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Milano
Contratti Expo, Maroni: chiesto rinvio a giudizio. Udienza a settembre
Roberto Maroni

Il pm di Milano Eugenio Fusco ha chiesto il rinvio a giudizio di Roberto Maroni nell'ambito dell'indagine in cui e' accusato di "turbata liberta' nel procedimento di scelta del contraente" e "induzione indebita" per presunte pressioni per far ottenere un lavoro e un viaggio a Tokyo a due sue ex collaboratrici. L'udienza preliminare comincera' il 30 settembre.

La richiesta di rinvio a giudizio riguarda oltre a Maroni altri 5 indagati, tra persone fisiche e giuridiche: il dg di Expo2015 Christian Malangone, Andrea Gibelli, segretario generale della Regione e presidente di Ferrovie Nord Milano, Mara Carluccio, ex collaboratrice al Viminale del Ministro, Giacomo Ciriello, il capo della segretaria del Governatore e la societa' Expo spa per la legge 231 sulla responsabilita' amministrativa per i reati commessi dai dipendenti. L'udienza preliminare sara' celebrata davanti al gup Chiara Valori. Maroni rischia di essere processato e, in caso di condanna, di essere sospeso in base alla legge Severino.

Le indagini riguardano due episodi. Il primo, quello che vede coinvolta la societa' Expo, e' relativo a un viaggio a Tokyo previsto per il 2 giugno 2014, organizzato per promuovere l'esposizione universale. Maroni, secondo il pm, avrebbe voluto che la societa' Expo 2015 pagasse il viaggio alla sua ex collaboratrice Maria Grazia Paturzo (nel frattempo diventata collaboratrice di Expo 2015 con un contratto di due anni) ma la richiesta fu negata in quanto la donna non avrebbe avuto i titoli per prendervi parte. Dopo il rifiuto, Maroni avrebbe allora rinunciato alla trasferta, preferendo un altro viaggio istituzionale a Berna e la delegazione della Regione Lombardia in Giappone fu guidata da Mario Mantovani.

Il secondo episodio, invece, riguarda presunte irregolarita' nella gara per far ottenere a Mara Carluccio, altra ex collaboratrice di Maroni quando era ministro dell'Interno, un contratto con la societa' Eupolis. Le accuse nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, concorso in induzione indebita (per il caso Paturzo) e concorso nella turbata libera scelta del contraente.

IL GOVERNATORE: "ACCUSE RIDICOLE"/ "Il pm Fusco ha chiesto il mio rinvio a giudizio: me l'aspettavo e sono tranquillissimo. Si tratta di accuse ridicole (la promessa di un viaggio mai fatto, costo per la Regione: zero euro), destituite di ogni fondamento o rilevanza, formulate da un magistrato mosso da un evidente pregiudizio politico e incattivito dal clamoroso flop delle sue precedenti inchieste su Lega e Finmeccanica. Ho sempre avuto massima fiducia nella giustizia e non cambio idea, anche dopo le gravi irregolarita' registrate in questa indagine. Sono certo che un giudice terzo e indipendente non potra' che archiviare questa inchiesta per quello che e': una buffonata. Nella mia lunga attivita' politica, da Ministro prima e ora da Governatore, ho sempre lavorato nell'interesse dei cittadini con impegno e onesta'. Rifarei tutto cio' che ho fatto nel modo in cui l'ho fatto, senza farmi impressionare o intimidire da iniziative 'giudiziarie' di chiaro sapore mediatico e politico". Lo scrive sul suo profilo Facebook il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

