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La Stampa a SAE: gli ultimi dettagli. E su Repubblica decisione entro fine mese

Entro fine mese si capirà se cedere Repubblica al gruppo Antenna dei Kyriakou: valutazione attorno ai 100 milioni, ma il mercato dei possibili acquirenti si è ristretto

La Stampa a SAE: gli ultimi dettagli. E su Repubblica decisione entro fine mese

L’operazione su La Stampa è ormai sostanzialmente definita: il passaggio al gruppo SAE di Alberto Leonardis è entrato nella fase finale, con il dossier che si è spostato sui temi più delicati, cioè esuberi e prepensionamenti, oggetto del confronto con il Cdr del quotidiano torinese. Del resto, già il 4 marzo Reuters parlava di accordo preliminare firmato tra GEDI e SAE, con completamento atteso nel primo semestre 2026. Sul fronte della direzione, Dagospia indica in pole Luca Ubaldeschi, già vicedirettore de La Stampa ed ex direttore del Secolo XIX. In circolo anche il nome di Giuseppe De Bellis, ex direttore di Sky TG24 da mesi. Resta invece, sempre secondo Dagospia, Alessandro De Angelis alla vicedirezione, con Maurizio Molinari nel ruolo di supervisore editoriale.

Il punto vero, però, è un altro. Perché secondo quanto risulta ad Affaritaliani, entro dieci giorni si capirà se andare fino in fondo oppure no sulla cessione di Repubblica al gruppo Antenna della famiglia Kyriakou. Le sensazioni sono positive. L’esclusiva è scaduta il 31 gennaio: questo è noto da settimane ed è stato scritto anche nei comunicati del Cdr. Ma il fatto politico-industriale è che la trattativa non si è fermata: semplicemente, non è stata formalmente rinnovata perché, attorno al tavolo, non ci sono più veri concorrenti. Lo ha scritto anche Radiocor il 4 marzo: l’esclusiva è finita a fine gennaio, ma i colloqui sono andati avanti perché altri pretendenti, di fatto, non ce ne sono. La valutazione è intorno a 100 milioni di euro per la testata fondata da Eugenio Scalfari, per Huffington Post e per le tre radio Capital, M2O e Deejay.

Il problema, per Exor, è che il mercato si è svuotato. Leonardo Maria Del Vecchio si è mosso altrove: prima il 30% del Giornale, poi la maggioranza di Editoriale Nazionale, cioè il gruppo che pubblica Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN. Difficile pensare che possa rientrare ora su Repubblica. Anche Andrea Iervolino, altro nome circolato nei mesi scorsi, oggi sembra avere altre priorità. Il nodo più pesante resta quello del tax credit: a gennaio diversi ricostruzioni giornalistiche hanno riportato il congelamento e la contestazione di crediti rilevanti legati alle sue produzioni. Nel frattempo ha lanciato La Sintesi, progetto editoriale ancora in fase di definizione e tutto da capire nella sua forma finale sotto la guida di Rocco Casalino.

Tradotto: oggi la partita è molto più semplice e molto più brutale di come viene raccontata. La Stampa ha già preso la strada di SAE. Su Repubblica, invece, non c’è una fila di compratori fuori dalla porta. C’è un solo tavolo vero, quello con Antenna, e la decisione finale — secondo quanto risulta ad Affaritaliani — arriverà entro la fine del mese.