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Addio a Carlo Monguzzi, il “dissidente” verde che non smetteva mai di lottare (anche con la sua parte politica)

Ambientalista storico, consigliere comunale e voce critica del centrosinistra: morto a 74 anni dopo una breve malattia. Dalle battaglie ecologiste agli scontri su San Siro e urbanistica, una vita sempre in prima linea

Addio a Carlo Monguzzi, il “dissidente” verde che non smetteva mai di lottare (anche con la sua parte politica)

Si è spento a Milano Carlo Monguzzi, consigliere comunale in carica e figura storica dell’ambientalismo lombardo. Avrebbe compiuto 75 anni a settembre. Negli ultimi mesi era stato ricoverato all’Istituto dei Tumori per un mesotelioma da amianto, fino agli ultimi giorni in hospice. Nato nel 1951, laureato in Ingegneria chimica al Politecnico, aveva affiancato alla politica una lunga carriera da insegnante di matematica al Besta. Ma già dagli anni Settanta la sua traiettoria era segnata dall’impegno civile: prima il Movimento studentesco, poi negli anni Ottanta tra i fondatori di Legambiente, di cui è stato presidente in Lombardia, e di associazioni come Mondo Gatto.

L’ingresso nelle istituzioni arriva nel 1990 con l’elezione in Consiglio regionale tra i Verdi Arcobaleno. Dal 1993 al 1994 è assessore regionale all’Ambiente, dove promuove la prima legge sulla raccolta differenziata e il primo piano aria contro lo smog. Rieletto più volte al Pirellone, Monguzzi ha costruito il suo profilo su battaglie nette: contro il traffico illecito di rifiuti, la caccia, il consumo di suolo, per la trasparenza amministrativa. Nel 2011 approda a Palazzo Marino con il Pd, per poi allontanarsene negli anni successivi. Nel 2021 viene eletto con Europa Verde, risultando il più votato della lista. Anche in maggioranza, però, resta una voce autonoma, spesso isolata, ma sempre presente: in Aula vantava il 100% delle presenze.

Il “caro Beppe” e le critiche alla giunta Sala: la rottura sulla vendita di San Siro

Negli ultimi anni Monguzzi è stato uno dei critici più costanti della giunta guidata da Giuseppe Sala. Intervento dopo intervento, senza mai alzare i toni, invitava il sindaco – chiamato sempre “caro Beppe” – a cambiare rotta su ambiente, mobilità e urbanistica. Una posizione che gli è costata tensioni anche nel suo stesso gruppo politico. Il punto di rottura arriva con la vendita dello stadio di San Siro nel settembre 2025: Monguzzi si dimette da presidente della commissione Mobilità e Ambiente, segnando una distanza ormai evidente dalla maggioranza.

Tra i dossier più rilevanti degli ultimi anni c’è proprio San Siro, contro la cui cessione e possibile demolizione Monguzzi si è battuto fino all’ultimo. Una battaglia persa, ma simbolica della sua idea di città. In prima linea anche sul fronte delle inchieste urbanistiche, aveva chiesto al Comune di fare ammenda sulle “prassi” contestate dalla Procura e si era opposto con decisione alla cosiddetta “Salva Milano”. Non meno centrali le storiche battaglie ambientaliste: dalla qualità dell’aria alle critiche su Area C e Area B, fino alla denuncia del consumo di suolo e della “corsa alle gru” nelle periferie.

Le ultime iniziative: le lotte contro il gemellaggio con Tel Aviv e una via a Pino Pinelli

Tra gli ultimi atti politici, l’ordine del giorno per intitolare una via a Pino Pinelli, oggi realtà nel quartiere di San Siro. Non ha potuto partecipare alla cerimonia per le condizioni di salute. Negli ultimi mesi si era esposto anche sul conflitto a Gaza, sostenendo la sospensione del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv e partecipando alle manifestazioni pro Palestina, spesso con la bandiera esposta anche in Aula.