L'AVVOCATO AIELLO: "DA PROCURA ERRORI E FALSITA'/ "In questi dodici mesi, abbiamo dialogato con la Procura in ogni modo possibile, cercando di evitare solo lievitazioni mediatiche e strumentalizzazioni. E' stata una indagine dispendiosa ed eccessivamente sovra-alimentata con intercettazioni e impieghi di risorse inusuali per una ipotesi di reato cosi' lieve, che non ha prodotto un solo euro di danno alla Regione ed alle casse Pubbliche. Abbiamo con totale trasparenza, evidenziato e corretto gravi errori e falsita' riportati nelle varie versioni del capo di imputazione. Conosciamo solo da ieri la nuova e quinta versione, che riporta il testo corretto del fatidico Sms, e dunque andremo in Udienza preliminare con un nuovo neonato capo di imputazione". Lo dice Domenico Aiello difensore di Roberto Maroni e Giacomo Ciriello. "Il Presidente Maroni - aggiunge - rischierebbe di andare a giudizio perche' il suo fidato capo segreteria ha mandato un sms al Direttore Generale Expo, con cui chiedeva cortesemente la presenza in una missione di una dirigente. La societa' aveva ritualmente approvato viaggio e soggiorno ma il Presidente Maroni, annullo' ugualmente la missione per concomitanti impegni istituzionali in Svizzera. Anche se puo' sembrare inverosimile questo e' il processo, la ipotizzata promessa di una viaggio mai fatto! piu' che un 'processo alle intenzioni' - conclude - sembra la consolidata e irriducibile 'intenzione' di mandare comunque Maroni a processo".

BRAMBILLA (PD): "METTE IN CATTIVA LUCE TUTTA LA LOMBARDIA"/ Il capogruppo del Pd in Regione Lombardia, Enrico Brambilla, commenta così il rinvio a giudizio del governatore Roberto Maroni: “La richiesta di rinvio a giudizio per il presidente Maroni mette ancora una volta in cattiva luce la Regione Lombardia dopo anni di scandali che speravamo essere superati. Quella che coinvolge Maroni è una brutta vicenda, che ripropone il problema della trasparenza degli enti del sistema regionale su cui colpevolmente la politica non ha ancora preso i seri provvedimenti che chiediamo da anni. Non entriamo ulteriormente nel merito del caso giudiziario perché spetta alla magistratura giudicare se ci sia stato o meno un reato, ma quel che è certo è che quel velo di opacità che avvolge enti e società della Regione deve essere dissipato una volta per tutte".

VIOLI (M5S): "DIMISSIONI"/ Il M5S lombardo chiede le dimissioni di Roberto Maroni dopo il rinvio a giudizio chiesto dal pm, per bocca di Dario Violi, capogruppo: “Anche sulla Lombardia incombe la minaccia della Legge Severino. Se il rinvio a giudizio sarà confermato, confidiamo che il presidente Maroni rassegni immediate dimissioni. E’ lo stesso invito che Maroni aveva rivolto nel 2012 a Errani con queste parole: ‘chi riveste un ruolo istituzionale di grande importanza, come un governatore o un ministro, deve avere un obbligo morale. E qualora ci fosse un rinvio a giudizio, o una sentenza di primo grado, allora dovrebbe valutare se fare un passo indietro’. Allo stesso modo, nel caso che lo vede coinvolto, Maroni ha l’obbligo morale di dimostrare coerenza”.

CATTANEO (NCD):"NO A GIUDIZI AFFRETTATI"/ "Non sono sorpreso, tutti coloro che hanno assunto un ruolo di responsabilita' nelle Regioni sono stati destinatari di una richiesta di rinvio a giudizio. Chi si candida a questo ruolo deve metterlo in conto". Cosi' il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo (Ncd), ha risposto a una domanda sul fatto che il pm di Milano, Eugenio Fusco, ha chiesto il rinvio a giudizio del governatore Roberto Maroni. A margine di un incontro al Pirellone, Cattaneo ha spiegato: "Nel merito la vicenda e' circoscritta e sono certo che il presidente Maroni sapra' spiegare le proprie ragioni. Prudenza, nessun giudizio affrettato, sono certo che il presidente Maroni sapra' rendere conto della propria condotta".

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