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Milano
Castellano: “Per Milano 2016 occorre via unitario del civismo”
Lucia Castellano

di Fabio Massa

Lucia Castellano, leader del civismo lombardo, parteciperà a entrambi gli eventi di Fiano e Majorino. Affaritaliani.it l’aveva definita “prezzemolo”. In una intervista lei spiega: “Dobbiamo trovare una via unitaria al civismo, e per farlo non possiamo che ascoltare tutti. Non possiamo partire dal candidato ma dal programma”. L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Consigliera Castellano, in occasione delle regionali vi siete compattati sul nome di Ambrosoli. Adesso com’è la situazione? Siete ancora un monolite oppure siete frammentati?
Direi che abbiamo dato prova di compattezza sia nelle elezioni per la città metropolitana che nelle elezioni di Segrate, una sfida vinta che ci ha dato grande soddisfazione. Non è poco. Esiste poi un coordinamento del civismo metropolitano che mette insieme varie realtà di tutto l’hinterland milanese. Siamo una grande rete. Faccio solo notare che purtroppo a Corsico abbiamo perso, ma la nostra percentuale è stata del 14 per cento. Insomma, esistiamo e vogliamo cimentarci sul 2016. Non siamo una forza politica e quindi la gestione è più complicata. Ma ci saremo.

Ci sarete con Ambrosoli, se scegliesse di candidarsi?
La storia non si fa con i se e io non voglio parlare di candidati. Noi dobbiamo coagularci intorno a un programma che poi offriremo al candidato che riterremo più opportuno. Noi vogliamo cercare di mettere insieme mondi ed è per questo che ci sarò sia il 4 luglio che il 9 luglio. Non è questione di essere un “prezzemolo” ma di mettersi in ascolto. Siamo stati invitati e quindi partecipiamo.

Che cosa avete in mente per il 2016?
Dobbiamo ampliare, aprire, aprirci. Sappiamo benissimo che il centrosinistra non vince solo con la parte sinistra. Cerchiamo di includere tutti e non vogliamo essere la seconda forza egemonica rispetto al Pd. Vogliamo partire prima di tutto dalle municipalità per sentirci eredi della tradizione di Pisapia.

Tutti eredi di Pisapia, in questa campagna.
Sì ma non dobbiamo proseguire in modo acritico. Dobbiamo essere eredi nel senso di riuscire ad attivare tutte le energie dei quartieri, dei comitati di quartiere. Dobbiamo essere eredi nella voglia di risolvere i problemi della città. Ripartiamo da quelle energie liberate e vediamo che cosa vogliamo fare per il 2016.

Senza un candidato è dura…
Sì, è vero, ma abbiamo tanta ricchezza e competenze e forza. Dobbiamo lavorare in modo inclusivo e dal basso. La Milano del 2016 deve essere una federazione di municipi, tutti i problemi della città devono essere declinati dal basso. Non esiste un’unica definizione del problema sicurezza, tanto per fare un esempio, ma il problema sicurezza di Quarto Oggiaro, quello del centro, quello di Baggio e così via…

Civismo è una parola che ultimamente va di moda anche a destra. E’ un buon segnale oppure no?
La parola civismo è trasversale, quindi anche il centrodestra lo usa. Per questo dobbiamo definire bene il programma senza attaccarci alle gonne di questo o quel candidato fin da subito. Il fatto che anche la destra usi la parola civismo dimostra sempre di più che i partiti attirano sempre meno. Il fatto è che nel caso del centrosinistra la parola civismo significa aggiungere un pezzo allo schieramento. Nel caso del centrodestra invece è un tentativo di raffazzonare partiti che non esistono più.

Certo è che, a proposito di idealità, tra lei, Umberto Ambrosoli e Franco D’Alfonso pare ci siano grandi differenze. E’ come se fossero tre famiglie differenti.
Sono tre famiglie differenti, nessuno lo nega. Ma Pisapia ha vinto facendo parlare tutti i mondi, e noi dobbiamo cercare di far parlare tutti i mondi.

Una cosa sul candidato la dica: escludete di presentarne uno vostro?
Se ci fosse un candidato non del Pd valido perché no? Non ne proporremo uno noi, magari. Ma noi siamo attenti a mettere insieme mondi fuori dal Pd e non contro il Pd.

Ritiene giusto che Pisapia si sia tirato fuori dai giochi sulle primarie?
Lui deve governare ancora un anno. Capisco che lui non entri nell’arena, almeno adesso. Il messaggio che ci ha dato Pisapia è cercate di stare uniti, di non sbilanciarvi ora perché chiudete il cerchio mentre il cerchio deve essere allargato. E noi questo faremo.

@FabioAMassa

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