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Milano
Expo e Milano? Separati in casa. Movida, la denuncia dei commercianti

Vera e propria requisitoria contro Expo e il Comune di Milano da parte di Lino Stoppani, presidente dell’Epam (bar e ristoranti), durante la commissione consiliare dedicata ai riflessi sul commercio della Esposizione universale. Stoppani ha presentato un sondaggio fatto tra gli esercenti milanesi, “i risultati hanno messo in evidenza che, ad eccezione di piazza Duomo e dei Navigli”, “in tutte le altre realtà cittadine, comprese alcune zone della movida, i locali hanno visto una diminuzione di fatturato anche del 30%, a causa dell’apertura serale di Expo”.

Infatti, spiega il presidente Epam, c’è stata una “eccessiva connotazione commerciale di Expo”, benchè i limiti posti dall’organizzazione del Bureau International des Expositions ponesse il limite del 20% sull’insieme delle attività. “Expo Milano 2015 non deve passare alla storia come una sagra internazionale del cibo”, insiste Stoppani. Ma il presidente Epam, sull’apertura notturna e sulle recenti promozioni che consentono addirittura l’ingresso gratuito a Expo si domanda: “C’è forse un vero problema di affluenza ad Expo, da compensare in qualche modo con visitatori attratti con politiche commerciali aggressive?”.

Parlando in commissione, al comune di Milano, il presidente dell’Epam ha aggiunto, rivolgendosi al Comune: “l’Amministrazione comunale non può rimanere insensibile e neutrale su questo argomento o limitarsi a lamentare che Expo, per la prima volta, non ha dedicato un padiglione alla città ospitante”.  Stoppani, concludendo il suo intervento, dopo aver spiegato che la rassegna “Expo in Città” non è riuscita ad organizzare eventi realmente convincenti dice. “Expo e la città sembrano separati in casa”. I commercianti milanesi hanno aderito all’invito del Comune per rendere i loro esercizi ospitali e disponibili ad accogliere le esigenze dei turisti italiani e stranieri ma ciò che è stato restituito da Expo ancora non si vede. Il dopo Expo è una incognita ma pensando all’oggi, Stoppani chiede dei “correttivi ad un progetto che sta snat urando una manifestazione, fortemente voluta da tutta la città, certamente non per sviluppare un nuovo polo del divertimento e dello spettacolo”.

"Le parole di Stoppani, storico leader dei ristoratori milanesi, gettano un’ombra sinistra sull'Expo - commenta Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia -. Ora occorre un’azione forte per invertire la tendenza. Il 30% di perdite di bar e ristoranti, senza nessun segnale positivo, sono il buio fitto per una categoria già in difficoltà. Che il Comune poi faccia ben poco o nulla per sostenerli non è una novità. Al di là delle cifre, che andranno approfondite, a partire dai biglietti realmente venduti, rimane un'impressione di evento in tono minore rispetto ai contenuti originari. Un evento dove sembra prevalere l'aspetto fieristico. E' un'impressione che mette a rischio l'immagine di Expo e anche quella di Milano. Milano è innovazione, non solo intrattenimento serale o da week end. E’ necessario sviluppare un’azione di coinvolgimento delle categorie del commercio di Milano e della Lombardia. Le condizioni perché si in verta la rotta ci sono, spetta ai vertici di Expo agire. Le parole di circostanza non bastano".

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