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Milano
Buccinasco dice no ai cartelli 'anti-'ndrangheta': "Slogan sbagliato"
Buccinasco

'Ndrangheta: Buccinasco di nuovo sotto i riflettori. Il Comune alle porte di Milano, guidato da Giambattista Maiorano, ha infatti declinato la proposta di Anci Lombardia di partecipare alla campagna "100 comuni contro le mafie" attraverso l'operazione ideata da Klaus Davi che prevede l'affissione di cartelli all'ingresso dei paesi aderenti con la scritta "Vietato alla 'ndrangheta". Il no di Buccinasco (e di altri comuni) ha portato all'intervento del sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri, che ha invitato i comuni che si sono rifiutati a ripensarci: "Contro la mafia sono importanti i fatti concreti ma anche gli atti simbolici ".Intanto anche Klaus Davi ha esortato il comune lombardo a 'non avere paura' in un video in cui aggiunge: "Caro sindaco, Le chiedo di ripensarci. Non dobbiamo piu' avere paura della parola Ndrangheta e ricordare che la cosca dei Barbaro Papalia e' viva e vegeta nel Suo comune e non solo: controlla interi quartieri della rigogliosa Milano". Il no di Buccinasco e' dovuto alle perplessita' del sindaco Giambattista Maiorano e del consiglio comunale sulla parola 'ndrangheta': "Mi hanno chiamato dal Comune dicendomi che non condividevano il claim e che avrebbero preferito sostituirlo con il loro brand 'Buccinasco contro le mafie'. Ho fatto presente che mi sembra una scelta discutibile. Non giriamoci intorno. Il problema in Lombardia non sono le generiche mafie, ma la potente e ben definita e insediata Ndrangheta. E a Buccinasco ne sanno qualcosa visto che le famiglie Barbaro Papalia vivono li' e fanno sentire il loro imbarazzante peso anche adesso". Buccinasco non e' il solo comune ad aver detto no ai discussi cartelli. Anche il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, li ha rifiutati definendoli demagogici.

LA REPLICA DEL SINDACO/ "Abbiamo aderito fin dall’inizio molto volentieri alla campagna Anci seguita da Klaus Davi - è la risposta del sindaco di Buccinasco Giambattista Maiorano - e da lui stesso intitolata 100 comuni contro le mafie: l'idea di una presa di posizione chiara e molto netta sul tema ci è piaciuta subito. Abbiamo incontrato Davi e gli abbiamo parlato della nostra città. Abbiamo seguito il percorso da lui studiato partecipando ad altri incontri. Sappiamo bene che la lotta alla mafia si fa anche attraverso gesti simbolici e l’idea del cartello all’ingresso della città ci ha visto più che favorevoli. Non abbiamo però condiviso lo slogan “Comune vietato alla 'ndrangheta”. Il “divieto di 'ndrangheta” ci è parsa una locuzione impropria, che si prestava a interpretazioni ambigue e forse anche ironiche. Soprattutto in una città come Buccinasco riteniamo che il livello semantico della comunicazione su questo tema sia delicato e ci è parso che l'espressione “Comune vietato alla mafia” si prestasse a produrre commenti che avrebbero oscurato l'intenzione di lanciare una provocazione positiva. Per questa ragione abbiamo proposto di cambiare solo ed esclusivamente lo slogan".

"Sappiamo bene che qui c’è la ‘ndrangheta - continua il sindaco Maiorano - solo qualche giorno fa è stata restituita alla collettività una villa confiscata proprio a una famiglia della cosca Barbaro-Papalia. Abbiamo accolto con favore i giovanissimi volontari di Libera che lì hanno lavorato. Abbiamo festeggiato pubblicamente con grande rilevanza e soddisfazione la conclusione dei lavori di ristrutturazione e in quel luogo abbiamo scelto di mettere uno slogan significativo e certamente provocatorio “Qui la mafia ha perso”, sottolineando una vittoria della legalità e una sconfitta della criminalità organizzata. Allo stesso modo da tre anni portiamo avanti la nostra rassegna “Buccinasco contro le mafie” per sensibilizzare e responsabilizzare la cittadinanza sui temi della legalità. In particolare abbiamo lavorato con le scuole, con gli studenti abbiamo ragionato sul rispetto delle regole e sulle responsabilità del cittadino. Non abbiamo paura di pronunciare le parole ‘ndrangheta o corruzione perché noi e la stragrande maggioranza dei cittadini che questa Amministrazione comunale rappresenta è irriducibile nemico della corruzione, della ndrangheta e di tutte le mafie, e contro di loro per quanto gli compete combatte quotidianamente".

LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: "NOI SOLI CONTRO LE COSCHE"/ A rispondere a Davi è stata anche Rosa Palone, presidente del consiglio comunale. "Rimango esterrefatta non tanto dalle dichiarazioni dello show man in organico alla trasmissione 'Domenica In' ma dalla posizione di Anci e del Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri che in primis, dovrebbero stare dalla parte delle Istituzioni che combattono la mafia e non dalla parte delle trovate pubblicitarie. A Buccinasco sono residenti e vivono le più potenti tra le famiglie di ‘ndrangheta. Apporre all’ingresso della città un cartello con la scritta 'paese vietato alla ‘ndrangheta' significherebbe ridicolizzare e ridimensionare una verità storica che ancora molti fanno fatica a metabolizzare. Il nostro Comune, purtroppo, non è (ancora!) vietato alla ‘ndrangheta. Qui la ‘ndrangheta ci vive, e il Comune non ha alcuno strumento per rifiutare le richieste di residenza di queste persone. L’Anci e il Sottosegretario dovrebbero saperlo".

"Quando nell’ottobre 2013 - prosegue Palone - il nostro sindaco Giambattista Maiorano espresse pubblicamente la propria perplessità di fronte al provvedimento di scarcerazione di Domenco Barbaro, lo stesso quotidiano il Giorno pubblicò la lettera della figlia, Maria Barbaro, che tra le altre cose diceva 'non si è persa occasione di scagliarsi contro di lui (il padre ndr), spesso anche in modo teatrale e inopportuno e per strumentalizzare il suo legittimo ritorno in libertà. Per questo ciò che si chiede è di lasciare che a giudicare siano i competenti organi, senza bisogno di commento e inutili speculazioni da parte di chiunque si arroghi il diritto di parlare'. Un avvertimento a mezzo stampa, come ci ha insegnato la Storia Italiana. Noi quel giorno eravamo soli. Il 21 agosto 2015 all’inaugurazione dei lavori di sgombero e tinteggiatura degli appartamenti confiscati alla Famiglia Barbaro Papalia eravamo presenti io e il Sindaco, tornati appositamente dalle vacanze per seguire i lavori e stare accanto ai volontari che stavano aiutando la nostra Amministrazione a rendere velocemente fruibile ciò che era stato sottratto alla mafia. Con noi in quei giorni non c’era l’Anci e non c’era il sottosegretario alla Giustizia. C’era però la famiglia Barbaro Papalia che in quello stabile ancora ci abita. C’era la nostra protezione civile e la nostra Polizia locale a garantire la Sicurezza dei 20 ragazzi volontari".

"Da quando si è insediata la nostra amministrazione - conclude la presidente del consiglio - si è creata la rassegna 'Buccinasco Contro le Mafie' un festival che ogni primavera in collaborazione con le Associazioni del territorio afferma l’impegno di Buccinasco nel contrasto alle mafie. Per non dimenticare e fare memoria delle vittime della criminalità organizzata e della storia stessa del nostro territorio attraverso concerti, spettacoli teatrali, film, percorsi nelle scuole, giochi, letture in biblioteca o nei nostri parchi, manifesti, striscioni, commemorazioni, presentazioni di libri, incontri con magistrati, piantumazioni di nuovi alberi in ogni angolo della città. Molto spesso nella storia italiana sono state singole persone a portare avanti la lotta alla mafia come valore, come resistenza, come insieme di idee e azioni e purtroppo non sempre hanno trovato riscontro nelle istituzioni. Noi come pochi Comuni in Italia, stiamo cercando di invertire questa rotta. Ma il governo e l’Anci stanno dalla parte di Klaus Davi"

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