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Fridays for future Milano: "Sala? Usa i nostri slogan ma non fa nulla"
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Fridays for future Milano: "Sala? Usa i nostri slogan ma non fa nulla"

Il gruppo milanese dei Fridays for future tiepido all'annuncio del sindaco di Milano Giuseppe Sala che aderirà ai Verdi europei. “Continuiamo a ribadire che la scienza impone all’azione politica un cambio radicale, non servono slogan, non serve dire che il verde è un bel colore, non serve spostarsi di partito”, lo ha dichiarato Andrea Galassini, portavoce dei Fridays for future Milano, commentando l'adesione del sindaco Giuseppe Sala ai Verdi europei, durante la conferenza stampa organizzata dal movimento in piazza della Scala per lanciare lo sciopero globale del 19 marzo. Come riporta Mia News “È importante mettere al centro il territorio, la città e quello che le amministrazioni stanno facendo. Combattere la crisi climatica vuol dire salute, welfare, stare accanto ai cittadini e creare una città che sia più umana - ha proseguito -. Tutto questo il nostro sindaco Giuseppe Sala non è stato in grado di farlo negli ultimi cinque anni, nonostante le sue dichiarazioni e nonostante abbia imparato benissimo a usare i nostri slogan, a sfruttare la nostra narrativa e a strumentalizzare le nostre piazze. Quello che però non ha fatto è stato affrontare con decisione questa crisi climatica, basta guardare come abbiamo affrontato l’emergenza pandemica. Quando la scienza ci dice che l’indice Rt è salito sopra un certo limite, noi facciamo subito scattare la zona rossa, mettiamo subito le restrizioni, la politica agisce con urgenza. Bene, per quanto riguarda la crisi climatica, è 50 anni che c’è consenso scientifico sul fatto che questa è la più grande emergenza che l’umanità deve affrontare, perché riguarda la salute di tutti".

Galassini prosegue: "Eppure, lo stesso atteggiamento della politica non c’è di fronte a questa emergenza. E la dimostrazione è il cambiamento annunciato da Beppe Sala questa mattina: si parla di verde, di transizione ecologica ma si continua a incentivare il business. Lo abbiamo visto nella città di Milano, che in questi cinque anni ha continuato a puntare sullo stesso modello di sviluppo, di edificazione, di business immobiliare. Ecco perché noi chiediamo a Beppe Sala non di metterci la faccia, ma di metterci i soldi. Il piano Area Clima, che dovrebbe mettere al centro le politiche per la salute e per l’aria, ha appena 27 milioni di euro di investimenti in 10 anni, una cifra ridicola se pensiamo che 4,4 miliardi di euro è il costo sul welfare sanitario nazionale dei cittadini milanesi. Ogni abitante di Milano perde in media due anni di vita all’anno per la qualità dell’aria. L’ambiente deve essere la chiave di volta con cui ribaltare il modello socioeconomico che ci ha portato a questa situazione”.

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