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Fondazione Milano-Cortina, riflettori sul trasloco nella palazzina ex Tim
Fondazione Milano Cortina

Fondazione Milano-Cortina, riflettori sul trasloco nella palazzina ex Tim

La Procura di Milano sta svolgendo "approfondimenti finalizzati a chiarire la natura dei rapporti" tra la Fondazione Milano-Cortina' e i "vari sponsor/fornitori tra cui Tim". E' quanto emerge dall'annotazione della Guardia di Finanza depositata dai pm al Tribunale del Riesame nell'ambito dell'inchiesta su presunte irregolarita' negli appalti per i servizi digitali. Gli approfondimenti sono portati avanti anche tramite "accertamenti bancari nei confronti dell'ente al fine di individuare i flussi attivi/passivi" con alcuni sponsor.

Dalla sede Allianz gratuita all'affitto da pagare nella sede ex Tim

Il contesto in cui gli investigatori rivelano questa parte dell'indagine e' quello del trasloco degli uffici della Fondazione da Palazzo Allianz, in comodato gratuito, al Palazzo di via della Boscaiola, per una somma pari a 3,2 milioni all'anno. "Dall'ascolto delle conversazioni intercettate - appuntano le Fiamme Gialle - e' emerso che all'interno della Fondazione Milano-Cortina, a dire degli interlocutori, sarebbero state assunte scelte antieconomiche. Tra queste, proprio il trasloco dalla palazzina Allianz, in piazza Tre Torri, alla palazzina ex Tim, in via della Boscaiola. "Tim e' in rapporti economici con la Fondazione - si legge ancora nel dossier della Gdf - da un lato nell'ambito della sponsorizzazione e, da un altro, nell'accordo che ricomprende l'utilizzo dello stabile in via Boscaiola". Una delle persone intercettate afferma: "Praticamente la governance di questa Fondazione e' in mano a quattro coglioni, perche' uno che va via da un posto gratuito per andare a pagare un affitto". "A oggi", prosegue la Gdf,"i quattro piani del palazzo Allianz sono vuoti e non piu' utilizzati dalla Fondazione, fatta eccezione per un piano, il 44esimo, che viene tuttora utilizzato dall'ente per incontri di rappresentanza".

I rapporti tra Deloitte e Milano-Cortina

In un'altra informativa delle Fiamme Gialle, ci sono le parole di due dipendenti di Deloitte Consulting, intercettati, parlavano della "assegnazione dei servizi digitali in relazione al portale web da parte del 'cliente'", ossia la Fondazione Milano Cortina 2026, alla "multinazionale". Proprio sull'affidamento di questi servizi, come sui rapporti economici più ampi tra Fondazione e Deloitte, sta indagando la Procura di Milano, che sospetta, nella gestione dell'evento olimpico, tangenti in cambio di appalti, come emerge dagli atti depositati per un'udienza al Riesame.

In una telefonata del 23 aprile l'ex ad di Fondazione Vincenzo Novari, indagato, spiega, in sostanza, che dalla gara vinta, dalle "consulenze" e da altri contratti Deloitte incasserebbe soldi da Milano-Cortina che vanno anche a coprire i costi della sponsorizzazione, per i quali c'era un contratto da 21 milioni.  Intercettato al telefono con l'imprenditore Luca Tomassini, anche lui indagato e a cui in quei giorni era stato tolto l'appalto sui servizi digitali, Novari dice in merito ai rapporti Fondazione-Deloitte: "Gli dà consulenza, il sito (...) però a che valori glieli dà? Glieli dà a valori assurdi (...) la sponsorizzazione gli viene gratis alla fine". Il servizio per il sito, riassume la Gdf, a detta di Novari "è fortemente sopravvalutato rispetto al costo sostenuto dal fornitore". L'ex ad dice: "Questa roba gli costerà centomila euro, la fatturano quattro milioni (...) tre milioni e nove di utili no?"

"In relazione alle notizie riportate dagli organi di stampa, sulla base delle informazioni in nostro possesso, nessun professionista di Deloitte Italia risulta ad oggi indagato". Lo afferma un comunicato di Deloitte. "Siamo convinti della correttezza della condotta dei nostri professionisti e confidiamo pienamente nell'operato della magistratura", aggiunge la nota del gruppo.

Malagò: "Milano-Cortina? Tutte conversazioni, nulla da giustificare"

"Milano-Cortina? Sono tutte conversazioni, ed è molto opinabile leggerle su giornali, sulle quali non faccio considerazioni personali. Il ruolo e modo di agire della Fondazione e del sottoscritto sono chiare. Non c'è nulla da giustificare perché non c'è alcun attestato di responsabilità". Lo ha detto il presidente del Coni e della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò, parlando delle intercettazioni emerse sui Giochi invernali del 2026.


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