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ArtIDe, verso la diagnosi precoce e precisa dell’artrite reumatoide
Fonte: sito Technogenetics

ArtIDe, verso la diagnosi precoce e precisa dell’artrite reumatoide

di Debora Bionda

Strano pensare che il corpo avverta come ostile qualcosa che non lo è, eppure con le malattie autoimmuni succede proprio questo.

Tra le malattie autoimmuni, l’artrite reumatoide è una di quelle più diffuse, tanto che colpisce indicativamente il 2-3% della popolazione adulta. A soffrirne sono in prevalenza persone di età compresa tra i 35 e i 50 anni. Donne, soprattutto. Si manifesta sotto forma di una infiammazione che interessa le articolazioni e i tessuti periarticolari.

È capitato a tutti di vedere immagini di mani nodose, quasi irriconoscibili. Avere l’artrite reumatoide vuole dire convivere con forti dolori, con la deformità degli arti, con l’essere limitati nella propria capacità di movimento. E non solo, perché nelle forme più gravi questa patologia compromette pesantemente la qualità della vita di chi ne è affetto.

È proprio il pensiero dei compromessi che l’artrite reumatoide impone e il desiderio di voler cercare soluzioni a monte che ha spinto un gruppo di realtà lombarde di primaria importanza in campo medicale a mettere insieme le loro forze e competenze per arrivare a una diagnosi prima che sia troppo tardi.

Sì, perché l’artrite reumatoide è difficile da diagnosticare precocemente, i sintomi possono essere scambiati per altri disturbi. E avere una diagnosi certa solo quando i sintomi non lasciano dubbi, vuole dire riconoscere un nemico quando già è entrato in casa. Molto possono fare gli esami di laboratorio in presenza di un sospetto, ma anche quelli sfortunatamente in alcuni casi danno risposte negative anche in presenza della patologia. Questo avviene perché i marcatori attuali non sempre riescono a individuare le forme degenerative della malattia.

Inizia così l’avventura di 5 partner d’eccezione: l’Istituto Auxologico Italiano, gli Spedali Civili di Brescia, l’Istituto Nazionale di Genetica Molecolare, Technogenetics Srl, 4Bases Srl sostenuti da Regione Lombardia. L’obiettivo è quello di approfondire le conoscenze sui meccanismi alla base dell’artrite reumatoide e di realizzare un test per la diagnosi precoce di artriti infiammatorie croniche sieronegative grazie all’identificazione di nuovi marcatori proteici e genetici.

L’importanza di un simile progetto è immediatamente comprensibile: la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo sono essenziali per la prevenzione di danni articolari irreversibili e conseguente progressiva disabilità del paziente.

L’idea è ambiziosa: andare a identificare, validare e caratterizzare nuovi marcatori proteici e genetici per l’artrite cronica sieronegativa, sfruttando tecnologie avanzate. L’identificazione di nuovi marcatori proteici e genetici consentirà inoltre l’acquisizione di una più approfondita conoscenza dei meccanismi molecolari della malattia a tutto vantaggio di un trattamento mirato ed efficace. Al termine del progetto si potrà arrivare ad avere uno strumento diagnostico che facilita il trattamento dell’artrite cronica infiammatoria sieronegativa. Non è difficile immaginare i benefici di un risultato simile.

Lavorare a questo importante obiettivo è possibile anche grazie ai fondi previsti dalla legge regionale 29/2016 destinati alla ricerca e allo sviluppo di progetti innovativi dell’assessorato per la Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione di Regione Lombardia. Il progetto ArtIDe è infatti finanziato con fondi POR FESR, ricevendo un contributo di 2.857.629,43 euro su un valore complessivo stimato in 5.008.426,22euro. La salute è un bene da difendere a ogni costo, difficile immaginare un uso migliore dei fondi pubblici. Regione Lombardia lo sa, ecco perché è al fianco dei partner di ArtIDe, crede nel loro talento e persegue lo stesso obiettivo: il benessere collettivo.

“Il costo sociale delle artriti è elevato - spiega Giovanni Babbini, business developer di Technogenetics Srl - per la sola artrite reumatoide Regione Lombardia spende all’anno da 355 a 10.067 € per paziente, per terapie sintetiche o biologiche. Arrivare a individuare precocemente la malattia è il modo migliore per arrivare a una reale prevenzione. L’impatto sociale non è da poco: da un lato si potrebbe avere un miglioramento della qualità della vita delle persone affette da artrite reumatoide perché curate prima che la patologia degeneri e in modo più efficace, dall’altro, l’ottimizzazione nella diagnosi e nel trattamento di patologie croniche a elevato peso sociale permetterebbe una riduzione significativa dei costi diretti e indiretti. Il progetto è iniziato nel 2017 e proseguirà fino al 2020, i risultati finora ottenuti sono davvero promettenti.”

Non resta che fare il tifo per il team di ArtIDe, la conoscenza al servizio del bene pubblico, non può che portare a un reale progresso.

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