Partita da qualche giorno la costruzione della ciclabile sul cavalcavia Bacula, noto popolarmente come ponte della Ghisolfa. I lavori, grazie anche all’intervento di rifacimento degli impianti della linea filoviaria 90-91, consentiranno di realizzare una coppia di ciclabili monodirezionali protette da cordoli tra via Mac Mahon e piazzale Lugano e viceversa, larghe circa un metro e mezzo. Non stentano a mancare le critiche sulla decisione.
Lucente (Regione Lombardia): “Iniziativa senza beneficio del Comune di Milano”
“Un progetto inutile, dannoso e follemente costoso. La pista ciclabile sul Ponte della Ghisolfa rientra appieno in quelle iniziative prettamente ideologiche del Comune di Milano, che in nome di una transizione ecologica non ben definita realizza iniziative cervellotiche, sconclusionate e che non portano alcun beneficio ai cittadini. La mobilità sostenibile seria, quella pensata e ideata per portare ad un’integrazione tra sistemi viabilistici e per migliorare l’accessibilità dei luoghi, è un’altra cosa e di certo non rientra nelle corde dell’attuale amministrazione meneghina”. È questo il commento di Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, in merito all’inizio dei lavori per la realizzazione della ciclabile a Milano che collegherà via Mac Mahon e piazzale Lugano.
“Cittadini, commercianti, rappresentanti delle istituzioni e associazioni di categoria si chiedono quale sia l’utilità della ciclabile in un’area particolarmente problematica da un punto di vista viabilistico. Già adesso le code di macchine nelle ore di punta sono lunghissime, senza dimenticare poi i gravi problemi di insicurezza che una pista del genere provocherà a coloro che la dovranno percorrere. In più i costi: siamo sicuri che le ingenti risorse pubbliche investite non potevano essere dirottate su progetti ben più urgenti?”.
“Milano città dei divieti e delle imposizioni ideologiche”
“La verità – aggiunge Lucente – è che Milano ormai è la città dei divieti e delle imposizioni dall’alto: dalla ciclabile in Corso Buenos Aires a quella sulla Ghisolfa, dalle ZTL astruse e che ormai sorgono come funghi in ogni dove, sino alle famigerate aree B e C. Per realizzare progetti seri di mobilità sostenibile bisogna prevedere soluzioni alternative e condivise, partendo da una maggiore integrazione del trasporto pubblico locale nell’area metropolitana, che Regione Lombardia promuove e sostiene concretamente da sempre. A Milano, invece, l’ideologia green spinta all’ennesima potenza vince su ogni iniziativa in grado di sviluppare un piano di accessibilità valido e che tenga conto delle inevitabili ricadute sui territori dell’hinterland e del resto della Lombardia. Una visione miope e milanocentrica che non giova a nessuno”.

