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Milano
Expo, la stroncatura di Sgarbi: "Hai Caravaggio e usi Ferretti. E a Cantone..."

A Expo Milano 2015 sono stati "spesi soldi inutilmente", almeno secondo Vittorio Sgarbi. All'interno dello spazio di Eataly, dove il critico d'arte ha allestito la mostra 'I Tesori d'Italia', finanziata da Oscar Farinetti, Sgarbi ha difeso a spada tratta le operazioni che vedono il privato scendere in campo per sostenere queste iniziative, puntando invece il dito contro gli investimenti pubblici giudicati di dubbia efficacia, come quelli per Palazzo Italia e anche per le installazioni ideate dallo scenografo Dante Ferretti e realizzate a Cinecitta'. "Sono opere sostanzialmente non necessarie - ha spiegato Sgarbi - e si poteva risparmiare denaro. Invece lo Stato ha buttato soldi per una cosa che va bene per un film ma non qui. Cosi' Expo diventa il posto dove l'Italia mostra cose insensate perche' se hai Caravaggio non si capisce perche' mostri Ferretti. Invece qui - ha aggiunto riferendosi alla mostra da lui curata - c'e' un privato che mette soldi per fare questa mostra piena di capolavori e Cantone indaga".

Sgarbi ha quindi tuonato contro il presidente dell'Anac, denunciando l'attenzione riservata alla presenza di Farinetti e Eataly a Expo, con la mancanza di una gara, e al contempo la non uguale solerzia a voler vederci chiaro in quelli che a suo parere sarebbero davvero sperperi di denaro pubblico. "Il signor Cantone - ha detto Sgarbi - non ha vinto quell'incarico per concorso, ma e' stato prescelto da Renzi come Sala ha fatto con Farinetti perche' aveva dei requisiti particolari. Qui sono stati spesi 100 milioni per il padiglione Italia che e' un vero cesso, soldi buttati anche per Celant e Rampello che ha un padiglione che si chiama zero perche' tale e' la sostanza di quello che rappresenta, e dov'e' Cantone?". Il critico ha quindi accompagnato il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, a vedere la mostra e, in particolare, le ultime opere arrivate, annunciando l'intenzione, al termine dell'Expo, di farne un'antologia e portarla alla Venaria Reale. Nel pomeriggio aveva fatto tappa alla visita anche il ministro alla Cultura, Dario Franceschini. che l'ha definita "molto originale. Mette insieme molte opere italiane, famose e meno famose - ha detto -. Sicuramente per i visitatori di Expo e' l'occasione di vedere una parte dell'arte italiana".

IL SIPARIETTO CON SALA/ Siparietto alla 'faccio io, fai tu?' tra Vittorio Sgarbi e Giuseppe Sala relativamente a Palazzo Marino. I due si sono incontrati alla mostra allestita dal critico d'arte presso Eataly a Expo Milano 2015, ed e' stato Sala arrivando ad aprire le danze del botta e risposta salutando Sgarbi con un "ciao sindaco". Per tutta la durata della visita, in cui Sgarbi ha guidato alla scoperta dei nuovi arrivi dell'esposizione 'I Tesori d'Italia', i due hanno scherzato sull'ipotetica competizione elettorale - considerato che Sgarbi e' candidato alla poltrona e il nome del commissario unico viene riproposto periodicamente dalla cronaca come uno dei papabili al vertice di Palazzo Marino - fino a giocare su possibili ruoli nelle rispettive Amministrazioni: "possiamo fare che io faccio il sindaco e tu l'assessore - ha detto Sgarbi a Sala - o tu l'assessore e io il sindaco. Oppure possiamo fare le primarie...". Il critico d'arte sembra aver trovato la soluzione quando, alludendo alla prassi secondo la quale un'Amministrazione e' tenuta spesso di fatto dal vice sindaco, che assume quindi il ruolo di braccio operativo del primo cittadino, si e' girato verso Sala e ha esclamato: "ecco la mia De Cesaris, sarebbe perfetto". I due hanno anche ricordato, per sottolineare l'affinita', di un aneddoto risalente a quando Sgarbi era assessore alla Cultura e Sala direttore generale di Palazzo Marino. A quei tempi Sgarbi aveva una quadro nel suo ufficio che Sala porto' via per sistemarlo nella sua stanza quando il critico lascio' l'incarico: "segno - ha spiegato Sgarbi - che ha un fiuto sopraffino...".
 

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