I Hate Milano

di Mister Milano

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I Hate Milano
Un nuovo candidato: Beppe Stefano Salisi. La satira di I Hate Milano

I sondaggi che rivelerebbero un testa a testa tra Sala e Parisi hanno gettato nello sconforto il nascente Partito della Nazione, già convinto, a giugno, di vincere facile.
Così, nelle ultime ore, ha preso corpo l’ipotesi di cambiare strategia e presentarsi  con quella che fin da ora  è chiamato “il candidato perfetto”.

Signore e signori, ecco a voi Beppe Stefano Salisi! Stesso curriculum, stessa precedente occupazione (city manager c/o Letizia Moratti), stessa madre politica (Letizia di Rivombrosa) stesse incipiente desertificazione pilifera, il DNA di Sala e quello di Parisi si integrano in maniera praticamente perfetta.

Così, nelle segrete e nelle segreterie di partito, è già iniziato lo sconvolgente progetto di eugenetica, ad opera del dottor/ssa Bussolmini: nome in codice “the perfect candidate”. Grandi le premesse e le aspettative: il nuovo candidato sarà più veloce nel vendere il patrimonio pubblico ai privati del 18 per cento, più rapido nel coinvolgimento delle enclavi cinesi del 32%, più svelto nel far somme e moltiplicazioni di uno strabiliante 64%. In più, sarà capace di presentare i bilanci il 22 per cento in ritardo, evitando così incresciosi inconvenienti politici. E sarà in grado di effettuare un aumento di capitale in sole 35 ore contro le 72 correnti. Riuscirà nel contempo a fare la fila in un padiglione, accendere la tv e guardare in streaming su Chili una soap opera sudamericana, fare una riunione con Parenzo di Telelombardia, alzare il pugno al cielo indossando la t-shirt del Che con sopra una cravatta di Marinella e sulle spalle il logo del Milan (qui però sono previsti problemi con il dna di Sala, purtroppo incompatibilmente interista).

Unico dubbio: dovesse l’esperimento avere esito positivo, e il materiale genetico di Sala incrociarsi con successo a quello di Parisi, in quale ospedale si potrebbe creare il “candidato perfetto”? Maroni pensava di rivolgersi al buon Fabio Rizzi, che fraternamente lo consigliò sulla sanità lombarda, ma al momento pare sia occupato.

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