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Milano
Dal 1 giugno il Tribunale dei Brevetti. Ma Parigi e Monaco scavalcano Milano
Il tribunale europeo dei brevetti

Dal 1 giugno il Tribunale dei Brevetti. Ma Parigi e Monaco scavalcano Milano

Il 1° giugno partirà l'attività del Tribunale Unificato dei Brevetti e spunta il nodo della ripartizione delle competenze. Che, inizialmente previste per la sede centrale di Londra prima della Brexit, sono ora divise tra Monaco e Parigi.

Quasi a sorpresa manca Milano come terza sede della divisione centrale

Quasi a sorpresa manca Milano come terza sede della divisione centrale nonostante - riporta Il Sole 24 Ore - un negoziato in corso che sta incontrando i muri di Francia e Germania.

Farmaceutica e human necessities a Parigi, chimica e metallurgia a Monaco

Il sito del Tribunale annuncia che "dal 1 giugno i procedimenti pendenti di fronte alla sezione centrale e relativi ai brevetti nella sezione IPC(A) - cioè quelli della farmaceutica e delle human necessities - siano assegnati a Parigi. A Monaco, invece, spettano chimica e metallurgia. Milano, quindi, ospiterà solo una sede della corte centrale. Nonostante anche la forte mediazione del ministro per la Giustizia, Carlo Nordio, che aveva sempre sostenuto, di fronte a Francia e Germania, l'opportunità che il capoluogo lombardo avesse le competenze inizialmente spettanti a Londra.

Paganini (Competere): "Senza Tribunale a Milano ci rimette tutto il Made in Italy"

'La temporaneità di cui si parla per l’assegnazione a Parigi e Monaco di due delle sedi del Tribunale Unificato dei Brevetti fa pensare che la partita sia persa. Non è così che si valorizza il Made in Italy''. E' questo il commento di Pietro Paganini, presidente di Competere.eu - Policies for Sustainable Development, in merito all’ipotesi che le competenze di farmaceutica, chimica e meccanica del Tub vengano assegnate a Francia e Germania, lasciando fuori così Milano.

Paganini: "Difficile che i governi francese e tedesco dal primo di giugno compiano un gesto di apertura nei confronti di quello italiano"

''Nonostante si tratti di una decisione non definitiva -spiega all'Adnkronos- è difficile che i governi francese e tedesco dal primo di giugno compiano un gesto di apertura nei confronti di quello italiano. Ancora una volta si avverte l’assenza di un sistema Paese che ci avrebbe permesso di cogliere un’opportunità strategica della nostra economia e anche a livello geopolitico''.

Il presidente di Competere.eu: "La sede del Tub a Milano avrebbe infatti valorizzato le nostre imprese"

Secondo Paganini ''La sede del Tub a Milano avrebbe infatti valorizzato le nostre imprese, sostenuto in ambito giuridico il nostro spirito di innovazione, rafforzato appunto il Made in Italy e il peso che l’Italia ha in ambito economico internazionale. Non abbandoniamo la fiducia, aspettiamo la decisione del primo di giugno, che però è tra due settimane, che potrebbe ancora pendere in favore di Milano, ma in ogni caso le filiere produttive che avrebbero potuto beneficiare dei vantaggi del Tub restano già da ora svantaggiate''.

 

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