Tempesta solare di classe G2: spettacolo di aurore e possibili effetti su tecnologia e ambiente, senza rischi per la salute
Può sembrare una battuta banale per ricordare la ricorrenza del babbo di famiglia. Ma oggi realmente si manifesta una espulsione di massa coronale che interessa il pianeta terra. Un richiamo ad una delle immagini più belle della nostra memoria, le aurore boreali, legate proprio all’equinozio di primavera. Perché spingere così lontano dalla nostra routine quotidiana questo interesse? Quali ricadute potrebbe avere? Esistono condizioni in grado di apportare ripercussioni sulla salute terrestre, uomo compreso? Lo “Space Weather Prediction Center” della NOAA ha confermato tale evento, per questa giornata, classificandolo come “tempesta geomagnetica di classe G2”.
Una potente espulsione di massa coronale partita dal sole esattamente lunedì 16 marzo con ricaduta oggi 19. Come riferito più approfonditamente dagli esperti del settore, “questo evento” è destinato a rimodulare la mappa e la caratterizzazione delle aurore boreali. Uno spettacolo che ci affascina da sempre senza comprendere bene in cosa consista esattamente, almeno dal remoto pianeta salute, riferito ad incompetenti comuni mortali. Lontano, è il caso di dirlo, da queste affascinanti evidenze ultraspecialistiche.
L’equinozio di primavera, rende il mese di marzo ricco di fenomeni spettacolari riguardo alle aurore. In questo periodo lo scudo magnetico apre qualche fessura stagionale, così da consentire con meccanismi complessi, la visione di aurore più a sud, brillanti, estese e frequenti rispetto alle altre. Ma torniamo alle nostre considerazioni terrene. Questo fenomeno può impattare con la nostra vita reale? E potrebbe avere qualche effetto sulla salute? La risposta è che non vi sono al momento, né rischi né timori di alcun genere.
L’unica ricaduta conosciuta e prevedibile riguarda i sistemi elettrici, i segnali GPS, quindi, fluttuazioni e possibili blackout nelle reti di trasmissione energetica, anomalie e malfunzionamenti nei sistemi di navigazione e posizionamento, come il GPS, o disturbi alle comunicazioni radio a onde corte. Quello che si rischia è un sovraccarico e guasti ai trasformatori, possibili interruzioni di corrente regionali o nazionali a infrastrutture informatiche collegate alle reti energetiche, soprattutto data center e servizi cloud.
I problemi al GPS possono causare errori nella posizione stimata dei veicoli e mezzi aerei con modesti impatti sulle operazioni portuali e aeroportuali. Relativamente all’aspetto sanitario, l’atmosfera e la magnetosfera proteggono la superficie terrestre, anche se effetti biologici indiretti possono essere ipotizzati. Hanno evidenziato un aumento della mortalità cardiovascolare in concomitanza di forti perturbazioni geomagnetiche. In particolare, si è osservato, secondo alcuni studiosi, una correlazione tra giorni di elevata attività geomagnetica e incremento di infarti e ictus. Si ipotizza, pertanto, che il meccanismo coinvolga alterazioni del sistema nervoso autonomo, influenzando la variabilità della frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e l’equilibrio neurovegetativo.
Queste alterazioni sempre secondo gli addetti ai lavori, potrebbero essere legate all’influenza del campo magnetico terrestre sui delicati processi bioelettrici dell’organismo, similmente a come si pensa influenzi il sistema di navigazione di uccelli migratori e altri animali. In ambito neuropsicologico, altre ricerche indirizzano verso modificazioni dei livelli di melatonina, con probabili ripercussioni sull’insonnia e sui ritmi circadiani durante le tempeste geomagnetiche. Altri studi riportano un aumento dell’irritabilità e dei sintomi depressivi in concomitanza con un’elevata instabilità geomagnetica correlazionandoli con disturbi neuropsichiatrici più specifici.
Questi effetti sembrano più pronunciati in persone con disturbi affettivi stagionali, anziani, individui con patologie cardiache preesistenti o portatori di specifiche vulnerabilità neurologiche. Astronauti e piloti di linea su rotte polari, risultano maggiormente esposti ai protoni solari ad alta energia durante eventi intensi, e teoricamente suscettibili di danni al DNA, causato dal superamento della protezione geomagnetica terrestre e dalla sovraesposizione.
