Elezioni, Alfieri: “Sconfitta netta e chiara, LeU contro un muro”
Basandosi sui risultati degli exit poll che danno il centrosinistra sotto di 7 punti anche alle sulle elezioni regionali lombarde, il segretario Alessandro Alfieri “ammette la sconfitta”, che definisce “netta e chiara”. Ci sono stati degli errori? “L’unico rammarico e’ quello di non aver allargato la coalizione. Liberi e Uguali dimostra di essere andato a sbattere contro il muro e ha perso un’occasione. Noi avevamo proposto un’alleanza ma l’onda nazionale ha travolto il lavoro buono che abbiamo fatto in Regione e l’election day non ci ha aiutato”. C’e’ pero’ un cauto ottimismo, se si fa il paragone con le elezioni nazionali: “Sulle regionali sicuramente andremo meglio – e’ convinto Alfieri – Giorgio Gori e’ stato straordinario: ha fatto una campagna al massimo dello sforzo, partendo per tempo. Ci aspettiamo una sorpresa in positivo”. Se il risultato confermasse comunque una sconfitta “siamo sicuri di aver messo le basi perche’ il Pd sia una realta’ radicata sul territorio e rimarremo per fare l’opposizione”, ha aggiunto Alfieri, che non ha mancato di ricordare comunque il risultato di Milano, “dove il Pd e’ il primo partito”.
“Renzi? Ha intelligenza per prendere decisione migliore”
“Penso che Matto Renzi abbia l’intelligenza e la saggezza di prendere la decisione migliore per il partito, che ha bisogno di essere guidato in una fase non facile. Ma la decisione deve essere presa in maniera ponderata e con la dirigenza”: Cosi’ il segretario del Partito democratico lombardo, Alessandro Alfieri, interrogato dai giornalisti su cosa dovrebbe fare, a suo avviso, il segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, all’indomani della “sconfitta” alle elezioni. Alfieri ne ha parlato oggi in conferenza stampa alla sede del comitato Giorgio Gori in Corso Buenos Aires, e il suo e’ sembrato un invito a prendere tempo, “convinto che Renzi fara’ le scelte migliori nell’interesse del partito e del lavoro che abbiamo fatto”.
“In Lombardia c’è bisogno di continuità”
Quanto invece all’ipotesi di dimissioni della dirigenza locale, non sembra essere uno scenario all’orizzonte: “In questo momento complicato e difficile c’e’ bisogno di serieta’, presenza e continuita’ del lavoro che stiamo facendo”, afferma Alfieri, che estende il ragionamento anche al segretario metropolitano del Pd, Pietro Bussolati: “Sia io sia Pietro siamo verso il termine del nostro mandato e abbiamo intenzione di guidare il partito in questa fase difficile. Lo dobbiamo a militanti che hanno bisogno di punti fermi in questa fase di incertezza. E comunque siamo abituati a discutetene con i nostri organismi dirigenti”, ha concluso Alfieri.
Bussolati: “Dato Milano in controtendenza e positivo”
A sottolineare il dato di Milano, che “e’ in controtendenza e positivo” rispetto alla “brutta sconfitta nazionale” e’ stato invece il segretario metropolitano Pietro Bussolati: “Il Pd raccoglie in media il 23 per cento dei consensi a livello metropolitano e a Milano citta’ e’ il primo partito con il 27 per cento. Il Pd e +Europa pareggiano nel capoluogo lombardo il risultato di Lega e Movimento 5 Stelle”, ha spiegato il giovane segretario, candidato anche alle elezioni regionali. “Milano sara’ laboratorio di riformismo e di argine al populismo” si e’ augurato Bussolati, ricordando che il “Pd ha preso 20mila voti in piu’ rispetto alle comunali del 2016”. Per il futuro il proposito e’ di non “stringersi nel villaggio di Asterix ma allargare verso fasce popolazione che non siamo riusciti a convincere”.
