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Milano
Expo 2015, Renzi alla conferenza dei ministri della Cultura
Expo, Matteo Renzi ai lavori della Conferenza internazionale dei ministri della Cultura

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in visita a Expo per partecipare ai lavori della Conferenza internazionale dei ministri della Cultura di più di 80 Paesi partecipanti alla manifestazione. Il premier, arrivato alle 17 circa, era accompagnato dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ed e' stato accolto dal commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, e dal prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca.

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"Abbiamo voluto scegliere la cultura come simbolo dell'evento milanese: l'Expo significa molto per noi, e' la vetrina delle cose piu' belle che l'Italia puo' esprimere". E' quanto ha affermato Renzi. "La comunita' internazionale si ricordi di avere un'anima e non si limiti alle passerelle burocratiche" perche' "la cultura e' la carta di identita' dei nostri cittadini". "La cultura non e' soltanto un'oasi di felicita' - ha proseguito Renzi - o la ricerca di un senso di significato, non e' una parentesi della nostra giornata. La cultura e' anche un modo di creare occupazione, e' anche economica, di cultura si puo' vivere, ma, innanzitutto, la cultura e' la nostra carta d'identita'. E quando diciamo questo, non parliamo al passato, ma al futuro, la cultura e' cio' che salvera' il nostro Paese, i nostri Paesi".

Il premier ha ricordato l'attentato mafioso a Firenze del '93 e la strage dei Georgofili. Ha inoltre ricordato la sua esperienza "personale da giovane diciottenne, quando stavo preparando l'esame di maturità di fronte a uno degli ultimi episodi in cui la mafia ha colpito in Italia". Per Renzi "se è vero che non accadono più eventi del genere oggi in Italia, è ancora forte il ricordo del dolore" perché "quando colpiscono i luoghi della cultura è come se strappassero un pezzo di te". "Vorrei che tutti insieme facessimo uno sforzo  - ha concluso Renzi - per difendere la nostra identità'".

"Vorrei che l'Italia avvertisse sempre di più la consapevolezza di quanto grande è la sua responsabilità nel mondo". Citando la frase dell' "Idiota" di Dostoevskij sulla bellezza che salverà  il mondo", Renzi ha chiesto ai ministri "non vuoti annunci, ma impegni concreti, con la leadership dell'Unesco, nei rapporti bilaterali fra i governi e innanzitutto non per una scelta istituzionale ma perché è l'unico modo per continuare a chiamarci uomini e donne degni di questo tema".

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