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Milano
Iardino (Pd): "Pillola dei 5 giorni dopo e obiettori, pronta ad andare in Magistratura"

“Lo avevo denunciato nel marzo del 2014, ma a un anno e mezzo da quell’atto constato che nulla è cambiato. Nelle farmacie milanesi è ancora complicato acquistare, per chi ne avesse bisogno, metodi farmacologici anti-concezionali. Alcuni farmacisti, quindi, continuano a credere che la loro libertà all’obiezione di coscienza possa prevaricare i diritti degli altri”. Così la consigliera comunale del Partito democratico a Palazzo Marino, nonché consigliera Delegata in città metropolitana, Rosaria Iardino, di fronte ad un’inchiesta pubblicata dal quotidiano “la Repubblica” – supportata da tanto di video realizzato con telecamera nascosta – svolta in giro per le farmacie del centro di Milano a domandare della cosiddetta ‘pillola dei 5 giorni dopo’, la ellaOne”. “Si sono sentiti farmacisti – continua la consigliera Iardino – arrampicarsi sugli specchi per dissuadere gli acquirenti da quel tipo di prodotto. ‘La pillola dei cinque giorni dopo? Ma non esiste’, qualcuno ha risposto; oppure: ‘Comprarla senza ricetta medica? Non mi risulta’. Tutte informazioni false, intenzionalmente errate, per costringere la persona che si aveva di fronte a cambiare idea o a uscire da quella farmacia”. “Il principio di obiezione di coscienza – continua la consigliera del Pd – è sacrosanto ma va esercitato in maniera onesta e trasparente. Naturalmente un professionista non può inventarsi le prime panzane che gli passano per la mente per distogliere un’acquirente dalla propria idea. Deve, tutt’al più, indicare di rivolgersi altrove e magari consigliare dove”.


“A questo punto – termina la consigliera Iardino – farò una verifica presso gli uffici competenti per sapere se il numero dei farmacisti che si sono dichiarati obiettori di coscienza sia bilanciato da un numero di professionisti che non lo siano. Poi andrò in profondità per sapere se farmacie comunali siano state ‘pizzicate’ dall’inchiesta di Repubblica e ne chiederò conto all’azienda che ha in gestione il servizio; il tutto prima di decidere per un esposto presso l’Ordine dei farmacisti di Milano o addirittura alla Magistratura”. 

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