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Milano
Albertini: martedì il sondaggio. Sala: "Mi misuro sulla mia lista". Il punto

di Fabio Massa
La rilevazione è stata commissionata due giorni fa ad Alessandra Ghisleri. Obiettivo? Testare la forza di Gabriele Albertini da una parte e dall'altra fare opera di convincimento in due direzioni: lo stesso ex sindaco di Milano, affinché si ricandidi, e l'ex Cavaliere di Arcore, perché gli dia un endorsement pubblico. Pare, un requisito fondamentale perché Albertini si convinca. E dunque, due giorni fa commissionata la ricerca, sabato e domenica per raccogliere un campione che sia superiore a mille, e lunedì per elaborare i dati. Martedì i risultati, che dovrebbero essere in linea con quelli elaborati da Eumetra. Poi, ancora un po' di attesa. Non prima di maggio l'annuncio ufficiale. Sempre che Berlusconi dia il via libera definitivo e così - ovviamente - il candidato. Una cosa non scontata perché c'è da vincere alcune resistenze ad Arcore. Resistenze che non possono esserci se davvero si desidera avere Albertini, che non scenderà in campo se non con il sostegno pieno e incondizionato di tutti.

Intanto Beppe Sala affila le armi. E lo fa - dopo tempo immemore per colpa della pandemia - con una conferenza stampa dal vivo. Proprio di fronte al ristorante dello chef Sadler, che firma un raffinato pacchetto da asporto per i giornalisti convenuti alle 12, nello spazio Altavia, Sala presenta la sua lista civica. A partire dal logo, che ricorda i cerchi olimpici tutti intrecciati. "Del resto considerate che il mandato del prossimo sindaco finirà nel 2026, anno delle Olimpiadi", spiega Sala facendo presumere uno dei temi della campagna elettorale. Ci sono i candidati, ovviamente. Quelli fortissimi con le preferenze, come Simone Zambelli e Anita Pirovano, e quelli che vogliono emergere per competenza e conoscibilità, come Emmanuel Conte e Martina Riva, i capolista. Per loro si parla di un posto da assessore se andrà bene. A sostenere lo sforzo gli attuali assessori Rabaiotti e Guaineri, arrivata in bicicletta alla convention. Un altro che potrebbe fare il botto di preferenze è il presidente delle Acli Paolo Petracca.  Ma quanto vale questa lista? In fondo le liste saranno molte, e la stima di dieci fatta da Affaritaliani.it Milano potrebbe anche non essere così campata per aria, visto che il sindaco Sala ha confermato che "Azione ha espresso la volontà di andare da sola", e dunque non nel raggruppamento con Italia Viva - che per pura casualità proprio oggi ha fatto la sua assemblea - con Alleanza Civica, Sergio Scalpelli e con la compagine di Gianfranco Librandi, vero e proprio pivot di questa fase tra i riformisti. Dunque, quanto vale la lista? Sala si sbilancia: "Voglio andare in doppia cifra". La volta scorsa di fermò all'8 per cento, con meno liste e con un Pd abbastanza forte da poter dirottare voti. Questa volta non sarà così, ma a domanda precisa di Affari Beppe Sala spiega: "Questa lista ha le mie idee, avrà una piccola componente anche verde, anche se poi ci sarà una lista verde a se stante. Io in questa lista credo moltissimo. Se mi misurerò su questo risultato elettorale? Io ci credo, credo nelle persone che la compongono e soprattutto nella loro competenza". Come dire: sì, mi misurerò. Qualcosa di confortante anche per i candidati. Anche perché Sala afferma chiaro e tondo che pure sui municipi la lista sarà presente, e dunque apre il tema del rinnovo dei "parlamentini" milanesi (anche se con poche risorse e ancor meno ampiezza di azione politica). Chiederete presidenze al Pd? "In effetti tutti le chiederanno a me - precisa Sala, che poi aggiunge - Di certo ancora la composizione non c'è, non abbiamo tutte le forze ben delineate. Quindi bisognerà attendere". Già da settimana prossima intanto si riunirà un tavolo con un rappresentante di ogni lista per creare una sorta di "assemblea" politica per il proseguo. Il tema sempre vero e sempre presente è quello del Movimento 5 Stelle: oggi Ivan Scalfarotto aprendo l'assemblea di Italia Viva l'ha ribadito. O noi o loro.  Ed Ettore Rosato è stato ancora più chiaro: "Quando si parla di 5 Stelle, deve essere chiaro che le coalizioni si costruiscono sui progetti, Non si puo' fare una coalizione con chi ha progetti e programmi alternativi: se avesse vinto la linea dei 5 Stelle, Milano non avrebbe avuto l'Expo. Noi non abbiamo simpatie o antipatie, noi viviamo di progettualità e di cose che servono al Paese". E Sala? Sala prende tempo, dicendo che bisogna "aspettare che si insedi Conte", anche se ricorda di essere stato il primo a dire che con il Movimento bisogna parlare. Le sue interlocuzioni con Dario Violi e Stefano Buffagni sono sempre stati una costante, anche se adesso la situazione si complica perché con l'arrivo di Albertini, là al centro tra i riformisti, la presenza dei 5 Stelle è diventata ancora più ostativa.

fabio.massa@affaritaliani.it

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