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Droga: cocaina dall'Olanda, 12 arresti della Polizia nel Milanese

Droga: cocaina dall'Olanda, 12 arresti della Polizia nel Milanese

La Polizia di Stato di Milano, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo lombardo, sta eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare a carico di 12 persone, emessa dal gip del Tribunale di Milano, e numerosissime perquisizioni finalizzate a disarticolare un'associazione per delinquere dedita allo spaccio di cocaina nei "Palazzi" del quartiere Sant'Eusebio di Cinisello Balsamo ed il gruppo di fornitori albanesi che importavano lo stupefacente dall'Olanda.

Le indagini della Sezione Antidroga della Squadra mobile di Milano sono state coordinate dal Servizio centrale operativo e dalla Direzione centrale servizi antidroga ed hanno visto la collaborazione delle autorita' albanesi attivate dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia. 

Una piazza di spaccio enorme - riporta Mianews - e alle porte di Milano, capace di muovere, ogni settimana, un giro d'affari da 350 mila euro con guadagni netti da 10 mila euro per i capi dell'organizzazione. Vedette piazzate in cima ai principali stabili della zona, assaggiatori per testare la qualità dello stupefacente e canali di rifornimento, gestiti da un gruppo di albanesi, che spostavano verso Milano e il nord Italia quantitativi da 10 kg di cocaina provenienti dall'Olanda. Questo il quadro di un'attività investigativa della Squadra Mobile di Milano sui “palazzi” del quartiere Sant’Eusebio di Cinisello Balsamo, che ha portato, oggi, all'esecuzione di 12 misure di custodia cautelare in carcere: nove persone sono state rintracciate e arrestate dalla polizia di Stato, ma all'appello ne mancano ancora altri tre. Le indagini della Mobile sono partite già nel 2016 con l'arresto di quello che era, allora, il leader incontrastato della piazza, Luca Guerra. Dall'uscita di scena dell'uomo, ancora oggi detenuto in carcere, il quartiere di Sant'Eusebio è cambiato più volte di mano: prima con Giuseppe Sanfilippo e Michela Russi, unica donna coinvolta nell'indagine, poi sotto il controllo di Bruno Berlingieri. Diventando spesso teatro di episodi violenti, come la sparatoria che nel novembre 2016 vide coinvolto il 32enne Mohamed Merza, uomo di fiducia di Luca Guerra raggiunto in strada da alcuni colpi di pistola sparati da un'utilitaria di passaggio. Arrestato nella giornata di oggi, Merza deteneva 70 grammi di cocaina e altri 150 di hashish pronti per la cessione in strada.

Sotto i nuovi capi, però, la piazza di spaccio di Cinisello Balsamo si è ricostruita puntando all''efficienza': una struttura solida, organizzata per favorire il commercio di droga h24 all'interno dell'agglomerato di case popolari, tra i cortili degli stabili ricompresi nel quadrilatero tra le vie Cilea, Alberto da Giussano, Risorgimento e Giolitti, con diversi soggetti impiegati in vere e proprie "turnazioni" per lo smercio della droga, per il deposito dei proventi dello spaccio, per la custodia, il confezionamento della droga e con il ruolo di "vedette", finalizzato a monitorare l'eventuale arrivo di persone sospette, o di pattuglie delle forze dell'ordine. L'organizzazione monitorava anche le fermate Atm nella zona per verificare che, tra i clienti abituali, non si nascondesse qualche persona "sospetta". Pusher esterni all'organizzazione, invece, venivano minacciati, o reclutati, come appare in alcune intercettazioni. Principale canale di rifornimento sul mercato della cocaina era un gruppo di albanesi su cui la polizia di Stato ha cominciato a indagare dopo il sequestro, con arresto in flagranza, di un carico da 8,5 kg operato nel 2016 al passaggio del traforo del Monte Bianco.

L'assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale, Riccardo De Corato, in una nota ha espresso soddisfazione per l'operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che ha effettuato 12 arresti per droga a Cinisello Balsamo (MI). “L'ennesima di delinquenti dediti al traffico internazionale di droga smantellata in provincia di Milano. In tutte queste occasioni è emerso come la malavita autoctona collabori ormai saldamente con quella albanese che si occupa di importare gli stupefacenti o dall’Albania stessa o, come in questo caso, dall’Olanda”. "Questi episodi - ha aggiunto l'assessore - confermano quanto riportato nel quarto rapporto dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano: mentre all’inizio degli anni novanta la criminalità albanese svolgeva un ruolo prettamente di servizio rispetto alle mafie italiane, adesso riveste un ruolo preponderante nel narcotraffico, controllando le movimentazioni e le importazioni all’ingrosso". "I 407 detenuti albanesi - ha evidenziato De Corato - dopo i marocchini (883), sono quelli maggiormente presenti nelle carceri lombarde". "Ringrazio tutti quelli che hanno preso parte a questa importante operazione. Sicuramente - ha concluso l'assessore regionale alla Sicurezza - bisogna continuare a tenere alta l’attenzione, specialmente su un fenomeno così allarmante come quello dello spaccio. Mi auguro che tutti gli stranieri finiti in manette durante queste operazioni, dopo aver scontato la condanna, vengano al più presto allontanati dal nostro Paese con accompagnamento coattivo alla frontiera. Come ripeto da tempo: non ci deve essere posto qui per chi pensa di poter venire a vivere nell’illegalità".

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