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Milano
Esclusiva Affari/ Expo è un flop: lo dimostra il report segreto di Atm

di Fabio Massa

Un bel report, accuratissimo. Piove una volta al giorno, entro le 9.30, sul tavolo del direttore generale di Atm. A volte arriva due volte al giorno, con i suoi numeri fitti fitti, le sue colonnine di rosa chiaro e di azzurro. E’ il documento meglio conservato di Milano. Il vero segreto. Quello che dimostra, nero su bianco, che Expo è un flop a livello di numeri (sulla qualità ci sarebbe da riparlarne). Un flop rispetto ai numeri pazzeschi messi sulla carta, preventivati. Il massimo possibile nella situazione data, ma comunque un flop rispetto alle previsioni. E questo documento, che Affari ha potuto visionare in esclusiva, è il motivo che porta a dire a Basilio Rizzo, presidente del consiglio comunale di Milano, che ci vuole trasparenze. Dati, accessi, viaggi, carrozze. Tutto. 

Che qualcosa non andasse, lo si era capito già qualche mese fa. Chissà perché, si chiedeva il Fatto Quotidiano, non venivano resi noti i numeri dei tornelli, ultratecnologici e dotati ovviamente di contatore in tempo reale? A confermare il sospetto, il report riservato di Trenord pubblicato da Affari con addirittura il dettaglio delle discese per singola corsa nel sito Expo. Inquietante la reazione dell’azienda, che ha negato la veridicità del documento, rifiutandone l’esistenza. Invece esiste eccome. Ed è incredibilmente dettagliato. Ancora, l’articolo di Barbacetto sul Fatto sui cinesi che non ci sono. Se tre indizi sono una prova, qui c’è qualcosa che non quadra.

Ecco, e adesso c’è report di Atm. Talmente accurato a volte da risultare di difficile lettura. Eppure istruttivo: un enorme foglio Excel con colonne dalla A alla W, tanto per capirci. Il titolo: Monitoraggio flussi linea 1 Arrivi Rho Fiera. Giorno per giorno calcola i flussi in uscita dalla metropolitana alle ore 12 e a fine servizio. La prima cosa che colpisce è che c’è una costanza statistica impressionante. Altro che grande progressione: in metropolitana la gente è più o meno sempre la stessa dall’inizio della manifestazione. Alle ore 12 un dato compreso tra il 48 e il 53 per cento è già arrivato in Expo. Per capire come si arriverà a sera, basta fare una semplice proiezione, sempre che non arrivi il secondo report (a quel punto i dati sono più che certi). Per quanto riguarda i numeri, qualcosa salta all’occhio. Dalle previsioni Atm avrebbe dovuto trasportare il 22,52% degli utenti totali (prevedendo i treni di Trenord pieni, i parcheggi stracolmi, i bus a pieno regime. Tutte condizioni che non si sono verificate). Il sabato 30 maggio Expo aveva previsto 210mila ingressi. Atm però trasporta meno di 30mila persone rispetto alle 48mila preventivate. Due conti della serva e il gioco è fatto: altro che 210mila accessi, i numeri sono decisamente più bassi. Ma non è finita qui. Perché gli zelanti dipendenti di Atm che compilano il report fanno anche le somme. E su una colonna c’è il flusso totale dei trasportati: 1 milione 575mila persone fino al 30 giugno. Se davvero Atm trasportasse il 22,52% degli utenti totali. Ma il problema è che Atm, secondo le rilevazioni, trasporta molto più del 22% e gira comunque su numeri inferiori al preventivato. In Trenord, malgrado le smentite, i dossier preoccupano non poco l’ad Farisè, che ha i treni vuoti. Sui parcheggi si è ingaggiata la polemica che conosciamo con Sala che fa mea culpa perché sono troppo vuoti. 

Torniamo sulla progressione. Guardando la colonna mese per mese si scopre che non esiste una progressione in positivo di Expo, almeno dai dati della metropolitana. A maggio si raggiunge quota 30mila. A giugno si raggiunge quota 31mila. Variazione minima. E il tanto sbandierato successo di Expo dopo le 18.30? Sicuramente valido per quanto riguarda il sabato sera, oggettivamente il giorno migliore. Ma gli altri giorni raccontano un film diverso: la rilevazione ogni 30 minuti dimostra che dopo le 18.30 (colonna T) sono circa 5.500 le persone che rientrano in metropolitana. 

Ora, dopo l’ubriacatura di numeri, la domanda sorge spontanea: possibile che se Atm ha un foglio excel chilometrico, ultradettagliato, con i numeri ogni mezz’ora, e Trenord ha un report con le discese ogni singolo treno, non sia possibile dare finalmente i dati dei tornelli? Che cosa c’è dietro questa inspiegabile segretezza? Come si diceva, tre indizi fanno una prova di un flop. Avviso ai naviganti: l’obiezione che c’è coda ai padiglioni non regge. In fondo, se le previsioni erano tanto ottimistiche da prevedere la compenetrazione dei corpi, non è un problema nostro. O forse lo è, ma è un altro discorso.

LA NOTA DI EXPO SPA

"Sono tre i numeri essenziali per comprendere a fondo il successo di pubblico di Expo Milano 2015". Una nota stampa di Expo spa esordisce in tono molto secco in merito alle polemiche sull'afflusso di pubblico alla manifestazione. Senza minimamente far cenno alle polemiche da destra e sinistra, il comunicato prosegue, in modo molto didascalico: "Il primo è quello dei biglietti coperti da contratti di vendita garantiti: 15,6 milioni al 30 giugno. La società di revisione Deloitte Consulting ha, in questi ultimi giorni, certificato ogni singolo atto contrattuale. Il secondo numero fa riferimento ai biglietti già emessi: alla stessa data siamo arrivati alla notevole cifra di 8 milioni e 450 mila. Infine gli ingressi ai tornelli: nei primi due mesi il sistema ha registrato circa 6,1 milioni di accessi, di cui il 15% cento con biglietto serale. Ai numeri generali si affiancano quelli ufficialmente comunicati dai Paesi, relativi alle visite ai loro padiglioni. Tanto per citare alcuni esempi, nei primi due mesi il cluster del caffè ha dichiarato due milioni di visitatori e il Brasile un milione; gli Stati Uniti hanno raggiunto il loro primo milione il 25 giugno; la Francia registra 18mila ingressi medi giornalieri, mentre il Padiglione Zero tra i 15mila ed i 20mila visitatori al giorno. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, la metropolitana è usata tra il 25 ed il 30% dei visitatori; la rete ferroviaria (Trenord e Trenitalia, ma anche Italo e le linee ferroviarie straniere - francesi e svizzere in particolare) è utilizzata intorno al 30%; i bus privati per il 25%. Il resto dei visitatori usufruiscono dei parcheggi di Expo o di quelli di privati, di navette messe a disposizione dagli hotel, di taxi e di NCC, di bus di operatori privati che hanno loro aree di sosta in prossimità del sito espositivo. Un capitolo molto importante è quello relativo alla soddisfazione dei visitatori. La società GFK ha realizzato un’indagine che si basa su un campione statistico di interviste estremamente significativo. La soddisfazione complessiva del visitatore, su una scala da 1 a 10, si posiziona a 8,4, con dei picchi positivi per il servizio all’interno del sito espositivo e per la qualità dei padiglioni e con l’unica criticità relativa alle code agli ingressi dei padiglioni stessi. Infine, il 58% dei visitatori dichiara di voler tornare a visitare l’Expo".

@FabioAMassa

Tags:
expoatmreporttrenord







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