Alla notizia della scomparsa, il sindaco Sala lo ha ricordato così: “Se ne è andato un lottatore. Spesso non la vedevamo allo stesso modo, ma lo rispettavo. Anche l’ultima volta avevamo discusso animatamente e ci eravamo lasciati con un abbraccio”. Parole di stima anche dal centrosinistra e oltre. Pierfrancesco Majorino lo ha definito “un uomo perbene e un grande compagno”, mentre il consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico ha scritto: “Un comunista che merita rispetto, anche perché sai sempre da che parte sta”.

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, manifesta il suo cordoglio per la sua scomparsa: “Punto di riferimento dell’ambientalismo milanese e lombardo, assessore nella Giunta Ghilardotti, consigliere regionale per tante legislature, ricordo – dice Fontana – la sua coerenza, la capacità critica, l’ironia”. “Certo, avversario politico, spesso su posizioni differenti, Monguzzi – prosegue – ha sempre dimostrato rispetto per le istituzioni e un impegno concreto e appassionato nella tutela dell’ambiente, ponendo al centro della sua azione il bene comune. Alla famiglia e ai suoi cari, giungano le più sincere condoglianze dell’Intera Giunta lombarda” conclude Fontana.

Alessandro Sorte, deputato di Forza Italia, si esprime in una nota: “Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Carlo Monguzzi, consigliere comunale di Milano e storico esponente dell’ambientalismo. Nel suo impegno pubblico si e’ distinto per le sue battaglie a difesa dell’ambiente, contro l’inquinamento, il consumo del suolo e la cementificazione, rappresentando una voce libera e determinata nel dibattito cittadino”. “Monguzzi era una persona perbene che amava Milano” così Matteo Salvini si è espresso per la scomparsa di Carlo Manguzzi. “Abbiamo combattuto battaglie su fronti diversi, come me anche lui voleva una Milano per tutti” aggiunge.

Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde, si unisce al dolore in un lungo post su Facebook: “Carlo Monguzzi non c’è più. Un grande uomo ed ecologista. Ha lottato fino all’ultimo per dare alla sua città, Milano, una migliore qualità di vita. Sempre dalla parte dei cittadini e mai degli interessi particolari. Con Monguzzi se ne va un pezzo della storia dell’ambientalismo e della politica del nostro paese”.

“La scomparsa di Carlo Monguzzi rappresenta una grave perdita, soprattutto per Milano e per la politica cittadina. Per me Monguzzi è stato innanzitutto un amico, ancora prima che un avversario politico. Una persona perbene e un politico competente. Sempre attento ai temi della città, a partire da quello dell’ambiente. Alla sua famiglia porgo le più sentite condoglianze”. Così Mariastella Gelmini, l’attuale senatrice di Noi Moderati, decide di ricordare Monguzzi.

Monguzzi, la coerenza di un dissidente

Figura atipica nella politica milanese, Monguzzi è stato per anni il “dissidente” del centrosinistra: uno di quelli che restano anche quando non sono d’accordo, ma non smettono di dirlo. Presente in piazza come in Aula, dalle commemorazioni per Piazza Fontana ai Fridays for Future, fino alle proteste più recenti, non ha mai smesso di esporsi, anche quando le battaglie sembravano perse in partenza. Una coerenza che lo ha reso spesso scomodo, ma riconoscibile. E, fino all’ultimo, irriducibile.

L’ultimo post su Instagram è dedicato all’anarchico Pino Pinelli. Una delle sue ultime battaglie in Comune: dedicargli una strada, l’ex via Micene nella ‘sua’ San Siro, che si chiama via Pinelli da poco, grazie al suo ordine del giorno che la giunta milanese ha recepito. Non è potuto andarci, alla cerimonia d’intitolazione, a marzo, perché era ricoverato all’Istituto dei Tumori per un brutto mesotelioma da amianto, scoperto da alcuni mesi

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