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Milano
Civici e Forza Italia per Sala? Appello di Scalpelli, le risposte a sinistra
Giuseppe Sala

Civici e Forza Italia per Beppe Sala? L'appello di Scalpelli, le risposte del centro sinistra

Forza Italia con Beppe Sala a Milano? Non è solo una suggestione priva di basi. L'appello arriva direttamente dalle colonne de Il Foglio a firma di Sergio Scalpelli. L'intellettuale meneghino, ascoltato a destra e sinistra, già assessore a Milano nella giunta Albertini, sul quotidiano del 4 febbraio si è rivolto ai “moderati” e ai “riformisti” della città.

“Negli ultimi 25 anni – scrive Scalpelli – il momento nel quale gli 'umori' di fondo della città hanno premiato il centrodestra, questa coalizione era saldamente guidata da Forza Italia”. Una Forza Italia “la cui spina dorsale era costituita dall'elettorato laico socialista e cattolico popolare”. Oggi non è così. E per Scalpelli se l'elettorato fosse costretto a scegliere fra una coalizione guidata dall'ex manager di Expo intorno al quale gravitano i favori di Pd, la lista personale del sindaco, civici e forze ambientaliste e una seconda coalizione a trazione sovranista e anti europea, non avrà alcun dubbio. Sceglierà i primi. Non ci sarà dunque alcuna riedizione della corsa per Palazzo Marino del 2016. Quella fra Sala e Parisi. “Una competizione elettorale elogiata da tutti gli osservatori” con “due candidati forti, con una vocazione a parlare alle fasce di elettori e cittadini centrali della città, la classica competizione al centro, nella quale è decisivo l'orientamento delle aree, dei ceti e dei corpi intermedi”. Vinse Sala – certo – ma con uno scarto ridotto e con il centrodestra che si prende 5 a 4 i Municipi di Milano.

“Oggi la pandemia – dice Scalpelli – ci consegna una città che deve ripensare sé stessa”. I rischi? Per l'economia l'esplodere di “nuove marginalità di interi comparti di occupazione nel settore dei servizi”. Per la tenuta sociale “il rischio di polarizzazioni che taglino diversamente dal passato, anche recente, la composizione sociale della città” e con il timore di fondo che le metropoli diventino il “luogo nel quale le faglie della crisi saranno più profonde”. Dunque, che fare? Chi può assumere il ruolo di cerniera per ricucire tali polarizzazioni? I riformisti, risponde sicuro Sergio Scalpelli. Che devono stare lì, nel campo largo, dove “governare la città complessa” vorrà dire sempre più “connettere i lati del triangolo costituito dal governo politico, dal sistema delle imprese e dai loro rapporti con il territorio e le reti sociali e civili”.

Il momento per farlo è questo. L'arrivo di Mario Draghi a Roma offre la possibilità ai “moderati”, alla “galassia liberal-democratica e riformista”, a “quell'insieme molto vivace di iniziative che in questi anni si sono ritrovate in Azione Civica” di ricollocarsi politicamente in un'area vasta. E per chi sta nel centrodestra è forse l'occasione di liberarsi dallo strapotere e dal ricatto di Lega e Fratelli d'Italia. Anche e sopratutto per quegli “elettori di Forza Italia spaesati e indisponibili verso le forze sovraniste e antieuropee”. A patto di trovare, dall'altra parte, un campo pronto ad accogliere. Sarà così? E chi si farà carico di questo onere-onore? Serve una “scommessa non banale” di “un'offerta politica civica al tempo stesso visionaria” che “se per caso funzionasse” creerebbe e, non solo a Milano, le condizioni per il “rimescolamento di carte importante e sarebbe un valore aggiunto significativo per Beppe Sala” finalizzato a “unire e far vincere forze riformatrici e nitidamente europee”.

Solo visioni? Qualcuno la prima mossa sulla scacchiera milanese l'ha già fatta. La lista civica presentata in settimana da Franco D'alfonso e Laura Specchio va nella direzione indicata da Scalpelli. “Civica” ma anche un po' “politica”, in appoggio di Beppe Sala ma da affiancare alla lista del sindaco e che potrebbe diventare la “casa” di moderati e liberali. Se è ancora troppo presto per riempire le caselle, le anime che gli gravitano intorno sono comunque quelle di Italia Viva, di Più Europa, e personaggi come Gianfranco Librandi, Marco Bentivogli lo stesso Scalpelli. Azione di Carlo Calenda? Non v'è certezza. Perché “la verità – fanno sapere ad Affaritaliani.it Milano con una nota congiunta Mariasole Mascia, la responsabile enti locali per la Lombardia di Azione e Niccolò Carretta, consigliere e coordinatore regionale del partito – è che Azione ha accolto, o meglio anticipato da più di un anno, questo bisogno che in queste ore di crisi di governo è emerso in modo drammatico”. Il partito fondato dall'ex ministro dello Sviluppo economico starà di certo a Milano con Beppe Sala e a Roma con Mario Draghi, assicurano. Allo stesso tempo “crediamo – continuano i due – che possano riconoscersi nella nostra proposta politica tutti i cittadini moderati, riformisti e liberaldemocratici, che abbiano in comune l'avere a cuore il proprio Paese e la propria comunità”.

L'appello di Scalpelli? “Abbiamo letto con piacere – dice ad Affaritaliani.it Milano Gianluca Pomo, coordinatore di Italia Viva nella Città metropolitana di Milano –. Il cantiere di cui parla Scalpelli esiste e forse può essere una strada percorribile ma, per ora, non c'è nulla di definitivo”. Un cantiere in cui lavorano renziani, +Europa (che però è anche nella lista Sala attraverso Martina Riva, una dei due capolista) e civici insieme. Cosa ne verrà fuori? È da vedere. La palla passa ora al Partito democratico.

“A Milano – dichiara la segretaria del Pd metropolitano, Silvia Roggiani – la differenza tra un centrosinistra che guarda saldamente all’Europa e al futuro, con una destra, ripiegata sul passato e incapace di una proposta alternativa, è ancora più netta”. Aperture? “Stiamo lavorando a una coalizione di centrosinistra ampia, a partire da un’idea di città che include e non esclude” perché “qui il riformismo si è concretizzato in azioni politiche e amministrative ed è su quella strada, quella delle risposte concrete ai milanesi, che dobbiamo andare avanti”.

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