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180 milioni per Scalo Romana. C’è solo Catella (per ora)
Scalo Romana villaggio olimpico

180 milioni per Scalo Romana. C’è solo Catella (per ora)

Centottanta milioni di euro per lo scalo Romana. È questo l'importo, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it Milano, dell'offerta presentata dalla cordata immobiliare formata da Coima di Manfredi Catella, Covivio e Prada a Ferrovie dello Stato Sistemi Urbani (Fssu). La controllata di Ferrovie fa sapere che si prenderà tempo fino al 10 di novembre (la gara si è chiusa il 31 ottobre) per valutare la congruità dell'offerta e annunciare chi si aggiudicherà lo scalo ferroviario dismesso, futuro cuore pulsante delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Il 21 ottobre l'amministratore delegato di Fs Sistemi Urbani, Umberto Lebruto, parlando in commissione a Palazzo Marino ha affermato che era in corso una “competizione viva” per aggiudicarsi lo scalo Romana. Ma secondo quando risulta ad Affaritaliani.it Milano l'offerta da 180 milioni di euro è l'unica giunta a Fssu, dopo che invece a luglio sette cordate avevano depositato una prima offerta economica non vincolante durante il primo step della gara pubblica. Sentita da Affaritaliani.it Milano Coima non ha per il momento né confermato né smentito l'importo dell'offerta da 180 milioni di euro. Mentre Covivo – il colosso immobiliare italo-francese specializzato in uffici e hotel con Leonardo Del Vecchio come principale azionista – fa sapere di non poter anticipare questa informazione prima che lo faccia Ferrovie. Non resta che attendere il 10 novembre.

Scalo Romana è un'area di 187.300 metri quadrati dove sicuramente entro il 2026 anni sorgerà il Villaggio Olimpico degli atleti. Da convertire poi in residenze universitarie e student housing. Terreni che a bilancio sono iscritti per un valore intorno ai 94 milioni di euro e che secondo addetti ai lavori hanno un potenziale di sviluppo tale da giustificare offerte comprese fra i 180 milioni (come quella depositata dalla cordata Coima-Covivio-Prada) e i 250 milioni di euro. Secondo l'accordo di programma fatto siglare dal Comune di Milano sui sette scali dismessi di Ferrovie, il 50 per cento delle plusvalenze realizzate da Sistemi Urbani vendendo le aree deve essere incassato proprio da Palazzo Marino.

Si tratta di aree al centro di una vera e propria rivoluzione urbanistica per Milano. Oltre alle Olimpiadi, Scalo Romana si trova a 2,6 chilometri dal Duomo di Milano. Sulla “circle line” del servizio ferroviario metropolitano e nel crocevia di un mega distretto meneghino in evoluzione. Dove si incrociano partite immobiliari e altre connesse alle infrastrutture strategiche sui trasporti che verranno sviluppate, anche e soprattutto, in virtù dei Giochi Olimpici invernali. È già presente Fondazione Prada, una delle “attrazioni” della città. È in fase di sviluppo il Symbiosis business district proprio di Covivio. Da più un anno sorge Nexxt – il nuovo headquarter di Fastweb. È una delle zone del capoluogo lombardo destinata a diventare la “cittadella degli studenti”: con il campus Sanaa dell'Università Bocconi e l'ex consorzio agrario di via Ripamonti rilevato dal colosso americano Hines due anni fa per realizzare residenze universitarie sotto lo slogan “near Bocconi”. In futuro il distretto potrà contare sulla nuova sede di A2A – multiutility dell'energia controllata dai Comuni di Milano e Brescia – in piazza Trento. E proprio l'uomo che oggi guida A2A, Renato Mazzoncini, amministratore delegato e Dg della società, arriva da Ferrovie dello Stato dove è stato il numero uno del gruppo fra il 2015 e il 2018. Mentre l'ex ad della multiutility lombarda, Luca Valerio Camerano, è stato chiamato a luglio 2020 da Coima di Manfredi Catella per un posto nel comitato d'indirizzo del Coima Esg City Impact Fund, nuovo fondo d'investimento lanciato dalla società i cui principali quotisti, con 400 milioni di euro, sono le casse previdenziali di avvocati, commercialisti, architetti e ingegneri. Infine nella zona circostante allo scalo Romana vi è l'ormai ventennale Programma di Riqualificazione su Pompeo Leoni (fra viale Isonzo e Ripamonti): 313.652 mq complessivi di superficie a destinazione residenziale, commerciale, produttiva, direzionale, aree verdi e per lo sport, la cultura e il tempo libero. Secondo l'ultimo accordo siglato nel 2014 fra Ministero dello Sviluppo Economico, Comune di Milano e Invitalia, Pompeo Leoni è destinato ad ospitare in via Ripamonti 88 anche il nuovo incubatore di imprese (“smartcity Lab”) che, nella gara indetta da Invitalia, è stato aggiudicato a ottobre 2019 all'impresa di costruzioni pugliese Ar.Co. Srl per 2,9 milioni di euro. Mentre il Piano di governo del territorio di Milano (Pgt) ha previsto sull'area un deposito per autobus elettrici di ultima generazione.

 

Francesco Floris/Fabio Massa

frafloris89@gmail.com

fabio.massa@affaritaliani.it

 
 
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