Pinocchio/ C’era una volta una città che metteva insieme capre e cavoli - Affaritaliani.it

Milano

Pinocchio/ C’era una volta una città che metteva insieme capre e cavoli

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ASCOLTA LA RUBRICA "PINOCCHIO" OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO "PANE AL PANE" E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45

C’era una volta una città, e anche una nazione, che metteva insieme capre e cavoli. Se c’è una cosa che non sopporto, ma sarà sicuramente un mio schematismo mentale compulsivo, è quando vado per acquistare un paio di chili di pasta e mi cercano di rifilare, che ne so, due riviste da donna. Figurarsi quando vado per acquistare un chilo di patate e cercano di vendermi una macchina. Ovviamente non sono impazzito, ma questa vuole essere una metafora di quello che accade quando ci sono le grandi manifestazioni per le grandi ricorrenze. Qualcuno, ad esempio, mi deve spiegare che cosa c’entra il sionismo e tutto il resto, con la liberazione dal nazifascismo in Italia e con la conclusione della nostra, e solo nostra, guerra civile. Mica il 25 aprile commemoriamo la deportazione dei kulaki. Per il primo maggio, è esattamente la stessa cosa. A Milano è stata bruciata la bandiera della Turchia? E questo che cosa c’entra con il lavoro e i lavori, e i diritti da riconfermare e quelli violati? E che cosa c’entrano gli slogan contro le proposte di chiudere i confini del governo austriaco? Si dirà: colgono l’occasione che c’è un po’ di gente, per cercare di “sensibilizzare”. Ecco, però a me sembra proprio come quel venditore di auto, che, impazzito, prova a proporre alle vecchiette in coda dall’ambulante che vende frutta e verdura, utilitarie della Fiat. Fa il paio, questa follia, con le associazioni sulla legalità che fanno il referendum sulle trivelle e con le associazioni per la difesa degli animali che vanno in piazza a manifestare per l’aborto. E rispunta il vecchio detto milanese: a ognuno il suo mestiere…








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