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Milano
Expo, sgombero a Milano: 26 denunciati, un arresto. Questura: 'Materiale per molotov'

Nella mattinata di martedì 28 aprile gli agenti della Digos hanno perquisito alcuni appartamenti occupati della zona Giambellino-Lorenteggio, tra cui quelli ai numeri 1 e 2 in via degli Apuli e i locali di via Odazio, sede della 'Base di solidarieta' popolare', uno dei circoli anarchici della zona. Gli agenti, secondo quanto reso noto dalla Questura, hanno identificato complessivamente 26 persone, di cui 6 italiani, 4 tedeschi e 16 francesi. Tra quest' ultimi, solo cinque persone erano munite di documenti di identificazione. In mattinata i siti antagonisti avevano diffuso la notizia dell'accompagnamento in questura di 8 francesi.

Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti 20 martelletti frangivetro, petardi ed artifizi pirotecnici, mazze, fionde, maschere antigas, mazze con punta in ferro. Nell'auto di un giovane tedesco parcheggiata in via Odazio la polizia ha rinvenuto una tanica di benzina, bottiglie, pezzi di stoffa, un imbuto e carta igienica, tutto il materiale adatto al confezionamento di bottiglie molotov. Il ragazzo e' stato arrestato con l'accusa di detenzione di materie esplodenti, gli altri giovani sono stati denunciati per l'occupazione di immobili. Le autorita' stanno anche valutando l'adozione di provvedimenti di allontanamento obbligatorio dal territorio nazionale per motivi di ordine pubblico.

Per il giudice di Milano Olindo Canali possono restare in Italia i tre cittadini tedeschi e la cittadina francese nei confronti dei quali era stato chiesto un provvedimento di espulsione dopo il blitz della Digos al quartiere Giambellino, nella periferia di Milano. Nell'ambito di questa attivita', finalizzata al prevenire incidenti nel corteo 'No expo' del primo maggio, erano state trovate dalle forze dell'ordine e picconi, maschere anti gas e altro materiale ritenuto pericoloso per la sicurezza.

"Lei che lavoro fa?, gli chiede il giudice. E lui risponde, non si capisce se con tono scherzoso o meno: "Perche' devo dire queste cose? Non voglio essere licenziato nel caso in cui risponda... nel caso in cui venga licenziato faccio causa allo Stato italiano". Cosi' uno dei cittadini tedeschi per i quali la Digos aveva chiesto l'allontanamento dall'Italia dopo il blitz della notte scorsa si e' rivolto al giudice Olindo Canali. L'uomo, 56 anni, ha detto di lavorare "come dipendente di un'azienda" in Germania e di essersi recato nel nostro Paese per fare un viaggio in Sicilia con tappa a Milano. Nell'aula del processo, che ospita un dipinto di Laura e Salvatore Fiume intitolato 'La giustizia e la pace tra gli Stati d'Europa', ha raccontato di avere preso "le ferie" per venire in Italia in auto con altri amici "presi a Francoforte" e di essersi fermato "in un bar alternativo a Milano, un centro sociale", dove le forze dell'ordine hanno trovato del materiale ritenuto pericoloso da utilizzare, secondo la loro ricostruzione, al corteo 'No Expo' in programma il primo maggio. "Ha mai avuto problemi con la giustizia nel suo Paese?", gli ha chiesto il giudice e lui ha risposto: "Non grossi". E' indagato dalla Procura di Milano per detenzione di oggetti atti a offendere e occupazione abusiva.

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