il programma più interessante
Ancora Che tempo che fa (16,4%) perché la varietà degli ospiti e dei temi genera stimolo intellettuale costante. L’interesse nasce dalla conversazione, dalla possibilità di accedere a punti di vista differenti.
Belve (14,8%) è percepito come interessante per la tensione psicologica. L’intervista qui diventa indagine identitaria, con una dinamica quasi investigativa.
Le Iene (10,6%) fonda l’interesse sull’inchiesta e sul reportage. Il linguaggio diretto, il ritmo rapido e la componente di denuncia rendono il programma stimolante e contemporaneo.
La categoria premia chiaramente intervista e inchiesta come generi narrativi centrali nella percezione di stimolo culturale.
Il programma più emotivo
C’è posta per te (28,7%) domina grazie a una costruzione drammaturgica perfettamente calibrata. Ogni storia segue un arco narrativo completo: conflitto, attesa, rivelazione, scioglimento. La componente relazionale è il cuore del format. L’emozione è pianificata ma percepita come autentica.
Amici (19,3%) combina competizione e racconto personale. L’identificazione con i concorrenti, la crescita nel tempo e le dinamiche tra allievi e professori creano coinvolgimento emotivo seriale.
Ballando con le stelle (13,1%) lavora sulla trasformazione e sulla resilienza. Il percorso dei partecipanti diventa racconto di miglioramento, con forte componente empatica.
Qui prevale la dimensione sentimentale e relazionale, con una narrazione costruita per generare partecipazione affettiva.
Il programma più leggero
Affari Tuoi (18,7%) si colloca al primo posto perché combina gioco, ritmo e conduzione empatica. La leggerezza deriva dall’assenza di conflitto reale e dalla dimensione ludica controllata.
Lo Zecchino d’Oro (13,4%) rappresenta la forma più pura di intrattenimento family. Innocenza, spontaneità e musica costruiscono un clima positivo e rassicurante.
Tale e Quale Show (13,1%) torna in classifica per la sua natura di varietà brillante. Il tono rimane accessibile, la competizione è spettacolare ma mai aggressiva.
La categoria conferma il consolidamento del family entertainment come spazio televisivo percepito come sicuro, trasversale e adatto a un consumo condiviso.
Il programma più bello
Vince Amici (15,6%) perché unisce spettacolarità scenica e costruzione narrativa seriale. La percezione di “bellezza” qui non è solo estetica ma complessiva: scenografie dinamiche, coreografie ad alta intensità, regia musicale e fotografia curate. L’impianto produttivo è solido e riconoscibile. La crescita dei concorrenti, raccontata puntata dopo puntata, amplifica la dimensione spettacolare. Il risultato è un prodotto che appare rifinito, coerente e visivamente appagante.
Segue Ballando con le stelle (14,8%), che costruisce la propria bellezza sull’eleganza formale. La scenografia teatrale, i costumi, l’orchestrazione delle luci e la centralità della performance dal vivo conferiscono al programma un’identità visiva sofisticata. La danza diventa linguaggio narrativo e la trasformazione dei concorrenti aggiunge profondità estetica al racconto.
Terzo X Factor (13,7%), che rappresenta il vertice della produzione musicale televisiva in termini di messa in scena. Palco modulare, effetti visivi, regia internazionale e cura sonora elevano ogni esibizione a evento. La bellezza è associata alla contemporaneità e all’impatto visivo, con un’estetica più moderna e performativa rispetto al varietà tradizionale.
Nel complesso, la categoria premia i talent show ad alta intensità produttiva. La percezione di “programma più bello” coincide con la qualità scenografica, la cura tecnica e la capacità di trasformare la performance in esperienza spettacolare completa.
Sul fronte dei conduttori, tra i più graditi in prima serata guida Fabio Fazio (19,2%), seguito da Gerry Scotti (19,1%) e Carlo Conti (16,7%). Subito dietro Roberto Giacobbo (12,6%) e Diego “Zoro” Bianchi (9,3%).
Tra le conduttrici, saldamente in testa Maria De Filippi (26,4%), seguita da Milly Carlucci (20,3%) e Francesca Fagnani (11,9%). Completano la top five Antonella Clerici (10,4%) e Geppi Cucciari (8,1%).
“La seconda edizione evidenzia un dato strutturale: l’informazione e l’approfondimento consolidano reputazione e qualità percepita, mentre l’intrattenimento emotivo e il varietà presidiano con forza le categorie legate al coinvolgimento e alla leggerezza – dichiara il prof. Baldassari Direttore Generale dell’istituto demoscopico LAB21 – La prima serata italiana continua così a oscillare tra racconto civile e spettacolo popolare, con una polarizzazione sempre più chiara tra autorevolezza e intrattenimento relazionale.”

