A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, l’inchiesta della Procura di Pavia riporta al centro due figure rimaste sempre ai margini giudiziari ma costantemente sotto i riflettori mediatici: Stefania e Paola Cappa. Le due cugine di primo grado della vittima sono state convocate dai magistrati nell’ambito degli ultimi approfondimenti sull’indagine che vede Andrea Sempio accusato di aver ucciso la giovane il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, a Garlasco.
Figlie di Mariarosaria Poggi, sorella del padre di Chiara, e dell’avvocato Ermanno Cappa, le gemelle non sono mai state indagate. Eppure, sin dai primi giorni dopo il delitto, il loro nome è circolato con insistenza nel dibattito pubblico, anche per episodi che contribuirono ad attirare l’attenzione mediatica.
All’epoca dei fatti, Stefania e Paola erano poco più che ventenni. Negli anni successivi hanno mantenuto un profilo riservato, evitando interviste e apparizioni pubbliche, nel tentativo di allontanarsi da una vicenda che ha segnato profondamente il loro percorso. Oggi Stefania è avvocata specializzata in diritto sportivo e lavora nello studio del padre. Si è sposata con Emanuele Arioldi, esponente di una nota famiglia imprenditoriale. Paola, invece, ha intrapreso un percorso diverso, diventando food blogger tra Milano e Ibiza. Dagli atti dell’inchiesta non emergono contatti tra le gemelle e Sempio, elemento che rafforza l’idea di ambienti separati per frequentazioni e contesto sociale.
Paola Cappa e l’”approccio finito male” di un ragazzo con Chiara Poggi
La convocazione odierna, riscostruisce il quotidiano Il Giorno, si inserisce nella strategia della Procura di verificare ogni possibile elemento a sostegno della nuova ipotesi investigativa. Un ritorno alle origini del caso, in particolare alle testimonianze raccolte nei giorni immediatamente successivi al delitto. Tra queste, quella resa da Paola Cappa il 15 agosto 2007 ai carabinieri, quando riferì di sospetti su un ragazzo che la cugina avrebbe respinto, parlando di un “approccio finito male”. Un dettaglio che oggi gli inquirenti intendono rileggere alla luce delle nuove risultanze. Stefania, considerata tra le due la più legata a Chiara, sarà invece chiamata a ricostruire ricordi e contesti che possano contribuire a confermare o smentire la pista su cui si stanno concentrando i pm.
Il passaggio segna anche un cambio di prospettiva nell’indagine. Se in passato alle gemelle erano stati chiesti riscontri nell’ambito del procedimento che ha portato alla condanna di Alberto Stasi, oggi l’attenzione si concentra su Sempio. Un’ulteriore verifica, dunque, per consolidare o mettere in discussione un impianto accusatorio che, dopo anni, tenta di riscrivere uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni.

