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Assegnazione case popolari, Regione: "Più rapida con nuovo regolamento"
Aler Milano

Assegnazione case popolari, Bolognini (Regione): "Più rapida con nuovo regolamento"

Case popolari, assegnazioni più rapide grazie al nuovo regolamento. Lo spiega l'assessore regionale Stefano Bolognini: "Con il nuovo regolamento, decisamente più snello, si vanno a individuare singolarmente le disponibilità e ogni utente può scegliere la tipologia di alloggio. Questo è un grande vantaggio perchè nel passato, dopo anni di attesa, accadeva di vedersi assegnata una casa in una zona o in un contesto che non corrispondeva al proprio bisogno. Oggi, con il nuovo sistema e con la nuova graduatoria, tutto ciò viene superato".

"Le domande presentate - ha continuato l'assessore - sono davvero numerose: solo su Milano abbiamo superato 3.000 richieste. Ciò significa che il sistema funziona. In passato c'erano persone in graduatoria da anni, che non hanno mai ottenuto la casa popolare. E a volte neppure una risposta. Con il nuovo metodo, in poco tempo, stimiamo un paio di mesi, una persona viene a sapere se ha o meno l'abitazione". "Da quanto ci risulta, dunque, il sistema sta funzionando bene - ha concluso l'assessore Bolognini - e l'alto numero di domande che in queste settimane a Milano, come negli altri ambiti, vengono presentate ci porta a considerare che quella intrapresa sia la strada giusta".

Rozza (Pd): "Nuovo sistema? Lotteria insensata"

Parla invece di "lotteria insensata" il consigliere regionale Pd Carmela Rozza, che sottolinea: "54.662 domande presentate nel 2018 per l'assegnazione delle case popolari.2.286 alloggi assegnati. Basterebbe questo per spingere la regione ad affrontare lo stato emergenziale del problema. La Regione Lombardia, a guida leghista, invece decide di modificare il regolamento delle assegnazioni e il primo risultato è che non sapremo più quante persone hanno bisogno di una casa popolare. Ma i cittadini bisognosi? Il nuovo metodo di assegnazione li aiuta in qualche modo? No: le graduatorie saranno rifatte ad ogni nuovo bando e i cittadini dovranno presentare una nuova domanda, anche se in assegnazione ci fosse un solo alloggio. A ogni bando i richiedenti dovranno ripresentare la documentazione aggiornata e dovranno pagare il

bollo di 16 euro cittadini non informati resteranno fuori da ogni graduatoria, anche se hanno fatto domanda solo un anno fa. Facciamo un esempio: a Cinisello Balsamo c’erano nel 2018 ben 886 domande pendenti. Nel 2019 hanno fatto un primo bando con il nuovo regolamento, scaduto a luglio, e raccolgono 149 domande per 9 alloggi. Ora hanno fatto un nuovo bando per altri 18 alloggi: i 140 cittadini che non hanno ottenuto l’assegnazione dovranno partecipare anche a questo, ripartendo da zero. Questa è semplificazione? No, è una lotteria".

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