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Milano
Expo, chiuse indagini su Maroni: "Pressioni per donna cui era legato"

Chiuse le indagini dei pm milanesi relative ai contratti Expo, per i quali il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni è sospettato di di turbata liberta' nella scelta del contraente e induzione indebita nella vicenda con al centro presunte pressioni per far ottenere a due sue collaboratrici incarichi nelle societa' Eupolis ed Expo. Oltre a Maroni, l'atto che sigla la chiusura dell'inchiesta e' stato notificato ad altre quattro persone fisiche e alla stessa società Expo.

Nel caso in cui venisse condannato in primo grado per il reato di induzione indebita, Roberto Maroni rischierebbe di decadere dalla carica di Governatore della Lombardia in base alla legge Severino. Maroni e' accusato in concorso con il suo capo della segreteria Giacomo Ciriello di avere indotto il direttore generale Expo, Christian Malangone, a promettergli indebitamente l'utilita' del pagamento (6mila euro) delle spese di aereo e hotel di Maria Grazia Paturzo da portare in trasferta a Tokyo nella primavera dell'anno scorso su richiesta del governatore lombardo. La missione fu poi annullata da Maroni all'ultimo momento, i biglietti vennero usati da un'altra delegazione regionale rappresentata da Mario Mantovani. Il danno per le casse pubbliche consistette in alcune centinaia di euro (la prima notte prenotata in hotel a Tokyo), ma sufficiente per ipotizzare il reato, l'articolo 319 quater che punisce la "promessa" indebita di utilita'". Secondo il pm Eugenio Fusco, Maroni era legato "da relazione affettiva" alla Paturzo.

Su Maroni pende anche un secondo capo d'accusa, in concorso sempre con Ciriello e anche con Andrea Gibelli, segretario generale della Regione. In questo caso l'accusa e' 'turbata liberta'  del procedimento di scelta del contraente' che avrebbe portato ad assegnare a un'altra ex collaboratrice di Maroni al Viminale, Mara Carluccio, un incarico in Eupolis, societa'  controllata dalla Regione, con un compenso annuo di 29.500 euro. Un capitolo dell'inchiesta che ha gia' portato al patteggiamento del direttore generale di Eupolis, Alberto Brugnoli, a 8 mesi di reclusione.

MARONI: "SONO TRANQUILLISSIMO"/ "Era ora, finalmente dopo un anno si chiudono le indagini: se per una sciocchezza ci vuole un anno poveri noi. Detto questo sono tranquillissimo non ho mai fatto pressioni per nessuno né amici né parenti. Ho solo la colpa di aver fatto risparmiare alla Regione Lombardia i soldi di un viaggio a Tokyo mandando il vicepresidente Mantovani che invece che con sei ha viaggiato con quattro persone". Così il governatore lombardo Roberto Maroni sulle indagini sui contratti Expo.

IL LEGALE: "NON CI SONO ESTREMI DI REATO"/ "Ho letto attentamente l'avviso di conclusione delle indagini notificato al presidente Roberto Maroni, alle 16 circa via email. A parte citazioni a effetto di alcuni sms il cui contenuto e' stato palesemente (e sorprendentemente) modificato, non si colgono ne' gli estremi del reato, ne' tanto meno il danno per le casse di Regione Lombardia. Elementi minimi necessari per poter 'enunciare' una ipotesi di reato, ancor prima di affrontare il tema centrale del dolo che nel caso del presidente Maroni e' del tutto inesistente". E' quanto scrive in una nota l'avvocato di Roberto Maroni, Domenico Aiello, in merito alla chiusura delle indagini che riguardano lo stesso presidente inerenti presunte pressioni per ottenere contratti e il pagamento di un viaggio a sue ex collaboratrici. "Si aggiunga che il mancato viaggio del presidente Maroni, disdetto per scelta istituzionale, ha prodotto un risparmio documentato alla Regione", prosegue Aiello, con riferimento alla tappa giapponese del World Expo tour, che il governatore lombardo annullo' all'ultimo minuto (secondo i pm avrebbe fatto pressioni affinche' le spese per il viaggio di una delle collaboratrici fossero sostenuto dalla societa' Expo). "Spero - conclude Aiello -, viste le particolari capacita' giuridiche del dott Fusco, che l'accusa non si lasci tentare dalle tante sirene del consenso e si torni da subito a discutere e confrontarsi di fatti e non di valutazioni extra giuridiche che non hanno alcuna rilevanza sul piano penale. Occorre procedere con senso di responsabilita' e dare da subito alle contestazioni la corretta dimensione, ritengo che il curriculum istituzionale del presidente Maroni consenta a tutti gli operatori questo pur minimo riguardo".

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