A lungo termine, queste caratterizzazioni potrebbero contribuire a un potenziale aumento del rischio oncologico, come riportato da diversi studi sulle esposizioni cosmiche. Al momento non sono stati dimostrati effetti sanitari diretti. Il monitoraggio costante di NASA, NOAA e altre agenzie scientifiche, mantiene alta l’attenzione in particolare sui sistemi elettronici sanitari e nei pazienti con dispositivi impiantabili. Questo rende la ricerca sugli effetti indiretti sulla salute ancora più importante. Le correlazioni osservate in ambito cardiovascolare e neuropsichiatrico stimolano l’approfondimento e la valutazione rigidamente scientifica. La complessità di questi studi, data la molteplicità dei fattori ambientali e individuali possono, una volta convalidati dagli esperti internazionali, dare una svolta alle nuove conoscenze sulle patologie e sulle relative cure. Anche per questo la medicina spaziale è in continua evoluzione.
Questa opportunità ci riporta a considerare, un aspetto completamente diverso dalle ricerche scientificamente tradizionali. Si passa così dal fenomeno extraterrestre, alla vita di tutti i giorni, non solo per ricercare nuove verità ma anche per meglio comprendere quanto ci circonda, anche se distante in termini geofisici da noi. Spostiamo adesso l’attenzione sui campi magnetici che tradotto significa a bassa intensità, i banali elettrodomestici e wifi, anch’essi ritenuti non pericolosi per la salute. Una particolare attenzione è rivolta alle altissime intensità o esposizioni prolungate.
Gli effetti sanitari a lungo termine, correlati ad una esposizione di lunga durata, anche se da bassi livelli di campo, sono stati attenzionati e catalogati dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), secondo la seguente gradazione: gruppo 1 (cancerogeni), gruppo 2° (probabilmente cancerogeni), gruppo 2B (possibilmente cancerogeni), gruppo 3 (non classificabili), gruppo 4 (probabilmente non cancerogeni). I campi magnetici a bassa frequenza secondo questi scienziati rientrano nel gruppo 2B, allargando rispetto alle precedenti valutazioni, anche a radiofrequenze elettromagnetiche associate all’uso personale di telefoni senza fili.
Anche per questi, le ricerche insieme alle valutazioni scientifiche ed epidemiologiche, considerano limitate e limitanti le evidenze di rischio riscontrate. Quindi nessun allarme. L’Istituto Superiore di Sanità, segue da anni l’evoluzione delle tecnologie ed eventuali ricadute. Continua il controllo con gli altri Enti nazionali ed internazionali, tra questi anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sempre riguardo alle tempeste solari con ricadute sulla salute umana, l’Associazione medici per l’ambiente, in occasione della tempesta geomagnetica del 29 Maggio 2025, hanno ipotizzato un aumento della mortalità cardiovascolare, con incremento di infarti ed ictus. Le loro interpretazioni si spingono a considerare un interessamento del sistema nervoso autonomo, con variabilità della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e implicazioni neurovegetative. Secondo il comitato tecnico scientifico ISDE, “ci potrebbe essere un coinvolgimento su particolari processi bioelettrici dell’organismo, così come si pensa possano influenzare il sistema di navigazione di uccelli migratori e altri animali itineranti”.
Modificazioni dei livelli di melatonina con ricaduta sul sonno, e sui ritmi circadiani, in occasione di tempeste geomagnetiche, sono state rilevate così come altri aspetti neuropsicologici e neurovulnerabili. La NASA, la NOAA e altre agenzie spaziali scientificamente accreditate continuano l’accurata sorveglianza. Solo rigorose metodologie ed evidenze scientifiche potranno scrivere nuove pagine interpretative. Al momento solo prudenza, come sempre. A questo proposito, ritornando con i piedi per terra, occupiamoci come è giusto che sia, dei papà che hanno atteso tutto l’anno questo momento. Il loro giorno di attenzione, di notorietà, soprattutto per le loro famiglie, deve essere e rimanere legato agli affetti, ma anche al ricordo di questo eccezionale evento di bellezza della nostra esistenza, che ci porteremo sempre con noi e con le nostre indimenticabili “aurore boreali familiari”.

