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Medicina
Conflitti di interesse, Sergio Pecorelli si dimette dall'Aifa

"Ho presentato le mie dimissioni da Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in quanto ritengo non sussistano le condizioni minime di serenita' per continuare a lavorare in un'Istituzione pubblica quale oggi e' l'AIFA". Lo ha detto ieri Sergio Pecorelli, presidente dimissionario dell'Agenzia Italiana per il Farmaco. "Sono medico e uomo di scienza e di Accademia e come tale sono sempre stato al servizio delle Istituzioni e, se le Istituzioni lo vorranno, sempre lo saro'. Ritengo pero'- ha aggiunto - che queste debbano sempre venire prima dei singoli componenti. Per il profondo rispetto che nutro nei confronti dell'Agenzia che ho visto crescere e progredire, preferisco fare un passo indietro, pur certo dell'inconsistenza delle cause di incompatibilita' sollevate. Come uomo non posso non segnalare l'amarezza e la tristezza nel lasciare incompiuto un lavoro svolto con grande impegno, tenacia, professionalita' e passione e che ha contribuito, in oltre 6 anni, a portare l'Agenzia ad essere apprezzata nel mondo".

 "Il mio unico rammarico - ha aggiunto - e' quello di non poter contribuire alla realizzazione di un'Aifa potenziata, importante risultato di una legge che oggi consente un cospicuo aumento dell'organico con una conseguente riorganizzazione dell'Agenzia, per il cui raggiungimento ho dedicato notevole impegno insieme al Consiglio di Amministrazione, alla Direzione Generale ed al Ministero della Salute, nel comune obiettivo di realizzare una struttura sempre piu' efficiente ed autorevole, a garanzia della tutela della salute dei cittadini. Confido in ogni caso nelle decisioni del Consiglio di Amministrazione, che nei prossimi giorni continuera' a lavorare sulla riorganizzazione dell'Agenzia, al quale auguro di poter operare in serenita' con l'entusiasmo e la professionalita' che lo ha sempre caratterizzato. Desidero ringraziare il Ministro Beatrice Lorenzin - ha concluso - per il supporto e la vicinanza che mi ha sempre dato nell'espletamento della difficile mansione e per le parole che mi ha rivolto nell'accettare le mie dimissioni".

Tutto è nato dai dubbi sulla sua imparzialità, visto che parliamo di un mercato da 30 miliardi di euro in cui pecorelli è accusato di avere ricevuto contributi (tramite un giro di società) dalla Sanofi e dalla Jansenn che producono vaccini e medicinali. E, nonostante il suo ruolo istituzionale di capo dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), il 71enne - riporta il Corriere della Sera - è stato testimonial di un fondo di investimento legato anche alla farmaceutica. È quanto emerge da documenti riservati dell’Ufficio Anticorruzione Aifa che, arrivati sul tavolo del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ieri hanno fatto scattare le dimissioni del potente presidente, alla guida dell’Agenzia del farmaco da sei anni.

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conflitti di interessesergio pecorellidimissioniaifa
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