Anziani in aumento e sanità distratta: il sistema sanitario davanti alla sfida della longevità - Affaritaliani.it

Medicina

Ultimo aggiornamento: 15:34

Anziani in aumento e sanità distratta: il sistema sanitario davanti alla sfida della longevità

L’Italia vive più a lungo ma cresce il peso delle malattie croniche serve una sanità capace di prevenire accompagnare e tutelare la dignità nella fragilità

di Prof. Placido Bramanti

Anziani dimenticati e sistema fragile: onda montante di fragilità e risposte tardive il conto dell’invecchiamento alla sanità pubblica

Gli ultimi decenni hanno in maniera chiara ed inequivocabile evidenziato che la vita media della popolazione si è allungata come mai prima d’ora. L’Italia in questo ambito ha sempre avuto il primato di essere uno dei paesi più longevi al mondo. L’aspettativa di vita supera infatti agevolmente gli 83 anni. Diverse le ragioni che ci hanno portato a questi risultati. I grandi progressi della medicina, le nuove tecnologie, il miglioramento delle condizioni di vita, la prevenzione.

Altri cambiamenti però devono essere conosciuti, perché viaggiano parallelamente. Emergono infatti in maniera lenta e graduale, differenze tra le grandi epidemie del passato che falcidiavano intere popolazioni e le nuove crescenti condizioni patologiche con esordio di malattie ad evoluzioni diverse, alcune delle quali inarrestabili e progressive. Con l’invecchiamento della popolazione aumentano le malattie cronico-degenerative, come vengono abitualmente definite, zavorre che lentamente si appropriano del nostro organismo riducendone percezioni, funzioni, azioni, così da renderlo padrone di un corpo e di una mente prive di qualunque lucida autonomia.

Ancora molto si deve fare per attenuare o annullare questo andamento che coinvolge e si riflette sui familiari, sulla società e sulla sanità stessa, quest’ultima in una fase di riforma e di adeguato finanziamento. I responsabili della politica sanitaria nazionale dovrebbero provvedere con urgenza, attraverso interventi rapidi ed efficaci per arginare questo temibile ed ancora sottostimato vulnus della salute. In questo insidioso percorso ricadono le patologie a medio e lungo termine, che andrebbero ricercate con largo anticipo così da essere dominate terapeuticamente e ove possibile bloccate sul nascere.

Infarto, ictus, malattie cardiovascolari, tumori, patologie neurodegenerative, diabete, alterazioni metaboliche, malattie respiratorie croniche, sono responsabili della ridotta o compromessa qualità della vita, senza sottovalutare i silenti killer che inesorabilmente intaccano in maniera irreversibile la nostra esistenza.

Come e cosa fare per arginare queste minacce quando è a tutti noto che la loro insorgenza è prevalentemente nella tarda età? Il Sistema Sanitario Nazionale si è adeguato a questi cambiamenti? E se lo ha fatto o lo sta facendo, che provvedimenti ha attuato? O sta attuando? Esiste una politica che monitora e successivamente si prende carico delle soglie critiche delle varie fasce d’età? Esiste una prevenzione nella prevenzione del calo psicofisico biologicamente determinato? Ci sono specialità che si prendono cura dei cosiddetti preanziani prima dell’insorgenza delle più significative anomalie funzionali? La ridotta efficienza della vista, dell’apparato osteomuscolare, dell’udito, della circolazione, del cuore, del cervello, della prostata, del colon, dei polmoni, se è già conosciuta ed attesa, non può essere monitorata e rallentata con le nuove conoscenze? Perché aspettare che emerga il tumore o lo scompenso cardiaco o respiratorio o la demenza?

La risposta a tali quesiti è di grande importanza per la qualità della vita. Ma qualche rimedio potrebbe già essere considerato sin da adesso. Esistono percorsi da dedicare a questa crescente fascia di popolazione, identificando in partenza le varie defaillance che ne caratterizzano l’iter di esordio di malattia. Comprendiamo tutti che la sanità non è ancora preparata a questo impatto. Bisognerebbe mettere in campo tutte le professionalità sanitarie utili a soddisfare il bisogno territoriale e domiciliare, avvalendosi delle ultime conoscenze offerte dall’Intelligenza Artificiale.

Le patologie dell’età avanzata, finiscono con l’impattare sul Sistema Sanitario Nazionale peggiorando la capienza delle strutture sanitarie e gravando in maniera significativa sui costi. Che dire poi della fase di accompagnamento alla fine? Quale percorso è consigliabile ai familiari ed agli anziani malati sia autosufficienti che totalmente dipendenti? Esiste una dignità anche per morire. Il dolore e la sofferenza non possono essere taciuti con un appoggio di comodo nell’anticamera della fine. Non esistono strutture adeguate dedicate a ricoveri di sollievo per familiari e pazienti.

Molte esperienze hanno riportato la netta sensazione che il momento liberatorio, così viene definito, concluda per tutti una lunga sofferenza sia fisica che psichica. Tutto ciò a causa di un sistema che si dovrebbe in maniera più adeguata, umana e moderna, interessare di questo difficile quanto inevitabile trapasso. Anche questo, il più delle volte, lasciato alle famiglie. Una grande riflessione deve interessare la sensibilità e la coscienza di tutti. Decoro e rispetto sono alla base della dignità umana e vanno sempre attenzionate. Chiunque abbia una responsabilità diretta o indiretta, non può essere indifferente a queste realtà. Perché non cominciare adesso?