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Giorgetti, Fontana e i lunghi coltelli: le inchieste nella lotta leghista

Giorgetti, Fontana e i lunghi coltelli: le inchieste nella lotta leghista

La Lombardia continua a impensierire Matteo Salvini. E il suo entourage. A differenza però di alcuni suoi consiglieri, Salvini vede il quadro generale: per il Capitano, nelle sue vacanze al Papeete, è chiaro che è in corso un attacco concentrico alla Lega. Open Arms, la questione dei camici di Attilio Fontana. "E adesso vedrete che arriveranno anche le notizie sul Veneto, e sulle altre Regioni", mormora qualcuno dei fedelissimi che ne condividono l'impostazione generale di attacco al Carroccio. C'è poi chi valuta la crisi di Fontana e il fatto che per adesso il Veneto pare esente dalle polemiche come elementi di una battaglia interna che comunque esiste. E così, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it Milano, non è sfuggito a Giancarlo Giorgetti il fatto che il Messaggero, quotidiano romano, abbia da una parte ipotizzato le dimissioni di Fontana (lasciando stupito anche il diretto interessato), dall'altra abbia detto che Fontana è stato emanazione diretta dello stesso Giorgetti, e che dunque il "Capitano" non avrebbe colpa nella sua scelta.

Una indiscrezione che fa due vittime: Giorgetti perché responsabile di una scelta che si ritiene scorretta, e Fontana stesso che già viene scaricato. Una indiscrezione che però avrebbe fatto infuriare, per la sua falsità, Salvini, Giorgetti e pure Fontana. Salvini perché non ritiene Fontana colpevole di quel che gli viene addebitato, e anzi lo incoraggia ad andare avanti ben sapendo che è solo una questione di tenuta psicologica da parte del governatore. A livello giudiziario non c'è niente e anche i conteggi in consiglio dimostrano che la mozione di sfiducia di settembre potrà essere respinta senza troppi patemi d'animo. Inoltre Fontana ha come capo di gabinetto Giulia Martinelli, la mamma della seconda figlia del Capitano, e dunque il legame tra i tre è forte e consolidato.

Giorgetti invece si è infuriato perché il nome che aveva in mente al posto di Fontana era quello di Dario Galli, al quale venne preferito l'avvocato di Varese perché era già stato in consiglio regionale e conosceva quindi già le dinamiche di consiglio.Insomma, lunghi coltelli anche nelle indiscrezioni suggerite ai vari giornali. Perché la partita è da una parte "esterna" e dall'altra "interna". Ed è quella interna che preoccupa di più. Se le regionali dovessero segnare una battuta d'arresto per Matteo Salvini allora le acque nel Carroccio potrebbero ulteriormente agitarsi e allora la Lombardia rischierebbe davvero.

In caso contrario le dimissioni a Milano potrebbero arrivare solo e unicamente dalla volontà di Fontana di farsi da parte per tutelare la sua famiglia, ormai messa sul banco degli imputati senza che - questa è la versione del governatore - Regione Lombardia abbia mai dato un euro al cognato o alla società partecipata al 10 per cento dalla moglie. Senza contare le minacce di morte e le altre inchieste che incombono. Per adesso però questa decisione non pare alle viste, anche perché nella sua solidarietà a Salvini su Facebook Fontana pare abbia lanciato un messaggio che anche lui stesso condivide.

fabio.massa@affaritaliani.it

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