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di Fabio Massa

Carlo Borghetti, consigliere regionale lombardo, membro della Commissione Sanità, in un'intervista ad Affaritaliani.it commenta la vicenda della Città della Salute, che è tornata a far discutere molto sull'asse Milano-Sesto San Giovanni. "E' assurdo ragionare in termini contrapposti. Questa non è una vicenda di confini. L'area metropolitana esiste di fatto, quindi credo che pure Palazzo Marino debba ragionare sulla consapevolezza di essere parte di un'area vasta. Il problema è che la finanza non può decidere il destino di un servizio. Deve essere la Regione a chiarire se l'ambizione iniziale di fare un grande polo è rimasta oppure se è stata depotenziata. Il rischio è questo. La Regione ci dica se la città della Salute è ancora un progetto di respiro di eccellenza europea oppure è solo la ricollocazione di due istituti"

Consigliere Borghetti, torna lo scontro tra Milano e Sesto sulla Città della Salute...
E' assurdo ragionare in termini contrapposti. Questa non è mica una vicenda di confini. Stiamo parlando di un'area metropolitana omogenea, non ci sono contraddizioni tra Sesto e Milano. Questo argomento, semplicemente, non esiste.

Consiglia di proseguire sul concetto di area metropolitana?
Guardi, l'area metropolitana esiste di fatto. Faccio un esempio: forse che qualcuno parla della Fiera di Rho? No, semplicemente, è la Fiera di Milano. Che però insiste su aree di Rho. Nessuno si è mai stracciato le vesti.

Il Comune di Milano dovrebbe prendere atto di far parte di un'area metropolitana?
Deve lavorare su questa consapevolezza, sulla consapevolezza di fare parte di un'area più vasta. Ma la città della Salute va separata da questa tematica, se mi consente. Milano non è mai stata e non è un problema. Invece ci sono due grandi questioni aperte.

La prima.
La prima è che non è può essere la finanza a decidere il destino di un servizio sanitario di importanza fondamentale. Questa Regione deve decidere se vuole ancora portare avanti un progetto di eccellenza a livello europeo oppure no. Abbiamo ancora ambizioni in questo senso? Se il problema è il Besta, o l'accorpamento di due istituti, allora cambia tutto. Pensavamo che a Sesto dovesse sorgere un polo d'eccellenza: è ancora così? Poi mi viene da chiedere: ci siamo scordati che la Città della Salute è anche la città della ricerca? Mi pare che si stia andano verso una ricollocazione di due ospedali che come minimo è una diminutio del progetto iniziale.

Il secondo problema?
I
l secondo problema è urbanistico. Esistono a Milano aree dove fare quel che si può fare a Sesto San Giovanni? Se ci sono alternative, allora tiriamole fuori. A me non sembra che ce ne siano.

Così bisognerebbe dire addio a sogni di gloria milanocentrici...
Macché sogni di gloria milanocentrici: questa non può essere una operazione con criteri così riduttivi. In questo senso, lo ribadisco, è la Regione a dover chiarire che cosa vuole. Ci dica che cosa vuol fare. Ad esempio, occorrerebbe una programmazione della rete ospedaliera e delle eccellenze. Oggi manca totalmente. E questo è un assurdo.

@FabioAMassa

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