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Area B e Area C, Ncc sul piede di guerra contro il Comune di Milano
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Area B e Area C, Ncc sul piede di guerra contro il Comune di Milano

E' scontro aperto tra Ncc e Comune di Milano. I conducenti di trasporto privato e bus turistici hanno chiesto un incontro urgente al Prefetto Renato Saccone - e in copia al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e ai viceministri, Edoardo Rixi e Galeazzo Bignami - per "poter evidenziare una situazione a nostro avviso estremamente grave, che non ha precedenti e che contrappone i servizi pubblici o di interesse pubblico svolti dalle nostre imprese alla pubblica amministrazione milanese". A firmare la lettera è Francesco Artusa, presidente di ST, associazione per il trasporto privato di Ncc e bus turistici.

Le contestazioni degli Ncc contro il Comune di Milano

Nella missiva si raccontano poi i fatti a partire "dalla campagna mediatica che ha annunciato l'istituzione di Area B, messa in opera dal Comune di Milano, ha evidenziato due sole deroghe". "La prima, quella condizionata all'istallazione del dispositivo Move in, destinata a tutti i cittadini. La seconda, quella condizionata dall'acquisto di un nuovo veicolo con conseguente comunicazione al Comune in attesa della consegna, specifica per Ncc e Taxi. Una misura di dubbia legittimità dal momento che non risulta allo scrivente sia stato rispettato l'art. 7 CDS che prevede il coinvolgimento del Mit e di altri organi competenti in materia, per l'attuazione di aree cosiddette Ztl. A noi non risulta nessuna istruttoria in tal senso", scrive Artusa.

"Il Comune di Milano è andato ben oltre i poteri concessi dal codice della strada"

"Appare ulteriormente dubbia allorché coinvolge il servizio pubblico Ncc disciplinato dalla L. 21/92 che all'articolo 11/3 prevede sia consentito ai veicoli Ncc 'l'uso delle corsie preferenziali e delle altre facilitazioni concesse agli altri mezzi pubblici'. Dal momento che ci risulta ancora un'ampia flotta di mezzi pubblici in servizio ben al di sotto della classificazione euro 6 richiesta ai nostri veicoli, pensiamo che il Comune sia andato ben oltre quelli che sono i poteri concessi dal Codice della Strada", aggiunge Artusa. "Ma ci rivolgiamo a lei per un ulteriore peggioramento della situazione. Infatti, abbiamo recentemente appreso, tramite verbali di accertamento, che le deroghe per l'accesso in area B, non sono ritenute valide per il transito in Area C. Questo non solo è a nostro avviso in contrasto con la Legge 21/92 sopracitata, ma assume le caratteristiche della beffa. Ci troviamo quindi in presenza di operatori autorizzati alla libera circolazione per lo status di servizio pubblico, costretti, unico caso in Italia, all'acquisto di nuovi veicoli o all'installazione di un nuovo dispositivo, a cui viene comunque negato il diritto al lavoro", scrive il presidente dell'associazione.

"Azione di gravità inaudita nei confronti degli Ncc"

"E' infatti insita nella attività di Ncc la necessità di accompagnare persone verso diverse destinazioni ubicate in area C. Francamente ci sembra un'azione di una gravità inaudita sia dal punto di vista degli effetti deleteri per artigiani che non hanno altre fonti di reddito, sia da un punto di vista del diritto. In questo modo infatti, il Comune si sostituisce al Parlamento con la presunzione di poter decidere a proprio piacimento, quali siano i soggetti a cui riconoscere i requisiti per l'accesso alle Ztl indicati dalla legge e a quali soggetti toglierli supponendo non già una violazione ad una ordinanza comunale, ma all'art.7 codice della strada. In questa esibizione muscolare vi è infine il dettaglio del contenuto dei verbali di accertamento con grave carenza di argomentazione in quanto viene riportato un presunto 'accesso non autorizzato alla Ztl' senza ulteriori specifiche, quando crediamo di aver sufficientemente argomentato come questa autorizzazione ci arrivi dalla Legge e la stessa non può essere annullata da una amministrazione comunale", conclude.

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