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Campagna vaccinale, Aiop e GVM: "Strutture private pronte a contribuire"

Campagna vaccinale, Aiop e GVM: "Strutture private pronte a contribuire"

L’Associazione Italiana Ospedalità Privata (Aiop), attraverso le parole del suo Presidente nazionale Barbara Cittadini, ha dichiarato che le strutture associate sono pronte a dare nuovamente il loro contributo nella lotta alla pandemia e ha ribadito che anche nella campagna vaccinale tuttora in corso potrebbe essere utile una collaborazione tra pubblico e privato ai fini di un’immediata ripartenza del Paese.

Così come messo in evidenza dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, l’Italia ha la necessità di accelerare il piano per le vaccinazioni, che sta subendo ritardi preoccupanti in molte Regioni. Il caso della Liguria, in fondo alla classifica delle regioni virtuose rispetto all’immunizzazione dei suoi cittadini, è emblematico, tanto che il suo Governatore, Giovanni Toti, si è sentito costretto a chiedere aiuto alla sanità privata per potersi schiodare dalle circa 16 mila iniezioni a settimana.

Ettore Sansavini, Presidente di GVM Care & Research, uno dei principali gruppi italiani attivi nella sanità privata, con un totale di 46 strutture di alta specialità e polispecialistiche diffuse tra Italia ed Europa, delle quali 30 presenti sul territorio nazionale e dislocate in 10 regioni, fa notare che il supporto della sanità privata all’inizio dell’emergenza pandemica si è rivelato necessario.

Le strutture di diritto privato accreditate, per la massima parte appartenenti ad Aiop ma non solo, hanno, infatti, messo a disposizione delle regioni, per i pazienti Covid-19, circa 958 posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva, nonché più di 9.000 posti letto per acuti e post-acuti, sottolinea Ettore Sansavini. A questi si sono affiancati circa 25.100 posti letto per attività potenzialmente dirette a pazienti non-Covid, supplendo così alla sospensione delle prestazioni ritenute teoricamente differibili nel pubblico.

GVM Care & Research ha messo a disposizione, nel 2020 durante la prima fase della pandemia, almeno una struttura in ognuna delle 10 regioni in cui è presente al fine di sostenere l’attività degli ospedali pubblici, in grave difficoltà. Dei 3600 posti letto complessivi del Gruppo, circa 1750 sono stati messi a disposizione, 550 dei quali di terapia intensiva, e, in accordo con le istituzioni di zona e regionali, 3 ospedali sono stati riconvertiti in Covid Hospital parziali e 5 in Covid Hospital. 

 

Si è venuta così a creare una solida e reale capacità erogativa utilizzabile in ogni regione e in pronta disponibilità per assicurare una risposta efficace alle necessità clinico-terapeutiche di ogni tipologia di pazienti, ribadisce il Presidente di GVM Care & Research. In generale, nell’ultimo anno prima dell’avvento della pandemia, le strutture della componente di diritto privato del Servizio Sanitario Nazionale si erano già proposte al governo per incrementare i ricoveri da un minimo del +40% ad un massimo del +60% e le prestazioni ambulatoriali da un minimo del +45% a un massimo del +90% rispetto ai livelli di erogazione standard.

 

Secondo Ettore Sansavini e GVM Care & Research, la crisi venutasi a creare durante la pandemia ha riacceso il dibattito sul ritorno alle istituzioni pubbliche e al potere regolatorio.

 

Reduci da oltre un decennio caratterizzato da una profonda crisi economica cui non ha fatto da contraltare una politica liberale in tema di rilancio dell’economia e di defiscalizzazione delle imprese, l’unica via percorsa dalla politica è stata quella di spostare l’attenzione sulla minaccia all’interesse pubblico da parte del settore privato anziché concentrarsi sulle misure legislative a favore dell’economia. Il finanziamento al SSN negli anni ha visto un progressivo aumento cui non ha fatto da contraltare un analogo aumento della quota destinata al comparto privato, che ha subito continue riduzioni. Addirittura, con la spending review del 2012 lo Stato ha ridotto di un ulteriore 2% il budget del privato impedendo qualunque aumento dello stesso negli anni successivi.

 

Il privato accreditato, con un budget ancorato alle tariffe che sono le medesime del pubblico, effettua il 20%-30% in più di prestazioni rispetto al pubblico, fa notare Ettore Sansavini. Può essere utile ricordare che il privato accreditato non viene remunerato previsionalmente ed anticipatamente per le prestazioni che eroga durante l’anno, ma successivamente. Inoltre il privato investe in proprio sotto il profilo strutturale, tecnologico e organizzativo mentre il SSN remunera la sola prestazione, senza tenere conto dell’apporto di innovazione tecnologica che crea valore aggiunto sulla prestazione stessa.

In tal senso occorre fare chiarezza una volta per tutte, continua il Presidente di GVM Care & Research, sul fatto che il Privato Accreditato non riceve “finanziamenti” dalle Regioni per erogare prestazioni in regime di accreditamento ma gestisce per conto del Servizio Sanitario Regionale i budget destinati da quest’ultimo, secondo un contratto di fornitura regolato da rigidi controlli sia in tema di appropriatezza che in termini di volumi.

Personale, materiali, organizzazione comportano un investimento economico sia per la sanità pubblica che per la sanità privata. Permane un’errata percezione, conclude Ettore Sansavini, una visione tendenziosamente viziata da ideologismi: la sanità privata non drena finanziamenti a quella pubblica, perché la spesa c’è e ci sarà sempre e comunque. Il Privato Accreditato svolge un ruolo primario a fianco del Pubblico e tali realtà devono concorrere in maniera sinergica all’erogazione di prestazioni sanitarie.

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