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Covid, in Lombardia 5.518 nuovi casi, 80 decessi, tasso di positività 8,4%
(fonte IPA)

Covid, in Lombardia 5.518 nuovi casi, 80 decessi, tasso di positività 8,4%

Covid in Lombardia, questi i dati del 19 marzo: tamponi effettuati: 64.999 (di cui 44.851 molecolari e 20.148 antigenici) totale complessivo: 7.591.271; nuovi casi positivi: 5.518 (di cui 202 'debolmente positivi'); guariti/dimessi totale complessivo: 558.572 (+3.603), di cui 5.569 dimessi e 553.003 guariti; in terapia intensiva: 788 (+2); ricoverati non in terapia intensiva: 6.796 (+52); decessi, totale complessivo: 29.631 (+80). I nuovi casi per provincia: Milano: 1.471 di cui 543 a Milano città; Bergamo: 342; Brescia: 909; Como: 406; Cremona: 204; Lecco: 240; Lodi: 72; Mantova: 267; Monza e Brianza: 610; Pavia: 323; Sondrio: 92; Varese: 451.

Zone rosse Bollate, Mede, Viggiù e Castrezzato: incidenza casi ridotta anche di 30 volte

Regione Lombardia ha adottato a fine febbraio una nuova strategia per ridurre e contenere l'epidemia in alcuni Comuni dove si erano sviluppati focolai e l'incidenza dei contagi era particolarmente alta. "Davanti all'incidenza delle varianti nelle dinamiche dei contagi - osserva la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti - e al riproporsi di determinate criticità abbiamo adottato una strategia di contenimento e di vaccinazione reattiva".

"Due sono gli strumenti che abbiamo utilizzato" spiega l'assessore al Welfare. "Da una parte l'imposizione di misure restrittive: ai territori interessati vengono applicate le misure restrittive da fascia rossa. Dall'altra stiamo somministrando in modo mirato la nuova 'arma' a disposizione, cioè il vaccino. La popolazione dell'area interessata dall'intervento viene vaccinata scegliendo precisi target, che in alcuni casi può essere l'intera popolazione".

I primi quattro Comuni investiti da questa nuova strategia, iniziata il 26 febbraio sono: Bollate (Mi), Mede (Pv), Viggiù (Va) e Castrezzato (Bs), che hanno visto crollare l'incidenza dei casi anche di 30 volte.

A Viggiù (Va) si è avviata la vaccinazione massiva della cittadinanza, con una copertura che arriva al 78% della popolazione vaccinabile (over18), ovvero il 61,8% della popolazione totale, e una punta di adesioni dell'83% fra gli over 65. Il tasso di incidenza del contagio è crollato da 664 a 19 su 100.000 abitanti in un mese.

A Mede (Pv) la vaccinazione ha riguardato il 51% della popolazione vaccinabile (44,1% del totale abitanti), e il Comune è passato da un'incidenza di 1.360 a metà febbraio ai 110 di questa settimana.

A Bollate, comune alle porte di Milano, anche se l'incidenza dei casi non era altissima, si è deciso di intervenire con una vaccinazione target sulle categorie più a rischio per età anagrafica, per un totale del 12,2% della cittadinanza totale, facendo calare da 315 a 99 l'incidenza su 100.000 abitanti.

A Castrezzato (Bs) è stato vaccinato il 6,7% della popolazione totale riducendo in maniera decisa l'incidenza dei casi passati da 1828 a 94 su 100.000 abitanti.

LA SITUAZIONE NEGLI ALTRI 23 COMUNI DEL BASSO SEBINO - Gli stessi interventi sono stati riproposti nei 23 comuni della cintura del Basso Sebino tra le province di Bergamo e Brescia, inseriti a fine mese nella fascia 'arancione rafforzato', dove si sta vaccinando non solo la popolazione degli ultraottantenni come in tutta la Regione, ma anche la fascia d'età tra i 60 e i 79 anni.

Anche qui i primi dati che emergono, documentano un tasso di incidenza dei casi passato da 500 nella prima settimana di marzo a 162 di questa settimana. Ricordando sempre che sono necessarie circa 2-3 settimane dopo la prima dose per lo sviluppo di una immunità efficace contro l'infezione.

"Questi numeri - aggiunge Letizia Moratti - oltre a indicarci la strada maestra della vaccinazione massiva della popolazione lombarda, rivelano la validità delle misure adottate e la capacità del sistema sanitario regionale di rispondere in modo sempre più adeguato alla crisi pandemica".

LOMBARDIA: 16.000 SU 29.551 DECESSI NEI PRIMI 3 MESI PANDEMIA - Lo si vede anche osservando i dati sul numero dei decessi in Lombardia: 29.551 cittadini lombardi hanno perso la vita a causa del coronavirus dal 24 febbraio dell'anno scorso e di questi più di 16.000 nei primi tre mesi della pandemia. Da allora la seconda ondata ha colpito più duramente il resto d'Italia, segno che il sistema sanitario lombardo ha imparato a contrastare meglio l'epidemia che ha fatto 2,6 milioni di morti nel mondo.

"L'essere riusciti a vaccinare - conclude la vicepresidente di Regione Lombardia - il personale sanitario, gli ospiti e il personale delle Rsa, e aver iniziato la vaccinazione delle categorie più colpite dal contagio e dei più fragili ci lascia ben sperare. In vista di questi ultimi mesi che ci separano dal giorno in cui tutti i cittadini lombardi saranno vaccinati, gli ospedali e le terapie si svuoteranno e potremo realisticamente vedersi avvicinare alla voce decessi Covid, finalmente il numero zero".

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