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Diabesity: dall’obesità al diabete di tipo 2 il passo è sempre più breve

L’obesità è considerata un fattore principale di rischio per diabete mellito, accompagnato dalle malattie cardiovascolari ed altre patologie ad essa correlate

Diabesity: dall’obesità al diabete di tipo 2 il passo è sempre più breve
Prof. Dino Bramanti

Diabesity e fame, i centri nervosi di sazietà e appetito: dall’obesità al diabete di tipo 2 il passo è sempre più breve

La sanità mondiale è alle prese con una vera crescente emergenza, definita addirittura come una pandemia di obesità e diabete mellito. Sono due distinte patologie croniche non trasmissibili, strettamente correlate tra di loro ed in rapido aumento in tutti i paesi. Oltre 800 milioni convivono a livello mondiale con l’obesità, numero destinato a crescere fino a circa due miliardi entro il 2035. Il diabete mellito interessa più di 800 milioni di adulti con un importante incremento dal 1990 al 2022, dal 7% al 14% di prevalenza globale.

L’obesità è considerata un fattore principale di rischio per diabete mellito, accompagnato dalle malattie cardiovascolari ed altre patologie ad essa correlate. Parlare in gergo medico di “diabesity” cioè un binomio tra obesità e diabete della stessa popolazione, non è più uno slogan ma una realtà. Il nostro paese, rispecchia lo stesso andamento mondiale. Circa il 36% degli adulti è in sovrappeso, circa il 10 – 12% è obeso, circa il 56% della popolazione è affetta da diabete. 22 milioni di persone in sovrappeso, 6 milioni gli obesi, circa 3,5 milioni di diabetici. Anche da noi diabete di tipo 2 e sovrappeso o obesità sono legate. Queste due ultime condizioni di accumulo eccessivo di grasso corporeo vengono valutate e distinte in base alla misura di massa corporea, IMC/BMI.

L’obesità può essere lieve (I grado), intermedia (II grado), grave (III grado). In maniera molto grossolana e solo per dare un’idea, una semplice verifica della circonferenza vita, per valutare il grasso viscerale, può dare una generica idea (autovalutazione fai da te). Un accumulo di grasso superiore al 25% negli uomini e al 32% nelle donne indica obesità. Il Ministero della Salute, molto attento alla crescente anomalia, ricorda che l’indice di massa corporea (IMC) è il parametro che esprime il rapporto tra il peso corporeo e il quadrato dell’altezza.

Da non sottovalutare l’inversione verso il basso in caso di magrezza o sottopeso, anche in questo caso, occorre rilevare i parametri entro i quali ricadono gli indici di normalità prima di intervenire con le terapie del caso. La differenza tra regioni non è una sorpresa, essendo indicativa di un maggiore coinvolgimento al Sud. L’incremento ponderale riguarda entrambi i generi. Le condizioni economiche più svantaggiate hanno un ruolo importante.

Nel 2023 è stata evidenziata l’abitudine a non fare la prima colazione (10,9%) o a consumarla in maniera adeguata (36,5%), così come la fruizione di una merenda abbondante a metà mattinata (66,9%). Questi ultimi dati mostrano un trend in aumento. Il consumo infrequente della frutta e della verdura nei bambini, secondo quanto dichiarato dai genitori, rimane elevato (25,9%). Solo per fornire un dato interessante, le bibite zuccherate e gassate, sono consumate più dai maschi, almeno una volta al giorno. Il 14,4% dagli undicenni, il 14,5% dai tredicenni, il 12,6% dai quindicenni, fanno altrettanto. Come è facile immaginare le cause principali dell’aumento di peso riguardano molteplici fattori, dagli stili di vita, a quelli socio-ambientali e biologici, per citare i più importanti.

L’alimentazione, ricca di calorie, zuccheri, grassi, cibi ultraprocessati, ridotto consumo di frutta e verdura, sedentarietà e minore attività fisica sono elementi caratterizzanti ed altamente incidenti sull’evoluzione negativa. L’urbanizzazione, l’uso costante dei mezzi, come auto e moto in città, la disponibilità di cibo ad alta densità energetica e diseguaglianze socio-economiche, sono ulteriori elementi di peggioramento. Fattori indipendenti e non volontari possono essere, la predisposizione genetica e le alterazioni metaboliche.

Perché l’obesità e il diabete sono pericolosi per la salute? Perché aumentano il rischio dell’insorgenza di malattie cardiovascolari, ictus, insufficienza renale, neuropatie e retinopatie diabetiche, e addirittura alcuni tumori. Anche l’aspetto economico gioca la sua parte. Cosa fare allora per contrastare questa crescita così pericolosa per la salute? Le principali strategie sono la dieta equilibrata, sufficiente quella mediterranea, l’attività fisica, meglio se giornaliera, la riduzione e abolizione di bibite zuccherate e di cibi ultraprocessati. Basterebbe solo questo. Un atteggiamento attento e responsabile sarebbe già sufficiente per contenere ed educare. Il resto deve essere compito delle politiche sanitarie.