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Amazon apre nuovo deposito a Pioltello, ma lunedì 22 sciopero degli acquisti
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Amazon: apre nuovo deposito smistamento a Pioltello

Amazon aprira' un nuovo deposito di smistamento a Pioltello, nell'hinterland di Milano. La nuova struttura sara' operativa a partire dalla prossima estate e servira' i clienti residenti a Milano e nell'area nord est della provincia. Nel deposito di smistamento di circa 8.000 mq, informa una nota, Amazon creera' oltre 20 posti di lavoro a tempo indeterminato. Inoltre e' previsto che i fornitori di servizi di consegna assumano oltre 100 autisti a tempo indeterminato. Gabriele Sigismondi, responsabile di Amazon Logistics in Italia, ha dichiarato: "Siamo orgogliosi di poter contribuire alla creazione di 120 posti di lavoro a tempo indeterminato grazie all'apertura di questo nuovo deposito. Il nostro impegno verso le comunita' in cui operiamo continua, non solo garantendo ai nostri clienti un servizio sempre piu' efficiente consegnando loro cio' di cui hanno piu' bisogno, ma anche supportando le realta' locali attraverso donazioni come quelle effettuate negli ultimi mesi a sostegno di enti come il Dipartimento della Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana e il Banco Alimentare".

 I dipendenti, si afferma, saranno assunti al quinto livello del Contratto Nazionale del Trasporto e della Logistica con un salario d'ingresso pari a 1.550 euro lordi, e benefit che includono sconti per i dipendenti su Amazon.it e un'assicurazione integrativa contro gli infortuni. Il progetto del nuovo deposito sara' realizzato in modo da garantire la massima sostenibilita' di materiali e processi. Sul tetto saranno installati circa 800 mq di pannelli solari fotovoltaici. L'edificio sara' predisposto per l'installazione di colonnine per la ricarica elettrica dei veicoli elettrici, che consentiranno in futuro l'utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili. Il nuovo deposito di smistamento di Pioltello sara' l'undicesima struttura aperta da Amazon in Lombardia, regione in cui ha gia' creato 1.800 posti di lavoro a tempo indeterminato. L'azienda ha recentemente annunciato l'apertura del primo centro di distribuzione a Cividate al Piano (BG) e ha gia' aperto le proprie sedi aziendali a Milano, un centro di smistamento a Casirate d'Adda (BG), un centro di distribuzione urbano Prime Now a Milano, sei depositi di smistamento situati a Milano, Origgio (VA), Buccinasco (MI), Peschiera Borromeo (MI), Burago di Molgora (MB) e Castegnato (BS).

Amazon: lunedi' 22/3 sciopero, in Lombardia coinvolti in 5 mila

Lunedi' 22 marzo niente pacchi Amazon per 24 ore: e' il primo sciopero nazionale in Italia dei lavoratori della societa'. In Lombardia la protesta, a quanto fanno sapere Cgil Cisl e Uil regionali, riguardera' 5 mila persone. Lavoratrici e lavoratori del colosso americano incroceranno le braccia per chiedere condizioni di lavoro dignitose. La protesta interessera' tutti: dai dipendenti dei magazzini e hub con contratto nazionale di logistica alle aziende fornitrici dei servizi di logistica, della movimentazione e della distribuzione della merce. Lo sciopero e' stato deciso dopo la brusca interruzione nella trattativa per la contrattazione di secondo livello della filiera Amazon.

Sul tavolo di discussione ci sono la verifica dei carichi e dei ritmi di lavoro imposti, la verifica e la contrattazione dei turni di lavoro, la riduzione dell'orario di lavoro dei driver, gli aumenti retributivi, la clausola sociale e la continuita' occupazionale per tutti in caso di cambio appalto o cambio fornitore, la stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori somministrati ed il rispetto delle normative sulla salute e la sicurezza, l'indennita' Covid. "Nonostante il boom di fatturato, Amazon non intende dedicare maggior attenzione alle condizioni dei lavoratori, oltre 5 mila in Lombardia", denunciano Cgil Cisl Uil regionali, insieme ai sindacati dei trasporti e dei lavoratori atipici. "I lavoratori sono stremati. Nei mesi della pandemia hanno garantito un servizio fondamentale e continuo, anche in condizioni di rischio. Con l'ulteriore aggravante, per i somministrati, di dover garantire la massima flessibilita' sul lavoro, spesso senza la corretta parita' di trattamento economico e perennemente posti sotto minaccia di non avere rinnovato il contratto", concludono i sindacati.

Amazon: 22/3 sciopero nazionale, appello sindacati a consumatori

"Per un giorno, il prossimo 22 marzo, ci vogliamo fermare, ci dobbiamo fermare". Cosi' Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti scrivono in un appello ai cittadini fruitori dei servizi di Amazon sullo sciopero nazionale di 24 ore delle lavoratrici e dei lavoratori di tutta la filiera italiana del colosso di Seattle, aggiungendo "voi che ricevete un servizio siete le persone cui chiediamo attenzione e solidarieta', perche' continui ad essere svolto nel migliore dei modi possibili". "Scioperano - scrivono ai consumatori le organizzazioni sindacali - le persone che, mai come in questo ultimo anno, ci hanno permesso di ricevere nelle nostre case ogni tipologia di merce in piena comodita'. Quelli e quelle che consegnano i pacchi, quelli e quelle che ancora prima lo preparano per la spedizione. Un esercito composto da circa 40 mila lavoratori e lavoratrici che non si ferma mai. Quelli e quelle che, insieme a voi, hanno consentito il boom di ordini e conseguentemente portato alle stelle i profitti di Amazon, e quindi di fatturato, di tutto il sistema dell'e-commerce. Lavoratori e lavoratrici indispensabili, cosi' vengono continuamente definiti da tutti, cosi' senz'altro li abbiamo percepiti e continuiamo a percepirli noi tutti e tutte, ma come tali non vengono trattati".

"I driver che consegnano materialmente la merce - scrivono Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt arrivano a fare anche 44 ore di lavoro settimanale e molto spesso per l'intero mese, inseguendo le indicazioni di un algoritmo che non conosce ne' le norme di regolazione dei tempi di vita e di lavoro ne' tantomeno quelli del traffico delle nostre citta'. Si toccano punte di 180, 200 pacchi consegnati al giorno". "Dentro i magazzini - proseguono nell'appello ai cittadini i sindacati - si lavora 8 ore e mezza con una pausa pranzo di mezz'ora, ma nessuna verifica dei turni di lavoro, nemmeno nei magazzini di smistamento. Nessuna contrattazione, nessun confronto con le organizzazioni di rappresentanza sui ritmi di lavoro imposti e per il riconoscimento dei diritti sindacali. Nessuna clausola sociale ne' continuita' occupazionale, per i driver, in caso di cambio fornitore. Nessuna indennita' contrattata per covid-19, in costanza di pandemia". "E' una questione di rispetto del lavoro - scrivono infine Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - di dignita' dei lavoratori e delle lavoratrici, di sicurezza per loro e per voi. Per questo per vincere questa battaglia di giustizia e di civilta' abbiamo bisogno della solidarieta' di tutte le clienti e di tutti i clienti di Amazon". 

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