Nel filone d’indagine sul presunto giro di escort nei locali milanesi, che coinvolgerebbe una settantina di calciatori (nessuno indagato), compare anche il nome di Giovanni Urso, 36 anni, volto noto della movida cittadina e socio al 3% della Carpa srl, società che gestisce il locale Pineta Milano. Secondo gli atti della Procura di Milano, nel locale l’organizzazione accusata di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione avrebbe fatto incontrare la domanda dei clienti con l’offerta di escort. Tuttavia, né i clienti né le ragazze risultano indagati, così come i gestori del locale, ritenuti estranei alle accuse.
“La mia frase sui social? Era un video ironico, non c’entra con la prostituzione”
Tra i passaggi finiti nelle carte dell’inchiesta c’è anche una frase attribuita a Urso: “Devi semplicemente scegliere uno di questi tavoli…”, interpretata dagli inquirenti come indicativa delle dinamiche del privé. L’imprenditore respinge ogni lettura in chiave illecita: “È una frase estrapolata da un video promozionale ironico e divertente che ho postato a marzo e che non c’entra nulla con la prostituzione. Parlo per me, non per la società”.
Spiega inoltre il senso del suo linguaggio social, fatto di neologismi come “fatturage”: “Quando dico che Rolexage più Porsche fa chiav…, intendo dire che chi può permettersi certi beni ha più possibilità di conquistare una ragazza. Ma questo non c’entra niente con la prostituzione”.
Il nome del Pineta, in zona Sempione-Monumentale, ricorre più volte nelle intercettazioni contenute nell’ordinanza firmata dal gip Chiara Valori, che ha portato agli arresti domiciliari quattro persone nell’indagine coordinata dalla Procura guidata da Marcello Viola. Il locale, secondo quanto emerge, sarebbe stato utilizzato nel fine settimana come punto di incontro, ma la società che lo gestisce e i suoi soci risultano estranei all’inchiesta.
Chi è “Fatturage”: influencer e imprenditore della notte
Urso, conosciuto online come “Fatturage”, è un influencer e organizzatore di eventi con una forte presenza sui social: oltre 75 mila follower su Instagram e più di 220 mila su TikTok. Nei suoi video racconta il mondo del lusso, dai lavori “che fanno fatturare” agli hotel più costosi, fino agli stili di vita più esclusivi. Parallelamente organizza eventi in hotel di fascia alta come il Boscolo e il Principe di Savoia e, nella stagione estiva, collabora con realtà come il Billionaire. In passato ha anche tentato la strada politica, candidandosi nel 2021 al consiglio di zona senza essere eletto.
Classe 1989, Urso entra giovanissimo nel mondo della notte milanese, iniziando come pr allo Shocking Club e proseguendo al Casablanca. Nel 2012 apre il suo primo locale, il Byblos, seguito da altre esperienze imprenditoriali tra Milano e località turistiche come Courmayeur. Nel tempo amplia le attività, arrivando a operare anche nella consulenza per il settore del lusso, delle costruzioni e del real estate.
La difesa: “Questa vicenda mi sta danneggiando”
Di fronte all’esposizione mediatica legata all’inchiesta, Urso ribadisce la propria estraneità: “Questa storia mi sta danneggiando, con la prostituzione non c’entro nulla”. Una posizione netta, mentre l’indagine prosegue e continua a far emergere nomi e dinamiche della nightlife milanese, senza però coinvolgere, allo stato, i gestori dei locali citati nelle carte.

