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Milano
Autonomia Lombardia, il Governo apre: "Ma senza referendum"

Il governo e' pronto a dialogare con la Regione Lombardia a patto che si abbandonino "strumenti impropri" e "propagandistici" come il referendum promosso dal governatore leghista Roberto Maroni e approvato dal Consiglio regionale lombardo. E' quanto ha assicurato il sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, intervenendo all'iniziativa 'Riformare la Lombardia', organizzata dal gruppo del Pd al Pirellone. La proposta dell'esponente dell'esecutivo di Matteo Renzi non e' destinata a incontrare il favore di Maroni, che, in mattinata, aveva confermato che il "referendum sull'autonomia della Lombardia si fara' in concomitanza con le elezioni amministrative del prossimo anno con voto elettronico". Maroni aveva spiegato di non essere contrario all'apertura di una trattativa con il governo, purche' fossero rispettate determinate condizioni, a partire, "dalla possibilita' di fare lo stesso il referendum per una maggiore autonomia della Lombardia e il trattenimento del 75% delle tasse, contro il 68% attuale, come in Emilia, Piemonte e Veneto". "Ne ho gia' parlato piu' di un mese fa con il sottosegretario Bressa e attendo ancora una risposta", aveva detto.
 
"DA MARONI ASPETTIAMO PROPOSTA CONCRETA"/ "E' importante chiarire una questione fondamentale: il governo avrebbe potuto impugnare la delibera della Regione Lombardia per conflitto di attribuzione - ha poi spiegato Bressa, parlando del referendum -. Come indicato, infatti, dalla sentenza della Corte Costituzionale 16 del 1978 del relatore Livio Paladin, il Consiglio regionale della Lombardia, con un quesito contraddistinto per altro da profonda indeterminatezza, chiede alla popolazione lombarda di esprimersi su una questione che invece riguarda prima il Consiglio regionale e poi il Parlamento". "Mi aspettavo di essere invitato dal presidente Maroni, invece oggi partecipo ad una iniziativa politica del Pd, a seguito dell'interpellanza urgente presentata in Parlamento di Daniela Gasparini - ha aggiunto -, Dal presidente Maroni, a questo punto, aspetto almeno una proposta concreta, nella speranza che si liberi dalle tentazioni propagandistiche legate alla congiuntura elettorale. La trattativa su maggiori spazi di autonomia regionale deve essere portata avanti dalla Regione con il governo, abbandonando strumenti impropri, come il referendum che assumono il valore di plebisciti o di voti popolari".

"E ricordo, inoltre, che l'autonomia fiscale non la si stabilisce sparando percentuali ma la si concorda sulla base dei fabbisogni standard, dei costi standard e dalla capacita' fiscale delle Regioni. E' cosi' che si coniuga autonomia e solidarieta', e' cosi' che ciascuna Regione partecipa al bene pubblico e collettivo, oltre che locale", ha concluso il sottosegretario. Durante l'incontro il Pd lombardo ha consegnato a Bressa un documento con le sue proposte. Tra le materie che i Democratici ritengono debbano essere oggetto di 'devolution', le politiche attive del lavoro, istruzione e formazione professionale, welfare regionale, ricerca scientifica e tecnologica, governo del territorio, tutela e promozione dei beni culturali e paesistici, e tutela dell'ambiente e dell'ecosistema.

IL PD: "GOVERNATORE NON HA PIU' ALIBI"/ Il trasferimento di competenze, secondo il Pd, deve avvenire senza aumento della pressione fiscale e con il contestuale trasferimento delle risorse dal bilancio dello Stato a quello della Regione. "Maroni non ha piu' alibi e lo sa bene - ha attaccato il segretario lombardo del Pd Alessandro Alfieri -. Abbiamo la disponibilita' del governo e c'e' ora anche un'ipotesi di lavoro che il Pd lombardo mette a disposizione di Regione e governo, quindi c'e' un'occasione da non sprecare. Il governatore dica se intende fare sul serio oppure buttare la palla in tribuna ponendo paletti strumentali e senza senso, che porteranno a far fallire la trattativa e a mantenere lo status quo, come del resto e' quanto la Lega tradizionalmente ottiene".

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