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Milano
Contrasto alla criminalità: la nuova legge regionale
consiglio regionale lombardia roberto maroni raffaele cattaneo

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una nuova legge per la prevenzione e il contrasto alla criminalita' organizzata e per la cultura della legalita', che prevede anche il patrocinio legale da parte della Regione per chi viene accusato di delitti per eccesso colposo di legittima difesa. Il testo, che le commissioni Antimafia e Affari istituzionali avevano avallato unificando tre distinti progetti (Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e giunta regionale), e' stato approvato all'unanimita'. Tuttavia il Pd e il Patto civico si sono astenuti sull'articolo che riguarda il patrocinio legale per chi viene accusato di eccesso colposo di legittima difesa, nonostante il passaggio sia stato modificato rispetto alla proposta iniziale della Lega Nord. Per il 2015 sono previsti interventi per 3,8 milioni di euro.

I PUNTI PRINCIPALI/ Tra i punti principali del provvedimento, illustrato in aula dai consiglieri Stefano Carugo (Ncd) e Silvana Carcano (M5S), il sostegno a iniziative di prevenzione e lotta alla criminalita' organizzata e di promozione dell'educazione alla legalita'. In particolare sono previsti interventi a favore delle vittime e finalizzati a contrastare i fenomeni delle truffe ai danni delle persone anziane, dell'usura e dell'estorsione. Viene istituita la 'Giornata regionale dell'impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime', celebrata in Lombardia il 21 marzo. Vengono creati due nuovi organismi: il Comitato tecnico-scientifico a supporto degli organismi consiliari per la conoscenza della materia, che avra' sede presso il Consiglio regionale, e il Comitato regionale per la legalita' e la trasparenza dei contratti pubblici, presso la giunta regionale. Altra novita' e' il codice di autoregolamentazione per i consiglieri, con riferimento alle migliori pratiche in materia di legalita', trasparenza, prevenzione e contrasto alla corruzione. Le nuove norme prevedono poi l'erogazione di contributi agli enti locali per sostenere progetti di contrasto alla criminalita' organizzata e ai reati di stampo mafioso. Inoltre e' previsto il patrocinio della Regione, a proprie spese, nei procedimenti penali per la difesa dei cittadini vittime di reati contro il patrimonio o la persona che a decorrere dall'1 gennaio 2015 vengono accusati di delitti per eccesso colposo di legittima difesa.

I BENI CONFISCATI ALLA MAFIA/ Per quanto riguarda i beni confiscati alle mafie, la Regione Lombardia istituira' un fondo a favore degli enti locali per il recupero e l'utilizzo a fini sociali o istituzionali degli stessi. Viene istituito anche il Fondo regionale di prevenzione dell'usura e dell'estorsione e di solidarieta' alle vittime del reato di usura o di estorsione. Il testo contiene anche la disposizione con si stabilisce l'erogazione di 1,5 milioni a favore dei soggetti che hanno subito notevoli danni in seguito agli atti vandalici avvenuti durante le manifestazioni degli scorsi mesi.

MARONI: "SIAMO LA PRIMA REGIONE"/ Il governatore Roberto Maroni ha spiegato: "Abbiamo approvato una legge importante per contrastare le infiltrazioni della criminalita' organizzata nel territorio lombardo e nelle imprese. Siamo la prima Regione a farlo e ho voluto essere personalmente presente in Consiglio regionale, per testimoniare l'impegno che la Regione sta mettendo per garantire a chi vive e lavora in Lombardia di poterlo fare secondo le regole del mercato e non in base alle distorsioni che genera la criminalita'".

CATTANEO: "UNITA' E' SEGNO FORTE"/ Il Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, al termine della votazione, ha espresso il proprio plauso: “Una legge che è un segno forte e che riassume tre iniziative, due provenienti dai gruppi consiliari e una dalla Giunta – ha detto Cattaneo, che eccezionalmente ha partecipato al voto – Questo è significativo della volontà della nostra istituzione di non dividersi su questi temi, ma di trovare insieme una sintesi. Un provvedimento che tutte le forze politiche hanno sostenuto, perché sul tema della lotta alla mafia e alla criminalità organizzata si deve dare una risposta forte, unita e decisa. La Lombardia non è certo la regione principe delle infiltrazioni, ma non possiamo certo ritenerci immuni. Lo scopo di questa legge è continuare a far crescere anticorpi nell’organismo del nostro territorio con iniziative che hanno lo scopo di alzare la guardia per evitare non solo una presenza diffusa e perv asiva di questi fenomeni, ma anche solo la possibilità di una formazione di episodi di tale natura”.

GIRELLI (PD): "NUOVA CONSAPEVOLEZZA"/ “Questa legge è il risultato di un lavoro sinergico della Commissione Antimafia con quella Affari Istituzionali e con la Giunta – ha sottolineato Gian Antonio Girelli (PD), Presidente della Commissione Antimafia – I punti cardine sono formazione, informazione, aiuto alle vittime e protocolli interni. Finalmente è maturata una nuova consapevolezza nelle istituzioni: la stragrande maggioranza della Lombardia è sana, deve solamente acquisire maggiore coscienza del fenomeno mafioso. Noi siamo pronti anche a porci come partner per la gestione dei beni confiscati”.

CARUGO (NCD): "EDUCARE ALL'ANTIMAFIA"/ “Noi vogliamo essere sentinelle attente contro la mafia – ha dichiarato Stefano Carugo (NCD), relatore del provvedimento e Presidente della Commissione Affari Istituzionali - Questa è una legge che mette sul tavolo anche delle risorse: aiuteremo le vittime economicamente e dal punto di vista psicologico. Quello di oggi è un provvedimento concreto, che valorizza anche l’educazione alla cultura dell’antimafia, a partire dai banchi di scuola”.

CARCANO (M5S): "REGIONE VALE PIU' DI ANTISTATO MAFIOSO"/ “Abbiamo fortemente voluto questa legge che poi ha trovato la sintesi con le altre due proposte arrivate in Consiglio e dalla Giunta – ha commentato Silvana Carcano (M5S), relatrice del provvedimento – Il concetto che deve passare è che lo stato di diritto regionale conta più dell’antistato mafioso. Siamo arrivati ad un punto in cui non dobbiamo più affidarci a degli eroi, ma a tanti “signor nessuno” che abbiano la consapevolezza del fenomeno. Per questo è fondamentale coltivare la cultura della legalità nelle scuole”.

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