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Garlasco, l’ex prof di Stasi: “Biondino senza emozioni? No, alle interrogazioni gli tremava la voce”

La lettera di una ex docente di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi: “Non era affatto senza emozioni, se veniva interrogato si agitava e gli tremava la voce, riconsegnava i compiti umidi di sudore”

Garlasco, l’ex prof di Stasi: “Biondino senza emozioni? No, alle interrogazioni gli tremava la voce”

“Stasi non era affatto senza emozioni, se veniva interrogato si agitava e gli tremava la voce, riconsegnava i compiti umidi di sudore. La telefonata al 118 la mattina dell’omicidio? Era quella la sua voce”. Sono le parole contenute in una lettera inviata da una ex professoressa di Alberto Stasi alla trasmissione “Ore 14 Sera”, condotta su Rai 2 da Milo Infante. La docente, che ha scelto di restare anonima, ha insegnato a Stasi fino alla quinta del liceo scientifico Angelo Omodeo di Mortara.

Nel suo racconto, la professoressa traccia un profilo molto diverso da quello spesso emerso nel dibattito pubblico. “Ho un ottimo ricordo di Stasi come allievo e come persona. Come persona era sempre molto educato e mai aveva una parola fuori posto, il classico ragazzo di buona famiglia che era stato allevato nel migliore dei modi”. E ancora: “Come allievo era molto preciso e puntuale nel suo lavoro scolastico e non mi è mai capitato di riprenderlo per qualche mancanza”.

“Stasi non era il ‘biondino dagli occhi di ghiaccio’”

Uno degli aspetti centrali della lettera riguarda proprio l’emotività del giovane, spesso messa in discussione negli anni. “Durante le interrogazioni pur essendo sempre preparato si agitava e gli tremava la voce”, scrive la docente. Un tratto che, secondo lei, aiuta a rileggere anche uno degli elementi più discussi del caso. “Vorrei dire a chi lo giudica per la sua telefonata al 118 la mattina del delitto, telefonata che può sembrare fredda e senza emozioni, che quella è proprio la sua voce”.

La professoressa contesta anche l’immagine stereotipata costruita negli anni attorno a Stasi. “A chi lo definisce il ‘biondino dagli occhi di ghiaccio’ posso assicurare che non era affatto un ragazzo senza emozioni”. A sostegno di questa tesi, racconta un episodio significativo: “Dopo ogni compito in classe i suoi fogli erano sempre umidi di sudore dall’agitazione”.