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Milano
Coppia dell'acido, Martina: "Disperata". Il pm visita il neonato

''Sono disperata, mi hanno distrutto''. Sono queste, stando a quanto riferito da uno dei suoi legali l'avvocato Stefano De Cesare, le prime parole di Martina Levato, condannata a 14 anni per una aggressione con l'acido, dopo che la procura per i minorenni ha disposto l'allontanamento del figlio partorito nei giorni scorsi. Il titolare delle indagini sull'aggressione, Marcello Musso, è andato a visitare il piccolo in ospedale portando un regalo.

"La visita al bambino e' stato un atto umano e di solidarieta'. Il bambino e' bellissimo". Lo ha affermato il pm di Milano, Marcello Musso, lasciando la clinica Mangiagalli dopo l'incontro col figlio di Martina Levato, la studentessa universitaria condannata per una aggressione con l'acido ai danni di Pietro Barbini. Il pubblico ministero ha consegnato alle puericultrici un pacchetto contenente delle babbucce bianche e accompagnato da un biglietto ("ad Achille con infinita tenerezza per un lungo cammino"). "Preciso che il regalo e' stato dato alle puericultrici - ha sottolineato Musso - e non a Martina Levato e neppure ai nonni".

Il magistrato ha anche riferito di avere incontrato il direttore generale della Mangiagalli, il professore Luigi Fedele, il quale gli ha fatto "i complimenti" per avere affidato la partoriente a quella che "tutti sanno essere la struttura migliore per la neonatologia". Inoltre, il pm ha detto di avere "parlato a lungo con il pm del Tribunale dei minori, Annamaria Fiorillo, "dalla quale ho ricevuto il consenso nel senso tecnico della parola". "Senza il suo consenso, non sarei andato". Sempre il magistrato ha spiegato che e' in corso il riconoscimento del bimbo che dovrebbe chiamarsi Achille.

Intanto la Procura dei minori di Milano ha avviato l'iter per stabilire l'adottabilità del figlio di Martina Levato, venuto alla luce la notte di Ferragosto alla clinica Mangiagalli, dove ancora si trovano madre e figlia ma separati, per decisione del pm minorile. La studentessa della Bocconi, condannata a 14 anni per aver deturpato con l'acido il viso del suo ex Pietro Barbini e sotto processo per altri episodi, rimarrà in ospedale ancora qualche giorno, piantonata da un agente in borghese, il neonato nella stessa struttura.

Nel frattempo, la giustizia minorile farà il suo corso: sarà notificata ai legali della famiglia la fissazione di un'udienza in cui si discuterà la richiesta del pm Annamaria Fiorillo e l'avvocato Laura Cossar farà presente la disponibilità dei nonni materni a prendersi cura del piccolo (che la coppia vorrebbe chiamare Achille), cercando di scongiurare l'adozione presso un'altra famiglia. Alexander Boettcher, il broker padre del bambino e condannato come la Levato a 14 anni di carcere, dovrà invece riconoscere il piccolo per poter aver titolo a dire la sua nel procedimento. Sua madre, Patrizia Ravasi, ha già incaricato l'avvocato Valeria Barbanti che, però, non potrà muoversi fino a quando non avverrà il riconoscimento che Boettcher ha detto in passato di avere intenzione di fare. A difendere la scelta "presa, come deve essere, nell'unico interesse del minore" è il pm Annamaria Fiorillo, la stessa che, sempre da pm di turno, si occupò della vicenda dell'allora minorenne Ruby.

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