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Milano
Formigoni, inchiesta bis: vacanze, orologi e 450mila euro in contanti

Orologi, viaggi all'estero, passaggi in elicottero. Oltre a 450mila euro in contanti. Si sono chiuse le indagini a carico di Roberto Formigoni, ex governatore di Regione Lombardia e senatore Ncd, nell'ambito della seconda inchiesta avviata dalla Procura di Milano che lo vede coinvolto. Al centro di questa nuova vicenda, anche l'ex direttore generale della Sanità lombarda Carlo Lucchina e Paolo Alli, ex sottosegretario in Regione del Celeste, indagati per abuso d'ufficio. I due avrebbero esercitato pressioni sul direttore dell'istituto dei tumori Gerolamo Corno affinchè utilizzasse il macchinario diagnostico "Vero", distribuito dai Lo Presti. A fare da tramite tra i Lo Presti e Lucchina e Alli c'era Massimo Gianluca Guarischi, ex consigliere regionale di Forza Italia.

E è proprio per tramite di Guarischi, subentrato a Pierangelo Daccò (coinvolto nelle inchieste sul San Raffaele) nel ruolo di nuovo "pagatore" del Celeste, che sarebbe avvenuta anche la corruzione del governatore Formigoni. Il quale nell'estate del 2012 avrebbe "accettato la promessa di 900mila euro", di cui 447mila effettivamente ricevuti. Oltre ad un orologio Bulgari da 3.500 euro. Figurano poi secondo i pm altre spese a favore di Formigoni "per viaggi e soggiorni turistici all’estero": 55mila euro per il Sudafrica e quasi 30mila per la Croazia, oltre a spostamenti in elicottero o aerei privati. Regali che, secondo i sostituti Claudio Gittardi, Eugenio Fusco e Antonio D’Alessio costituivano vere e proprie tangenti.

FORMIGONI: "PROVE? NULLA DI NULLA"/ "Le migliaia di pagine depositate ieri dalla Procura sono, per quanto mi riguarda, l'estratto del nulla", si difende Formigoni, in una nota. "Non c'e' una sola parvenza di prova, nulla di nulla. Tutti i presunti addebiti a mio carico sono stati spiegati e rispiegati da me: esistono copie di assegni di versamenti da me effettuati, non ho ricevuto un solo euro, non c'e' nessuna dimostrazione di versamenti a me". "E' la solita inchiesta che ha unicamente motivazioni politiche - conclude -. L'affrontero' come sempre dimostrando come sempre la mia completa innocenza"

LA DIRIGENTE ASL DI CREMONA/ Coinvolta nell'inchiesta anche Simona Martini, ex dirigente della Asl di Cremona accusata di corruzione. La quale nega, in una nota diffusa dal suo legale Davide Steccanella, di aver ricevuto degli orologi per favorire la societa' Hermex Italia degli imprenditori della famiglia Lo Presti. La donna ha ricevuto ieri l'avviso di conclusione delle indagini in cui viene contestato al senatore di Ncd ed ex governatore lombardo Roberto Formigoni il reato di corruzione. Chiedero' di essere interrogata al piu' presto dai magistrati - afferma Mariani -. Nella mia vita professionale non ho mai favorito nessuno e trovo sconcertante che si pensi che io abbia contribuito a fare assegnare in modo illegittimo un appalto milionario in cambio di due orologi". Secondo l'ipotesi dell'accusa, Formigoni avrebbe ricevuto tangenti per mezzo milione in cambio di aiuti sugli appalti della sanita'. Tangenti che si sarebbero "concretizzate" anche in viaggi in mete esotiche e regali

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