Nuovi sviluppi nell’inchiesta milanese sui cosiddetti “serbatoi di manodopera”. Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Milano ha eseguito due decreti di sequestro preventivo per un valore complessivo superiore a 27,3 milioni di euro nei confronti di Ceva Logistics Italia srl e Ceva Ground Logistics Italy spa, entrambe con sede ad Assago, nell’hinterland milanese, e appartenenti a un gruppo leader nel settore della logistica. I provvedimenti sono stati emessi d’urgenza dal pm Paolo Storari nell’ambito di un’indagine per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti. Contestualmente, le Fiamme Gialle stanno effettuando perquisizioni locali e informatiche su tutto il territorio nazionale.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, le società avrebbero utilizzato, tra il 2020 e il 2024, fatture per operazioni ritenute giuridicamente inesistenti, emesse da proprie appaltatrici di servizi nell’ambito di contratti di appalto con imponibili Iva simulati. L’ipotesi investigativa è che tali operazioni fossero finalizzate a “schermare la reale somministrazione di manodopera”. Il nome di Ceva Logistics era già emerso in passato nelle cronache giudiziarie: nel maggio 2019 la società era stata posta in amministrazione giudiziaria con l’accusa di caporalato, misura di prevenzione successivamente revocata.
La condotta, si legge negli atti, “posta in essere da Ceva Logistics Italia srl nell’ambito del sistema fraudolento” dura “da anni e ha comportato non solo il sistematico sfruttamento dei lavoratori ma anche ingentissimi danni all’erario”.
Inchiesta sui serbatoi di manodopera: la Procura milanese ha recuperato oltre un miliardo di euro e fatto assumere 54mila lavoratori
Con le inchieste milanesi per frode fiscale sui grandi gruppi dei trasporti e della logistica, ma anche della vigilanza privata, e sull’uso dei cosiddetti “serbatoi di manodopera”, con annesso “sfruttamento” dei lavoratori, la Procura di Milano, a seguito degli accertamenti della Gdf, ha recuperato, attraverso i risarcimenti versati dalle società coinvolte all’Agenzia delle Entrate, oltre un miliardo di euro e ha ottenuto la “assunzione e stabilizzazione di oltre 54.000 lavoratori, prima ‘in balia’ delle società serbatoio”. E’ il nuovo dato ora messo nero su bianco dai pm. Nei decreti la Procura, diretta da Marcello Viola, ricorda i casi analoghi negli anni che hanno coinvolto, tra gli altri, Dhl Supply Chain, Gls, Uber, Lidl, Brt, Geodis, Esselunga, Ups, Gs, Amazon Italia Transport, Gxo, Fedex Express Italy, Securitalia, Iperal Supermercati, Rhenus Logistics, Kuehne + Nagel, solo per citarne alcuni.

