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MediaTech
Povera Patria: su Rai2 ecco l'alba della futura informazione Tv italiana
Annalisa Bruchi, conduttrice di Povera Patria,
in onda su Rai2 da venerdì 25 gennaio 2019

L'alba della futura informazione Tv sorgerà venerdì 25 gennaio 2019, in seconda serata, su Rai2. Futura informazione non soltanto circoscritta a Viale Mazzini ma intesa come un radicalmente nuovo approccio all'infotainment italiano. Stiamo parlando del nuovo programma fortemente voluto dal direttorissimo Carlo Freccero che, per l'occasione, ha reclutato il già rodato gruppo di lavoro di acclamate trasmissioni quali Fratelli D'Italia (titolo scelto ben prima della nascita del partito omonimo) e Next, ovvero la conduttrice Annalisa Bruchi, l'editorialista e scrittore Aldo Cazzullo e il giornalista Alessandro Giuli, felici, emozionati e orgogliosi in conferenza stampa per l'imminente esordio di Povera Patria.

 

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Il trio alle redini di Povera Patria: Aldo Cazzullo, Annalisa Bruchi e Alessandro Giuli

Titolo "dolente" come lo definisce il direttore Freccero, e ispirato alla canzone di Franco Battiato, per una trasmissione della quale in pochi, pochissimi, hanno compreso la portata rivoluzionaria. Basti solo esaminare il menu della prima puntata: l'intervista esclusiva a un pentito della mafia nigeriana; un editoriale di Giuli sul signoraggio bancario e sulle ragioni per le quali Bankitalia conta poco o nulla nel sistema bancario europeo; un faccia a faccia di Cazzullo con il Cardinale Bassetti che discetterà di reddito di cittadinanza e di questione migratoria fra gli altri temi; un reportage di Filippo Barone sull'Africa sub-sahariana e sul Franco CFA (in merito al quale il sottoscritto intervistò in un articolo di affaritaliani.it, e in tempi non sospetti, l'economista Ilaria Bifarini, autentica auctoritas in materia e autrice di un libro sull'argomento, I Coloni dell'Austerity); l'incursione di Alessandro Poggi nella famigerata cena che ha visto commensali Maria Elena Boschi e Matteo Salvini (ospite della prima puntata di Povera Patria) con  inviperito commento telefonico del senatore pentastellato Gianluigi Paragone, e così via. 

Un programma povero nel titolo, ma senz'altro ricco di spunti e contenuti e che si fonda su un innovativo connubio tra popolare (la cifra giornalistica di Aldo Cazzullo) e populismo (termine più consono all'approccio professionale di Alessandro Giuli), il tutto cercando di "svecchiare" il racconto della realtà politico-economica osservandola e studiandola da un punto di vista totalmente nuovo, più affine al "vento del cambiamento" che soffia in tutta Europa (e anche nel mondo, basti pensare alla strategia comunicativa del Presidente americano Donald Trump).

Un programma che, successo di ascolti o meno, rappresenta già una vittoria di per sé, soltanto per il fatto di incarnare una visione dell'informazione televisiva totalmente alternativa a quella cui siamo sempre stati abituati. Un programma che, già dopo la prima puntata, farà apparire tutte le altre trasmissioni politico-economiche italiane ( e non solo) obsolete e vetuste. Antiche. Anzi, in una parola alquanto pertinente e  ironicamente "karmica", rottamate. 

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