A2A continua a investire sulla transizione energetica e chiude il primo trimestre del 2026 con 315 milioni di euro destinati allo sviluppo industriale, in crescita del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. È quanto emerge dai risultati approvati dal Consiglio di amministrazione del gruppo riunitosi sotto la presidenza di Roberto Tasca. Gran parte delle risorse, circa il 70%, è stata indirizzata al potenziamento e all’efficientamento delle reti di distribuzione elettrica, alla realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici e allo sviluppo delle attività legate all’economia circolare. Due terzi degli investimenti risultano inoltre compatibili con i criteri della Tassonomia europea. Nel trimestre A2A ha raggiunto 2,7 gigawatt di capacità installata da fonti energetiche rinnovabili, in aumento del 4% grazie all’entrata in funzione di nuovi impianti eolici e fotovoltaici. La produzione green è cresciuta del 14%. QUI IL DOCUMENTO INTEGRALE
Mazzoncini: “Le rinnovabili sono decisive per l’autonomia energetica”
“Nel primo trimestre abbiamo confermato il nostro impegno nella transizione ecologica”, ha commentato l’amministratore delegato Renato Mazzoncini, sottolineando come le fonti rinnovabili rappresentino “una leva fondamentale per l’indipendenza energetica nazionale e per la stabilizzazione dei prezzi per famiglie e imprese”. Secondo il manager, la solidità economico-finanziaria del gruppo consente ad A2A di proseguire “con disciplina nell’attuazione del Piano Strategico e nella generazione di valore sostenibile”.
Ricavi in crescita, ma pesa il calo dei prezzi energetici
Nei primi tre mesi del 2026 i ricavi adjusted hanno raggiunto i 4,55 miliardi di euro, in aumento del 15% rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare il risultato è stato soprattutto l’aumento delle quantità di energia elettrica vendute sui mercati retail e all’ingrosso. In calo invece il margine operativo lordo adjusted, sceso del 4% a 647 milioni di euro. A incidere sono stati principalmente la diminuzione dei prezzi delle commodities energetiche, l’aumento dei canoni concessori e il minor contributo di alcuni impianti di trattamento interessati da manutenzioni programmate. L’utile netto adjusted si è attestato a 221 milioni di euro, con una riduzione dell’11% rispetto ai 249 milioni registrati nel primo trimestre 2025. Sul risultato hanno inciso sia la flessione della marginalità sia l’aumento degli ammortamenti legato ai nuovi investimenti.
Debito sotto controllo e leva finanziaria stabile
La posizione finanziaria netta del gruppo è salita a 5,628 miliardi di euro rispetto ai 5,474 miliardi di fine 2025, un incremento che A2A attribuisce alla normale stagionalità del business. Resta comunque stabile il rapporto PFN/EBITDA adjusted, pari a 2,5 volte, indicatore considerato sostenibile dal gruppo. Prosegue anche il percorso sul debito sostenibile: all’81% del totale nel 2025, la quota “green” del debito lordo si conferma all’82% anche nel primo trimestre del 2026.
Più energia venduta e accordo con la BEI per la Lombardia
Nel trimestre A2A ha venduto 8,1 terawattora di elettricità sui mercati retail, in crescita del 24% rispetto all’anno precedente, trainata soprattutto dal segmento business. In aumento anche la vendita di energia verde, salita del 17% a quota 2,7 TWh. Tra le operazioni più rilevanti dei primi mesi del 2026 figura inoltre il finanziamento da 200 milioni di euro sottoscritto con la Banca europea per gli investimenti. Le risorse saranno destinate alla modernizzazione delle reti elettriche in Lombardia, con interventi su circa 450 chilometri di rete in media tensione e 140 chilometri in bassa tensione, nell’ambito degli obiettivi di decarbonizzazione del gruppo.

