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Bozzoli, Pg Brescia: "Caccia senza sosta, non avrà vita facile"
Bozzoli a Marbella con la famiglia

Bozzoli, Pg Brescia: "Caccia senza sosta, non avrà vita facile"

"La magistratura requirente e la polizia giudiziaria daranno" a Giacomo Bozzoli, latitante dopo la condanna della Cassazione per omicidio, "la caccia senza allentamenti di tensione": è quanto ha detto il procuratore generale Guido Rispoli, intervistato dal Giornale di Brescia, parlando della fuga all'estero del 39enne condannato in via definitiva all'ergastolo per aver ucciso lo zio Mario. "Non avrà vita facile - ha aggiunto il pg di Brescia - Se gli interessa veramente il bene del figlio dovrebbe costituirsi. Solo così la vicenda non sarà più una notizia e la sua famiglia potrà ritrovare un po' di tranquillità". 

Omicidio Bozzoli: il figlio sentito dal pm conferma la versione della madre

Il figlio di Giacomo Bozzoli e Antonella Colossi è stato sentito ieri in Procura a Brescia e ha confermato la versione sulla vacanza in Spagna, con tappa in Costa Azzurra, terminata a Marbella. È quanto si apprende da fonti investigative. Il bambino di 9 anni è stato ascoltato in audizione protetta alla presenza degli psicologi forensi. Il padre ha fatto perdere le tacce dal primo luglio, dopo la sentenza di condanna definitiva per avere ucciso lo zio Mario gettandone il corpo nel forno della fonderia di famiglia l'8 ottobre 2015 a Marcheno, in provincia di Brescia. Su di lui pende un mandato di arresto europeo ma le ricerche sono estese a tutto il mondo.

Interrogazione parlamentare sulla fuga all'estero

"Chiedo se e quali iniziative di competenza, anche di carattere ispettivo, il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di accertare se sussistessero esigenze cautelari tali da giustificare l'applicazione di una misura cautelare a carico di Giacomo Bozzoli" scrive la deputata di Fratelli d'Italia Cristina Almici nell'interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Sulla fuga di Bozzoli, irreperibile dal primo luglio, Almici chiede "perchè nè pubblico ministero nè giudice hanno mai deciso per l'applicazione di una misura cautelare, nemmeno nelle forme dell'obbligo di dimora o di firma, nonostante le pesanti accuse a suo carico".

 


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