Milano
Chandra Livia Candiani, lettura di poesie a Palazzo Marino
L'8 maggio a Palazzo Marino Chandra Livia Candiani legge poesie dai suoi due ultimi libri
di Giorgio Morale
Domenica 8 Maggio, alle 10.30, a Palazzo Marino, Piazza della Scala 2, Milano, Chandra Livia Candiani leggerà poesie tratte dai suoi due ultimi libri, “La bambina pugile ovvero la precisione dell'amore” (Einaudi 2014) e “Bevendo il tè con i morti” (Interlinea 2015).
“Le poesie sono altresì dei doni – doni per chi sta all'erta. Doni che implicano destino”. Queste parole di Paul Celan mi sembrano la migliore introduzione all'incontro con la poesia di Chandra Livia Candiani. Le poesie sono doni, e lo è in particolare la poesia di Chandra Livia Candiani. Essa è di quelle poesie che il lettore legge per scoprire una bellezza che arricchisca la sua esistenza e per trovare un significato che consenta di comprendere meglio l'uomo e il mondo. Solo a questa condizione la poesia vive, solo a questa condizione la poesia diventa qualcosa da portare con noi fino a farla diventare parte di noi, qualcosa che dà forma alla nostra sensibilità e al nostro essere.
È proprio in tempi difficili e devastanti come i nostri che la poesia è necessaria. La nostra epoca ha messo in discussione tutto: l'io e il mondo, la relazione e l'altro, la storia e la parola. Anche la poesia. Ne deriva una nuova forma di chiusura e di perdita di senso, del tutto speculare alla chiusura della metafisica e del sapere tradizionali. La poesia di Chandra Livia Candiani prende le mosse da questa crisi, dalle macerie della nostra modernità. I suoi elementi principali mi sembrano essere: un io leggero, risultato dell'incontro tra la cultura della crisi europea dell'ultimo secolo e il pensiero orientale; un atteggiamento di apertura al mondo, mentre viceversa il mondo viene incontro al soggetto e “bussa alla porta dei sensi”; l'evidenza del rischio e degli orrori connessi alla condizione umana e storica presente, quando è in gioco il futuro stesso dell'umanità e del pianeta; una consapevolezza della crisi dell'arte poetica che non annulla anzi esalta la poesia e la parola come modo per fare “dell'infinito casa”.

Questi elementi fanno sì che io avverta questa poesia come una poesia che parla per noi, che sta nel presente. Ecco perché sin dalla prima volta che ho letto la poesia di Chandra Livia Candiani ho pensato che questa è la poesia di cui il nostro tempo ha bisogno, questa è una poesia da portare con sé.