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Milano
Air Italy in liquidazione: a Malpensa rischiano mille lavoratori
(fonte IPA)

Air Italy liquidazione: a Malpensa rischiano mille lavoratori

Air Italy in liquidazione, a rischio mille posti di lavoro a Malpensa, in gran parte piloti e assistenti di volo. L'annuncio choc è giunto ieri: a terra gli aerei, con 35mila passeggeri che avevano già prenotato e saranno riprotetti su altre compagnie. Complessivamente 1520 i dipendenti coinvolti. "C’è profonda amarezza, la maggior parte dei dipendenti è a Malpensa – commenta Luigi Liguori, segretario generale della Filt Cgil di Varese – questa situazione rischia di avere un pesante impatto anche sul territorio e sull’indotto".

“Assistiamo all’ennesima messa in liquidazione di una compagnia aerea italiana nel totale silenzio e nell’indifferenza del ministero della Sviluppo Economico e del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Purtroppo apprendiamo solo adesso di una tardiva convocazione dell’azienda da parte ministeriale, di fronte allo spettro del blocco dell’attività ci saremmo aspettati azioni ben più incisive da parte dei ministeri che erano stati informati da settimane attraverso le nostre denunce”, così, in una nota la Filt Cgil Lombardia.

“La politica italiana purtroppo ha deciso da tempo non solo di non intervenire nella gestione delle grandi crisi del trasporto aereo, ma anche nell’idea di elaborare una qualsiasi strategia sul trasporto aereo cercando di sfruttare positivamente l’aumento di traffico passeggeri e merci, decidendo invece di appaltare questo compito alle compagnie low cost e ai peggior imprenditori e manager si potessero trovare sul mercato mondiale. Non permetteremo che 1500 lavoratori vengano messi per strada nell’indifferenza di tutte le istituzioni. La messa in liquidazione di Air Italy è l’ennesimo atto predatorio da parte di imprese straniere nei confronti del lavoro nel nostro paese. Auspichiamo che la giustizia italiana faccia chiarezza sulla gestione delle risorse di Air Italy che a fronte dell’ennesimo sacrificio posto in essere dai lavoratori negli ultimi anni ha sperperato tutte la risorse. Occorre a questo punto un’azione immediata per fermare questo grave atto irresponsabile ed un segnale di vita da parte dei ministeri competenti che impediscano il disastro occupazionale che sta avvenendo nel trasporto aereo. Noi ci mobiliteremo con ogni tipo di azione, consentita dalla legge, perché i posti di lavoro siano tutelati, e cominceremo dallo sciopero nazionale del settore del 25 febbraio, a cui ne seguiranno altri se non avremo risposte soddisfacenti”, conclude la Filt Cgil.

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